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Home A La notizia del Giorno

L’Inverno ci prova, ma la svolta di Febbraio è a rischio

Antonio Romano di Antonio Romano
06 Feb 2026 - 10:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Non si verificherà nell’immediato alcuna variazione significativa, poiché il quadro meteo resterà ancora per diversi giorni condizionato dalle correnti provenienti dall’Oceano Atlantico, le quali piloteranno numerose perturbazioni dirette verso l’Italia. Questo contesto umido e poco incline ai rigori della stagione fredda potrebbe però trasformarsi radicalmente a partire dalla metà di Febbraio, quando un tentativo da parte dell’aria artica di spingersi verso la nostra Penisola appare sempre più probabile.

 

Flusso più ondulato e più freddo

Una più marcata ondulazione dei flussi atmosferici risulterebbe favorevole a un passaggio di masse d’aria gelida verso il bacino del Mediterraneo. Attualmente, questa ipotesi trova riscontro nelle proiezioni dei centri di calcolo più prestigiosi, quali l’ECMWF e il Global Forecast System, sebbene sussistano ancora ampie diversità di veduta sulla rotta precisa che il freddo artico potrebbe intraprendere.

Si prefigura, dunque, una possibile riscossa invernale proprio in coincidenza della metà del mese. Tuttavia, non vi è ancora alcuna certezza matematica su questo raffreddamento, che peraltro potrebbe rivelarsi di breve durata. Febbraio sembra faticare a mostrare quella svolta duratura che in precedenza appariva destinata a prendere piede in modo più netto.

 

Le dinamiche del Vortice Polare

D’altra parte, i movimenti registrati in alta atmosfera riguardanti il Vortice Polare non sembrano al momento favorevoli a uno split, ovvero una rottura netta, che farebbe aumentare sensibilmente le probabilità di fasi rigide entro la fine di Febbraio. Non è comunque detta l’ultima parola, e si ritiene che l’inverno possa ancora salire alla ribalta, tanto da far tardare l’arrivo della primavera.

Le dinamiche connesse al riscaldamento stratosferico, con il relativo indebolimento del Vortice Polare, devono ancora trovare un assestamento definitivo, anche se non sembra esserci una comunicazione immediata con la circolazione nella troposfera. L’influenza delle correnti dell’Oceano Atlantico, con il consueto viavai di perturbazioni, resterà predominante per almeno i prossimi sette giorni. I flussi occidentali continueranno a contrapporsi al lago freddo artico che stazionerà ad alte latitudini, interessando i paesi dell’Europa dell’Est.

 

Possibile crollo termico a metà febbraio

Una maggiore ondulazione del flusso parrebbe configurarsi a partire dal 12 o 13 Febbraio. Ci attendono condizioni meteo più variabili e altalenanti, pur senza particolari blocchi atmosferici, ma tutto questo potrebbe risultare sufficiente per l’approssimarsi di masse d’aria artiche.

Se tale scenario venisse confermato, si assisterebbe a un crollo termico e a possibili nevicate a bassa quota proprio per metà mese, ma le dinamiche restano interamente da definire, così come le zone d’Italia potenzialmente coinvolte. Questa fase più fredda potrebbe essere seguita da una temporanea onda anticiclonica intorno al 20, prima di nuovi scenari da inverno vero verso la fine del mese.

 

Credits:

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

NOAA – National Centers for Environmental Prediction

Deutscher Wetterdienst – DWD

Météo-France

  (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: aria articafreddo Europagelo italiameteo febbraiomodelli matematicineve bassa quotaprevisioni meteosvolta invernotendenze febbraiovortice polare
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Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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