
(TEMPOITALIA.IT) Ma è davvero possibile vedere ancora la Neve a Milano nel cuore di Marzo? La domanda è di quelle che dividono. Da un lato abbiamo la memoria storica, fatta di risvegli bianchi e cappotti pesanti, dall’altro la realtà di un Riscaldamento Globale che morde il freno. Negli ultimi anni il trend è chiaro. Eppure, la meteo sa ancora giocare brutti scherzi alla primavera incipiente. Un tempo, avere condizioni invernali a Marzo non era poi così assurdo, anche se gli episodi con accumuli seri, parliamo di oltre 10 centimetri in pieno centro, si contano sulle dita di una mano.
L’analisi del clima che cambia
Marzo, per convenzione, apre le porte alla stagione primaverile. La famosa Neve marzolina ha sempre avuto vita breve, poverina. Fondeva in un attimo, complici le temperature più alte e un sole che, rispetto a Dicembre o Gennaio, inizia a picchiare più forte. Questo però non ha impedito al passato di regalarci sorprese incredibili. In certi casi si è creato quel famoso “cuscino freddo”, una sorta di resistenza gelida nei bassi strati della Pianura Padana, capace di trasformare la pioggia in fiocchi pesanti e coreografici.
Gli eventi che hanno fatto la storia
Se guardiamo ai decenni recenti, il record indiscusso per il centro di Milano resta quello del 2005. Era l’inizio di Marzo e la città si svegliò sotto una coltre bianca che sembrava non finire mai. In molte zone del capoluogo lombardo si registrarono accumuli tra i 15 e i 20 centimetri. Una soglia che, con il clima attuale, pare quasi un miraggio. Forse nell’ottocento era la norma, ma oggi confrontarsi con quell’epoca climatica ha poco senso, è un mondo che non esiste più.
Senza andare troppo indietro, ricordiamo tutti il 2018. Quell’anno il Vortice Polare decise di farci visita a fine Febbraio con il celebre Buran. Quando l’aria mite da sud e sud ovest provò a risalire, incontrò il gelo stagnante al suolo. Il risultato? Una Neve durata ben tre giorni, che lasciò a terra una dozzina di centimetri (poca roba rispetto al passato, ma pur sempre magica).
Andando ancora più a ritroso, non si può non citare il mitico Marzo 1971. Fu un evento epocale. Tra il 5 e il 6 Marzo la città venne letteralmente sepolta da una nevicata tardiva che superò i 20 centimetri, con temperature polari che paralizzarono l’Italia settentrionale. Anche nel 1976 e nel 1987 il mese di Marzo regalò colpi di coda invernali degni di nota, ricordandoci che la primavera, spesso, è solo un concetto sul calendario.
Cosa ci aspetta nel futuro
Dall’inizio del nuovo millennio, le nevicate marzoline sono diventate merce rara. La colpa, o meglio la causa, è del Riscaldamento Globale. Ormai Marzo si comporta sempre più spesso come un mese pienamente primaverile. Non che un tempo nevicasse tutti i giorni, sia chiaro, ma la possibilità era concreta, quasi di casa.
In futuro, non possiamo firmare una condanna a morte definitiva per la Neve in questo periodo. Tuttavia, dobbiamo essere onesti, diventerà un evento più unico che raro. Le masse d’aria artica fanno sempre più fatica a scendere nel Mediterraneo, arrivano già stanche, scaldate da un’Europa che scotta. Insomma, prepariamoci a vedere sempre più primule e sempre meno pupazzi di neve in Piazza Duomo.









