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Meteo, neve a quote basse e freddo, poi la Primavera? Tra illusione e realtà

Antonio Romano di Antonio Romano
17 Feb 2026 - 12:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Illusioni primaverili e realtà dei dati

(TEMPOITALIA.IT) Si potrebbe discutere a lungo riguardo alla situazione atmosferica di questo periodo, leggo spesso su vari canali informativi e piattaforme digitali che la Primavera sarebbe ormai imminente, tuttavia, cerchiamo di essere precisi su cosa significhi realmente questo termine. Sebbene il primo marzo segni il debutto della stagione meteorologica, la quale anticipa di qualche settimana quella astronomica, non dobbiamo dimenticare che, nonostante una radiazione solare superiore rispetto a gennaio, il mese di marzo rimane un periodo estremamente turbolento, un vero ponte instabile tra il freddo e il risveglio della natura.

L’espansione del vortice polare e l’ombra dello stratwarming

Attualmente ci troviamo ancora a metà febbraio, ipotizzare un arrivo precoce del clima mite osservando le proiezioni fornite dai modelli matematici sembra azzardato. Ciò che si scorge all’orizzonte è piuttosto un allungamento verso le medie latitudini del Vortice Polare, senza l’intenzione di investire l’Italia con un gelo epocale, ma il futuro rimane tutto da scrivere. Resta in gioco il fenomeno dello Stratwarming, ovvero il riscaldamento anomalo della Stratosfera, capace di rimescolare le carte in tavola con esiti imprevedibili che non sono ancora del tutto definibili.

 

Effetto favonio al Nord

Le previsioni attuali non suggeriscono affatto un periodo di stabilità duratura, è innegabile un rialzo termico, ma questo avviene soprattutto di giorno per ragioni fisiche ben delineate. Nel Nord Italia soffiano correnti settentrionali adiabatiche, un autentico favonio che, sebbene in pianura il vento non sia sempre percepibile, comprime l’aria verso il basso riscaldandola, mentre a settentrione della catena delle Alpi le temperature restano molto basse. Il Centro e il Sud Italia, d’altro canto, percepiscono ben poco di questo clima dolce, i valori termici sono sì superiori alle medie storiche, ma il maltempo incessante, le tempeste e le condizioni meteorologiche avverse non hanno nulla di sereno.

 

L’impronta del cambiamento climatico

Non si può ignorare il fatto che manchino le grandi nevicate collinari sull’Appennino o le classiche ondate di freddo orientali, questi mutamenti sono i figli diretti del Cambiamento Climatico, un fenomeno spesso sottovalutato ma che rappresenta il vero motore di questo sfasamento stagionale. Non siamo di fronte a una primavera anticipata, ma a un’atmosfera globale surriscaldata che altera i normali cicli invernali.

Neve a bassa quota e precipitazioni in arrivo sulla Valle Padana

Nel corso di questa settimana, tra il 19 febbraio e la mattinata del 20 febbraio, una perturbazione attraverserà il Nord Italia segnando un passaggio meteorologico fondamentale. Sono attese precipitazioni abbondanti e nevicate consistenti che non riguarderanno solo la Val d’Aosta, ma tutto l’Arco Alpino fino a quote decisamente contenute. Secondo le analisi del modello tedesco ICON, i fiocchi potrebbero fare la loro comparsa anche in zone di bassa collina, mentre a Milano e nel resto della pianura lombarda, è probabile che piova soltanto con la possibilità di gragnola durante i rovesci più forti.

 

La situazione in Europa e il serbatoio gelido della Scandinavia

Dopo questo transito perturbato, si instaurerà un temporaneo regime di Alta Pressione, specialmente nelle regioni settentrionali, dove le minime si avvicineranno agli 0°C, con massime che toccheranno i 15°C. Mentre l’Anticiclone delle Azzorre si sposterà verso la Penisola Iberica, portando finalmente tregua in Spagna e bel tempo in Marocco, nel resto del continente la circolazione rimane prettamente invernale. Nevica infatti in Germania, Polonia, Svizzera e Austria, mentre l’Oceano Atlantico continua a inviare basse pressioni profonde verso le Isole Britanniche. Il serbatoio di aria gelida presente tra la Scandinavia e la Russia europea rappresenta una sorta di spada di Damocle, potrebbe scivolare verso di noi a marzo inoltrato, causando gelate notturne pericolose per le coltivazioni d’Italia, della Sicilia e della Sardegna.

 

Credit e fonti autorevoli: (TEMPOITALIA.IT)

  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): https://www.ecmwf.int
  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): https://www.noaa.gov
  • DWD (Deutscher Wetterdienst): https://www.dwd.de
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Tags: aria freddacambiamento climaticomaltempo invernometeo Italianeve pianuraprevisioni febbraiovalle padanavortice polare
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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