
(TEMPOITALIA.IT) Molti cittadini sono ormai esausti di questa situazione meteorologica che sembra non avere fine. Le precipitazioni incessanti, talvolta estreme, risultano particolarmente pericolose a causa del rischio di frane e smottamenti che minacciano il territorio. Ci troviamo di fronte a una configurazione bloccata, un termine tecnico che indica la persistenza di una medesima condizione atmosferica per lungo tempo. Questo specifico schema sta condizionando il clima sull’Europa e sull’Italia ormai da diverso tempo, impedendo il normale ricambio delle masse d’aria.
Siccità e pioggia: due facce dello stesso blocco atmosferico
Risulta utile fare un salto indietro nel tempo al 2022, quando in numerose aree del nostro Paese la siccità aveva raggiunto livelli talmente critici da spingere le popolazioni locali a invocare l’acqua come una vera benedizione. In quell’anno, le piogge si manifestavano raramente e, non appena un fronte perturbato transitava, la pressione atmosferica risaliva immediatamente cancellando ogni traccia di instabilità.
In quella circostanza si discuteva del blocco della circolazione proveniente dall’Oceano Atlantico, responsabile della totale assenza di perturbazioni organizzate. Attualmente stiamo vivendo un fenomeno speculare, ovvero un blocco situato a latitudini differenti. Questo significa che l’Atlantico si mostra estremamente vigoroso, inviando verso il Mediterraneo flussi perturbati continui, senza alcuna interruzione significativa. Il ricordo del fiume Reno ridotto a un piccolo rivolo durante la crisi idrica del 2022 rimane un monito di quanto queste anomalie possano essere pesanti per l’Europa Centrale.
Continuerà a piovere ancora per molto?
Analizzando la situazione attuale, la risposta nel breve termine è purtroppo affermativa. Le precipitazioni non saranno del tutto ininterrotte, ma si alterneranno a schiarite piuttosto effimere. Il filo conduttore resterà invariato, con una totale assenza di irruzioni gelide rilevanti. Le temperature si manterranno costantemente sopra la media del periodo, accompagnate da una successione di fasi instabili che dureranno almeno fino alla metà del mese di Febbraio.
Le possibili novità e il ritorno del bel tempo
Volgendo lo sguardo attorno al 15 Febbraio, l’ipotesi di un ritorno del grande freddo invernale appare meno probabile, pur sussistendo ancora l’ipotesi di un’irruzione d’aria artica di media intensità. Nei giorni successivi, invece, le proiezioni elaborate dai principali centri di calcolo suggeriscono un tentativo di espansione dell’alta pressione verso l’Europa Sud-Occidentale. Dopo una lunga assenza, l’anticiclone situato sull’Atlantico potrebbe gradualmente spostarsi verso est, andando a proteggere il Mediterraneo e l’Italia. Questa dinamica porterebbe i primi tepori di stampo primaverile e, soprattutto, decreterebbe la fine di questa eccezionale fase di maltempo che sta colpendo duramente la Penisola.
La data della svolta stagionale
Una simile configurazione meteorologica, prevista indicativamente attorno al 18 Febbraio, aprirebbe le porte a un periodo più stabile e mite su tutto lo Stivale. Questo cambiamento potrebbe segnare il declino definitivo dell’inverno. Anche se nel mese di Marzo possono verificarsi improvvisi colpi di coda gelidi, tali ondate risultano solitamente rapide e meno incisive rispetto a quelle dei mesi precedenti. Certamente sarà ancora necessario indossare capi pesanti, ma la forza del sole inizierà a farsi sentire, garantendo un riscaldamento diurno piuttosto marcato.
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