Nel momento in cui si inizia a bramare il tepore della Primavera, ecco che il mese di Marzo è capace di stravolgere ogni aspettativa, proprio mentre i primi boccioli iniziano a mostrarsi e le ore di luce aumentano in modo costante, accade che l’Inverno decida, in certi casi, di sferrare il suo attacco più violento, talvolta superando per intensità l’intera stagione fredda trascorsa.
I grandi ritorni del gelo tardivo
La memoria climatica della nostra Penisola è ricca di questi improvvisi ritorni del freddo, fenomeni in grado di scatenare gelate e nevicate eccezionali ben oltre il termine naturale di Febbraio, chi possiede qualche anno in più ricorderà certamente le ondate di gelo leggendarie che colpirono l’Italia nel Marzo 1987 o, procedendo ancora più a ritroso, nel Marzo 1971, entrambi i periodi furono segnati da correnti siberiane e tempeste di neve che avvolsero gran parte del territorio nazionale.
Il ricordo indelebile del marzo 2010
Tuttavia, non occorre viaggiare troppo lontano nel tempo per rintracciare momenti di crudo rigore invernale marzolino, è sufficiente tornare con la mente al significativo Marzo 2010, precisamente intorno al giorno 10, quando una potentissima discesa di aria gelida travolse l’Italia, portando la neve a quote estremamente basse con una generosità davvero rara per la stagione, le precipitazioni nevose non trascurarono le pianure del Nord Italia e raggiunsero persino i litorali dell’Alto Adriatico, ma imperversarono con una forza straordinaria su tutta la catena dell’Appennino, dove si registrarono depositi bianchi incredibili a quote di collina o perfino in zone pianeggianti.
Dalla spiaggia di Caorle alle città emiliane
Si provi a visualizzare la spiaggia di Caorle, celebre meta turistica nei pressi di Venezia, integralmente avvolta da una distesa bianca candida che arrivava fino alla riva del mare, in diverse aree si scatenò un autentico blizzard, con raffiche di vento gelido che sollevavano il manto fresco, rendendo la visibilità quasi nulla, anche la città di Bologna fu letteralmente sommersa dai fiocchi, come mostravano le immagini delle telecamere cittadine, spesso oscurate dalla violenza della perturbazione, l’intera Pianura Padana si ritrovò sotto una coltre che, in numerosi centri urbani, non era stata avvistata per tutto il periodo invernale precedente.
L’eccezionalità dell’evento in Veneto
Nel comune di Verona, un luogo storicamente meno soggetto a grandi accumuli nevosi per via della sua specifica conformazione geografica, l’evento assunse proporzioni memorabili, per rintracciare una situazione analoga era necessario tornare al Marzo 1976, anno in cui il centro storico misurò circa 12 centimetri di accumulo, quella del 2010 si configurò quindi come una nevicata storica per i cittadini veronesi, resa ancora più aspra da una burrasca di vento che sferzò la zona, questo dimostra che, sebbene possa apparire un mese talvolta mite, Marzo sa ancora offrire scenari spettacolari e gelidi agli appassionati della meteorologia.
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