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Meteo 2026, l’effetto di El Niño sulla prossima Estate e il rischio di caldo record

Luca Martini di Luca Martini
03 Mar 2026 - 18:30
in A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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L’anticipo di un tepore fuori stagione sull’Europa

Secondo le ultime proiezioni elaborate dai centri di calcolo, sembra proprio che nei prossimi giorni saremo costretti a recuperare gli indumenti leggeri molto prima del solito, è in arrivo infatti una fase climatica caratterizzata da un calore decisamente anomalo che coinvolgerà mezza Europa. Non si tratterà, a dire il vero, di una semplice e breve scaldata, in vari territori i valori termici potrebbero oltrepassare anche di dieci gradi le medie statistiche del periodo. Ci ritroveremo dunque con massime che supereranno agevolmente i 20°C, toccando talvolta punte di 25°C, nonostante il sole non possieda ancora la forza tipica della stagione estiva e il suolo conservi ancora la frescura ereditata dall’inverno.

 

La bolla sahariana e il nuovo volto del clima mediterraneo

Tutto questo scenario si concretizzerà a causa di una sorta di bolla di aria calda in procinto di risalire dal Nord Africa, una massa che andrebbe a stabilizzarsi proprio sopra l’Europa Centrale. Onestamente, non dobbiamo stupirci eccessivamente di tali dinamiche, poiché ormai è assodato che il clima sia profondamente mutato. Il nostro continente si sta scaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale e il Mar Mediterraneo presenta già temperature superficiali ben superiori alla norma. Anomalie di questo tipo, che un tempo avrebbero destato enorme stupore, stanno diventando quasi una consuetudine nella Penisola Italiana e nel resto del bacino. Anche l’attività del Vortice Polare, che solitamente condiziona la discesa del freddo, sembra non riuscire a contrastare queste risalite subtropicali.

 

Il ritorno di El Niño

Un altro elemento di grande interesse riguarda la questione legata a El Niño, dopo diversi mesi trascorsi sotto l’influenza de La Niña, lo scenario planetario si sta modificando in maniera radicale. Le previsioni per il 2026 indicano che El Niño farà il suo ritorno e potrebbe manifestarsi con un’intensità rilevante proprio verso la parte finale dell’anno. Questo non significa necessariamente che la presenza di tale fenomeno nell’Oceano Pacifico si traduca in un’estate rovente alle nostre latitudini, la faccenda, in realtà, è decisamente più complessa e ricca di variabili. Se osserviamo la stagione che verrà, i modelli iniziano a mostrare alcuni segnali che tuttavia devono essere presi con estrema cautela.

Proiezioni per l’Estate tra Mediterraneo e Balcani

Appare probabile che possa fare molto più caldo della norma, specialmente nell’area del Mediterraneo e sui Balcani, per quanto riguarda il Nord Europa, invece, la situazione appare ancora incerta poiché le perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico e dalle Isole Britanniche potrebbero mitigare la calura. Il vero problema di fondo è che partiamo già da una condizione di base fortemente alterata, rispetto a un secolo e mezzo fa, l’Europa è più calda di oltre due gradi, ciò comporta che basti una minima spinta atmosferica per far balzare i termometri verso valori da primato. Definire oggi con certezza se avremo un’estate terribile o rovente sarebbe azzardato, la meteorologia non è una scienza esatta, in particolare quando si parla di tendenze a lunghissimo termine.

 

Il rischio di ondate di calore lunghe e persistenti

I segnali precursori, tuttavia, sono tutti presenti, il rischio di ondate di calore durature e ostinate è decisamente più elevato rispetto al passato. Molto dipenderà da come si posizioneranno le principali figure bariche nei mesi a venire, ma faremmo bene a prepararci mentalmente a una stagione potenzialmente bollente in Italia e in tutto il Sud Europa. Anche i venti, come lo scirocco, potrebbero giocare un ruolo chiave nel trasporto di calore dal deserto verso le nostre città. L’assetto del Vortice Polare durante la primavera sarà un altro tassello fondamentale da monitorare per capire se vi saranno infiltrazioni fresche capaci di spezzare il dominio anticiclonico previsto per l’Estate 2026.

 

Credit e fonti autorevoli

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

WMO – World Meteorological Organization

NASA – Global Climate Change

Copernicus – Europe’s eyes on Earth

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Tags: africa meteoanomalie termichecambiamento climaticoEl Ninoestate 2026mediterraneo caldometeo caldoondate caloreprevisioni estaterecord temperature
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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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