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Neve e piogge, torna il Freddo intenso: ecco le zone dell’Italia più colpite

Antonio Romano di Antonio Romano
17 Mar 2026 - 13:15
in A La notizia del Giorno, Ad Premiere, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) In questo momento, il Settentrione, la Liguria, la Toscana, le Marche, l’Umbria e anche il Lazio godono di una luce solare rigenerante, ma si tratta di una parentesi temporanea, quasi irrilevante ai fini della settimana. L’illusione che la primavera sia già arrivata con il suo clima mite è destinata a svanire in fretta, tra domani, mercoledì, e la giornata di giovedì, ci attende un brusco colpo di coda invernale, un’irruzione di aria fredda che riporterà l’Italia indietro nel tempo, proiettandoci nuovamente nel cuore della stagione fredda.

 

L’evoluzione climatica e il vortice freddo in arrivo

Una massa di aria gelida sta già condizionando il tempo sui Balcani, nella giornata di mercoledì questa corrente attraverserà l’Adriatico per colpire con decisione le regioni del Centro-Sud. Questo afflusso favorirà la nascita di un nuovo vortice perturbato, capace di innescare precipitazioni sparse su gran parte del Meridione, si tratterà di fenomeni meno violenti rispetto ai precedenti, ma comunque molto diffusi sul territorio. Tra venerdì e domenica, il quadro meteorologico resterà spiccatamente instabile, con la possibilità di vedere qualche pioggia anche sul Nord-Ovest, dove la quota neve risulterà particolarmente bassa. Le proiezioni a dieci giorni mostrano inoltre una persistente circolazione ciclonica sulla nostra Penisola, mantenendo temperature rigide e rovesci intermittenti.

 

Neve a quote basse e crollo termico repentino

Non assisteremo solamente a piogge, una parte rilevante dei fenomeni si presenterà sotto forma di neve, i termometri subiranno una flessione drastica, un calo termico evidente se paragonato alla mitezza degli ultimi giorni. Questa situazione obbligherà molti a recuperare abbigliamento pesante e giacconi, anche a causa del rinforzo della ventilazione, il fastidioso effetto wind chill, ovvero il raffreddamento causato dal vento, renderà la percezione del gelo ancora più marcata. Per quanto riguarda il limite delle nevicate, i fiocchi scenderanno progressivamente fino a raggiungere i 1000 metri di altitudine lungo l’intero Appennino centro-meridionale, tuttavia, in presenza di rovesci più intensi, non sono escluse sorprese nevose a quote collinari, localmente anche sotto i 500 metri.

 

Gelo e cielo sereno al Nord con rischio di brinate

Nelle regioni del Nord, l’atmosfera si manterrà più asciutta, ma il calo delle temperature sarà comunque pungente, specialmente durante le ore notturne. Torneranno d’attualità rischi che sembravano ormai superati, come le brinate e le gelate tardive che colpiranno la Valle Padana. Non bisogna considerare anomalo questo scenario, era semmai insolito registrare punte di 20 °C tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Il primo mese della primavera è storicamente capace di riservare ondate di freddo improvvise, confermando che le condizioni atmosferiche possono assumere connotati prettamente invernali anche dopo metà mese. Mentre le piogge dei prossimi cinque giorni bagneranno soprattutto il Sud-Est, le tendenze a lungo termine suggeriscono che l’acqua potrebbe tornare a cadere anche sulla Sardegna e sulle regioni settentrionali.

 

Crediti (TEMPOITALIA.IT)

  • Met Office (UK National Weather Service)
  • Deutscher Wetterdienst (DWD)
  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
  • Météo-France
  • American Meteorological Society (AMS) Journals
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Tags: aria polarecalo temperaturefreddo estgelate tardivemaltempo sudmeteo Italianeve appenninoprevisioni marzoquota neveritorno inverno
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Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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