
(TEMPOITALIA.IT) È un’Europa divisa a metà. A ovest splende il sole, le temperature salgono oltre ogni aspettativa stagionale e si respira quell’aria di primavera finalmente liberata dal freddo. Ma basta spostarsi verso nord o verso est per trovare un quadro completamente diverso: perturbazioni in corsa, aria fredda accumulata a latitudini polari, una circolazione che non ha ancora deciso dove vuole andare. L’Italia, in questo momento, si trova nel lato fortunato della medaglia. Almeno per ora.
Anticiclone africano a Pasqua e Pasquetta
Questo weekend di Pasqua porta in dote un caldo che non ci si aspettava, o meglio, che fino a pochi giorni fa sembrava tutt’altro che scontato. L’Anticiclone Africano ha sferrato il primo assalto con una certa decisione, spingendo masse d’aria calda di matrice subtropicale verso il Mediterraneo e monopolizzando di fatto le condizioni meteo su gran parte della Penisola. Le temperature salgono senza troppi complimenti, con picchi che appartengono di norma a un buon pomeriggio di inizio Giugno, non certo ai primi di Aprile. Al Sud il discorso è parzialmente diverso. Residui sbuffi freddi dai Balcani smorzano il riscaldamento e i valori risalgono senza tuttavia raggiungere gli eccessi del Nord.
L’illusione ha i giorni contati
Questa bolla calda è destinata a sgonfiarsi, e i modelli previsionali tracciano già la data approssimativa del cambio di scena: intorno al 10 Aprile. Fino ad allora, stabilità prevalente e qualche ulteriore giorno di sole, con le temperature che scivoleranno gradualmente verso valori più consoni alla stagione. Un assestamento fisiologico, niente di brusco. Ma è quello che arriva subito dopo a meritare attenzione.
Le proiezioni più recenti di ECMWF e GFS indicano, con crescente concordanza, un cambiamento di circolazione piuttosto deciso a partire dalla seconda decade del mese. E la novità rispetto alle precedenti emissioni sta nella provenienza dell’aria fredda: non più dall’Oceano Atlantico, come si ipotizzava in precedenza, ma da est, dai Balcani e direttamente dalla Russia. Correnti retrograde, più asciutte, capaci di trasportare fin sul Mediterraneo una massa d’aria con caratteristiche ancora quasi invernali.
Quanto freddo arriverà
Dalla quasi estate anticipata di Pasqua a un nuovo assaggio d’inverno il passo, in questo Aprile 2026, rischia di essere brevissimo. Il calo termico non dovrebbe tradursi in un’ondata di freddo eccezionale, almeno secondo le indicazioni attuali: si parla di temperature tutto sommato di poco inferiori alla media, senza picchi eccezionali. Ma il contrasto con i 25°C di questi giorni sarà comunque notevole, e la percezione di quel cambiamento si farà sentire in modo netto.
Vale la pena sottolineare un altro aspetto, quello delle piogge. Buona parte del Nord Italia arriva a questo periodo con un deficit pluviometrico rilevante: Aprile è di norma un mese abbastanza piovoso per le regioni settentrionali, eppure le proiezioni a medio termine non mostrano precipitazioni significative sul settore centro-occidentale del Nord almeno fino al 20 Aprile. I sistemi perturbati legati all’irruzione fredda non sembrano particolarmente attivi su queste zone, mentre qualcosa potrebbe interessare il settore orientale.
Questa primavera, d’altronde, non assomiglia a nessuna delle primavere che eravamo abituati a conoscere. L’Amplificazione Artica, conseguenza diretta del Cambiamento Climatico, sta riducendo il gradiente termico tra le regioni polari e quelle tropicali, rendendo la circolazione atmosferica sempre più irregolare e imprevedibile. Il risultato è quello che stiamo vivendo: sbalzi estremi, parentesi di caldo africano precoce, ritorni del freddo tardivi e improvvisi. Non è un’eccezione. È la nuova normalità.






