Il meteo non ne vuole sapere di stabilizzarsi. Almeno non per ora, non in modo convincente. Correnti da nord prima, poi orientali, continuano a premere sull’acceleratore con una tenacia che lascia poco spazio all’ottimismo: la prima parte di Aprile si preannuncia capricciosa e decisamente più fredda del solito, con un’instabilità diffusa che fatica a mollare la presa sull’Italia.
Sud e Adriatico: le zone più esposte
La geografia del maltempo in questa fase è abbastanza chiara. A ovest dell’Italia l’Alta Pressione tiene la sua posizione e impedisce che le saccature possano coinvolgere tutto il paese: non a caso il Nord e la Sardegna se la caveranno con poche piogge, qualche nuvola, qualche schiarita. Ben diversa la situazione al meridione, dove le configurazioni cicloniche detteranno legge. Il Sud non è protetto da alcun promontorio anticiclonico e risente in modo diretto delle discese fredde sui Balcani, che continuano a riversarsi ostinatamente verso il Mediterraneo orientale.
Le correnti balcaniche, con i loro geopotenziali bassi e l’aria fredda in quota, vengono percepite con grande chiarezza dalle zone orientali della Penisola: fascia adriatica, regioni meridionali, Sicilia. Fasi di maltempo anche intenso, precipitazioni diffuse, e sulle catene appenniniche il ritorno di nevicate tardive a quote medie. Un evento tutt’altro che rarissimo per il periodo, anche se fa sempre un certo effetto trovarsi a guardare la neve in Aprile.
Un ciclone il 1° Aprile? L’atmosfera è irrequieta
Dalle proiezioni più recenti emerge un segnale preoccupante: verso il 1° Aprile potrebbe organizzarsi un nuovo sistema depressionario di una certa profondità. I dettagli sono ancora da definire, ma l’atmosfera appare chiaramente irrequieta, e questo è già di per sé un indicatore significativo. Ne sapremo di più nelle prossime emissioni modellistiche, quando il segnale dovrebbe farsi più nitido.
Le piogge come risorsa: il bicchiere mezzo pieno
C’è un aspetto di questa fase instabile che vale la pena sottolineare, anche se viene spesso trascurato nella narrazione quotidiana del meteo. Tutta quest’acqua che cade, con i suoi disagi e la sua ostinazione, rappresenta una risorsa idrica tutt’altro che secondaria. Bacini, invasi, falde acquifere: ne hanno bisogno, soprattutto al Sud, dove i problemi di siccità estiva sono ormai una costante con cui fare i conti ogni anno. L’estate, con i suoi lunghi periodi di caldo intenso e la quasi totale assenza di precipitazioni, è destinata a farsi sentire. Ogni millimetro di pioggia che cade adesso è, in qualche misura, un piccolo investimento per la stagione secca che verrà.
Pasqua ancora nel mirino dell’incertezza
Sul fronte delle festività pasquali, purtroppo, la situazione rimane sospesa. I modelli matematici continuano a divergere in modo significativo, sia sulla traiettoria delle eventuali perturbazioni sia sulla reale capacità dell’anticiclone di affermarsi sul Mediterraneo centrale. L’Italia si trova in una sorta di terra di mezzo, stretta tra due dinamiche opposte che non riescono ancora a prevalere l’una sull’altra. Gli scenari restano molteplici: da un Pasqua ancora instabile, specie al Sud, fino a una possibile rimonta più decisa dell’Alta Pressione che regalerebbe qualche giornata di bel tempo. Il modello GFS, tra quelli disponibili, è quello che al momento disegna lo scenario più favorevole, ma con una fiducia ancora troppo bassa per sbilanciarsi. L’unica certezza, per ora, è che il clima resterà spiccatamente fresco e le sorprese sono dietro l’angolo.
Credit
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts