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Polvere sahariana e smog: la bolla di inquinamento che soffoca l’Italia, fino a quando?

Antonio Romano di Antonio Romano
06 Mar 2026 - 15:30
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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Gli effetti nefasti dell’Anticiclone

(TEMPOITALIA.IT) Le condizioni meteorologiche a livello nazionale si possono riassumere facilmente, una mastodontica bolla di Alta Pressione, la quale staziona ormai da diversi giorni sopra le nostre teste, sta ora permettendo il filtraggio di correnti decisamente più umide, un particolare che le immagini inviate dai satelliti rivelano mostrando coperture nuvolose estese e diffuse. Tornano finalmente a farsi vivi i rovesci, e non si tratta certamente di una coincidenza, è infatti il segnale chiaro che il mostro anticiclonico inizia a cedere terreno, tuttavia esiste un rovescio della medaglia rappresentato dalla massiccia quantità di smog presente non solo nella Valle Padana, ma pure in diverse altre zone d’Italia. Anche se il Vortice Polare resta confinato a latitudini settentrionali, la dinamica locale sta subendo una trasformazione che potrebbe presto cambiare le sorti della qualità dell’aria nei nostri centri urbani.

L’invasione della sabbia sahariana e il ristagno dell’aria

Abbiamo già discusso della quantità enorme di sabbia che aleggia nell’atmosfera, un fattore che risulta strettamente correlato ai livelli di inquinamento, solitamente durante le grandi ondate di polveri provenienti dal deserto del Sahara la concentrazione di particelle nocive aumenta a dismisura. Il fatto che non si registrino piogge da oltre dieci giorni rappresenta un segnale estremamente negativo, ne consegue che l’aria ristagna senza sosta, le zone poste ai piedi delle Alpi, in quel fazzoletto di terra densamente abitato che comprende Torino, Milano e Verona, si confermano purtroppo tra le più inquinate d’Europa. I dati elaborati dai modelli non lasciano spazio a dubbi e le centraline di rilevamento segnalano polveri sottili vicine ai 100 microgrammi per metro cubo, una soglia decisamente critica. Si tratta di un mix ambientale piuttosto grave in cui l’Anticiclone schiaccia l’aria verso il basso per effetto della compressione, mentre i cieli limpidi favoriscono forti inversioni termiche e le montagne impediscono ogni forma di ventilazione, creando un catino chiuso, se a questo scenario aggiungiamo le continue emissioni prodotte dai veicoli, dalle fabbriche e dalle pratiche di agricoltura intensiva, il risultato finale è un’atmosfera insalubre per la popolazione.

Le previsioni per il fine settimana e la svolta di metà mese

Giungiamo ora al primo fine settimana del mese di Marzo, dove nelle regioni del Settentrione non si muoverà praticamente una foglia, avremo sole pieno sulle zone di montagna, dove le temperature anomale minacciano di sciogliere rapidamente il manto di Neve, mentre il clima resterà pessimo nelle aree pianeggianti. Il discorso cambia radicalmente per le nostre Isole Maggiori, poichè una perturbazione porterà piogge e temporali su Sardegna, Sicilia e Calabria ionica: in queste zone la qualità dell’aria subirà un lieve miglioramento grazie alla ventilazione. Per un cambiamento radicale del quadro meteo occorrerà però attendere la metà del mese, solo da quel momento potremmo assistere allo scossone necessario per spazzare via questo ristagno irrespirabile e ristabilire condizioni più consone alla salute pubblica nel resto del Paese.

Crediti e fonti autorevoli:

  • WMO – World Meteorological Organization

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

  • Copernicus – Atmosphere Monitoring Service

  • NASA – Earth Observatory

  • WHO – World Health Organization (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: alta pressionearia inquinatainversione termicameteo smogpolveri sottiliprevisioni marzosabbia saharaVal Padana
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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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