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Meteo: escalation termica in atto, dal 10 Aprile attenzione alla grandine

Davide Santini di Davide Santini
04 Apr 2026 - 09:00
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Come i nostri lettori avranno già letto più volte, a cominciare da Pasquetta le condizioni meteo sull’Italia diventano spiccatamente stabili e miti per tutti. Alle nostre spalle lasciamo una lunga fase contrassegnata da estrema variabilità, capricci atmosferici e instabilità diffusa. Prepariamoci quindi a una fase molto calda, con i termometri pronti a impennarsi in maniera drastica e a sfiorare, in alcune località, persino la considerevole soglia dei 27 gradi.

 

Anticiclone Monster

In realtà l’aggettivo deriva più dal fatto che porterà a clima molto caldo più che la durata. A partire dalla giornata di martedì 7 prepariamoci a consolidamento sempre più severo di un robusto promontorio di alta pressione. Non dovrebbe durare tantissimo però.

 

Sicuramente fino a giovedì 9, perché poi da venerdì 10 potrebbe cambiare tutto. Ma ci arriviamo per gradi. I cieli si manterranno in largamente sereni. Ne conseguirà che le precipitazioni saranno del tutto assenti su quasi la totalità dello Stivale e il sole splenderà incontrastato. Finalmente una pausa per tutti, useremo dire.

 

Decisa rimonta dell’alta pressione proprio nel giorno di Pasqua. Sarà bello caldo, ma potrebbe non durare tanto…

 

Che caldo però!

Sarà un anticiclone di matrice africana, con aria molto secca e una debolissima ventilazione. Ne conseguirà che, dato che oramai l’irraggiamento solare è tutt’altro che trascurabile, si tradurrà in un’escalation termica, soprattutto nelle ore più calde. Durante i pomeriggi, le temperature massime si attesteranno in maniera piuttosto omogenea su valori compresi tra i 22 e i 26 gradi.

 

A sperimentare questo clima particolarmente mite saranno la Valle Padana, la fascia costiera e l’entroterra delle regioni tirreniche, le zone interne della Puglia e delle Isole Maggiori. Esisteranno poi delle micro-aree geografiche, orograficamente predisposte a un maggiore accumulo di calore, che faranno registrare i picchi più elevati. Può sembrare un controsenso, ma nei fondivalle dell’arco alpino (trentino Alto Adige in primis) e nelle zone interne della Sardegna, le colonnine di mercurio potrebbero spingersi fino a toccare i 28 gradi!

 

Stiamo parlando di indici termici davvero eccezionali, che si posizionano abbondantemente al di sopra delle medie climatologiche del periodo. In genere anche di cinque o sei gradi, ma se parte l’effetto favonico di compressione anche fino a dieci.

 

Fortissime anomalie termiche soprattutto nelle zone alpine. Si potrebbero superare anche 12 gradi sopra le medie del periodo, in particolare se scattano gli effetti favonici.

 

Attenzione al dopo

Ricordiamo una cosa gentili lettori. La stagione primaverile è, per sua stessa natura, un periodo di transizione. Quella che ci traghetta dal freddo invernale a il caldo estivo. L’inevitabile scontro tra l’aria calda preesistente e quella fredda che arriverà sovente dall’Oceano Atlantico sarà un mix notevole per fenomeni meteo di una certa intensità.

 

Senza addentrarci in particolari previsioni, sarà sufficiente una buona staccatura di aria decisamente più fresca e instabile per fungere da miccia e innescare anche di forte intensità. Proprio a cominciare dal 10 aprile, potrebbe esserci la prima occasione per sistemi nuvolosi ben organizzati. Magari temporali multicellulari, con tanti fulmini e possibili piccole grandinate.

 

Le zone più a rischio

Per adesso non possiamo dare ulteriori dettagli. Abbiamo la facoltà di analizzare Le possibili aree geografiche che risulteranno essere il bersaglio principale di questo (eventuale) brusco peggioramento. Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio.

 

Come vedete si tratta di tutto il nord e di alcune medio alte tirreniche. Risultano le regioni statisticamente più a rischio quando arriva un fronte freddo atlantico e le condizioni meteo preesistenti sono di clima troppo caldo. Staremo a vedere.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (TEMPOITALIA.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Dapprima all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna e poi all'Università Statale di Milano. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno. Insegna matematica e fisica a tutti i livelli. È divulgatore scientifico e cerca di spiegare, con parole semplici ma mirate, la fisica dell'atmosfera.

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