
(TEMPOITALIA.IT) La prossima settimana si annuncia come una delle più movimentate di questo già caotico Aprile 2026. Non si tratta di un semplice passaggio instabile, ma di una sequenza articolata in fasi distinte, con una modifica sostanziale rispetto a quanto ipotizzato in precedenza, soprattutto nella seconda parte del periodo. Gli strascichi del vortice di bassa pressione di matrice afro-mediterranea transitato nei giorni scorsi non si sono ancora esauriti del tutto, e già da Domenica 19 l’atmosfera si rimescola con decisione.
Lunedì 20 e Martedì 21 Aprile: temporali dal Nord verso il Centro
L’inizio della settimana sarà tutt’altro che tranquillo. Il transito di un rapido fronte temporalesco destabilizzerà profondamente l’atmosfera a partire da Lunedì 20 Aprile. Dopo aver interessato parte della Lombardia, i fenomeni si sposteranno verso il Triveneto e le regioni del Centro Italia, dove potranno assumere localmente una certa intensità, con il rischio di grandine di piccole dimensioni. Qualche rovescio a macchia di leopardo potrà interessare anche il resto del Nord, in particolare durante le ore pomeridiane. Il Nordest è l’area da tenere più d’occhio, con temporali che dalla fascia alpina tenderanno a scendere verso le pianure.
Lo stesso scenario instabile si riproporrà sostanzialmente anche il Martedì 21. Le probabilità di precipitazioni resteranno elevate soprattutto sull’arco alpino centro-orientale e sulle regioni di Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo. La fascia adriatica sarà particolarmente esposta: il freddo artico, una volta aperto il suo varco verso ovest come già analizzato in relazione all’espansione del Vortice Polare, farà riaffacciare i temporali anche al Centro Sud lungo questa direttrice. Nessuna vera rimonta anticiclonica è attesa in questa fase: il tempo rimarrà capriccioso, con nuvole diffuse e rovesci locali.
Temperature giù di molti gradi
Le proiezioni termiche indicano un vero crollo delle temperature rispetto ai valori quasi estivi di questo weekend, portandosi localmente su valori inferiori alle medie stagionali. Siamo verso fine Aprile, e i valori attesi non hanno nulla a che vedere con la normalità termica del periodo. Anche se il freddo sarà relativo, il contrasto con il rialzo termico in corso in questi giorni sarà netto e percepibile. Città come Milano e Bologna potranno vedranno le temperature massime scendere di 7-9°C tra Domenica e Martedì.
Tra Mercoledì 22 e Giovedì 23 Aprile: ancora fresco e instabilità
Anche durante i due giorni successivi continuerà ad affluire aria fresca dai quadranti settentrionali. Ma mentre al Nord si avrà un moderato miglioramento e una tenue ripresa delle temperature grazie all’avvicinamento di un promontorio di alta pressione, l’aria fresca e instabile raggiungerà anche il Sud, specie i versanti orientali. Più defilate rimarranno la Sardegna e la Sicilia occidentale.
24-26 Aprile: novità importanti
Ed è proprio sul ponte del 25 Aprile che si apre la modifica più sostanziale rispetto agli scenari ipotizzati in precedenza. In un primo momento si prevedeva maltempo esteso su gran parte del Paese. Le ultime elaborazioni dei modelli hanno però ridisegnato il quadro in modo significativo: il peggioramento sarebbe molto più fugace e geograficamente limitato rispetto a quanto temuto, confinato principalmente alle aree orientali della penisola.
Ne emergerebbe una sorta di Italia spaccata a metà: le regioni occidentali sotto un sole prevalente, quelle orientali alle prese con un meteo capriccioso, anche se non particolarmente piovoso, soprattutto tra il 24 e il 25 Aprile, per poi migliorare il 26 Aprile quando la saccatura balcanica tenderà a spostarsi verso l’Egeo. Una configurazione di blocco a omega potrebbe rafforzare questo schema, con le aree a est della linea di divisione esposte a precipitazioni sporadiche e quelle a ovest al riparo.
Per una rimonta anticiclonica duratura e davvero stabile, i modelli in questo momento faticano a trovare convergenza. L’indicazione più attendibile è che si debba pazientare almeno fino a fine Aprile, forse anche oltre. La Primavera 2026, pur fino ad ora decisamente più calda della norma, non ha ancora intenzione di cedere il passo a condizioni più tranquille.








