
(TEMPOITALIA.IT) Da metà Febbraio l’Italia vive una primavera insolita, calda, quasi insistente. Tre mesi abbondanti di temperature sopra la media, qualche pausa fredda raramente incisiva, e ora una svolta che i modelli non possono più ignorare: il Vortice Polare si mette in marcia verso l’Europa, e questa volta il colpo potrebbe arrivare molto più a sud di quanto si pensi.
Una primavera anomala fin dalle radici
Tutto è cominciato a metà Febbraio, quando la stagione primaverile si è presentata con largo anticipo. Pochi giorni prima, i modelli matematici ipotizzavano ancora ondate di gelo sull’Italia; invece, le temperature iniziarono a salire con decisione, specie al Nord, dove 15°C come massima quotidiana in quel periodo è semplicemente fuori dalla norma. Qualcosa di insolito, che ha segnato l’impronta dell’intera stagione.
Una stagione lunga, certo, ma non priva di interruzioni. Il freddo si è fatto vedere, per quanto contenuto rispetto agli anni passati. Nel mezzo, precipitazioni abbondanti hanno colpito alcune aree in modo significativo: le grandi nevicate in Abruzzo e Molise, le alluvioni nelle stesse regioni a quote basse, la Calabria messa a dura prova e la Sardegna orientale alle prese con eventi intensi. Una stagione che, a guardarla nel suo insieme, di ordinario ha ben poco.
Il Vortice Polare si espande sull’Europa: la svolta di fine Aprile
Siamo ora di fronte a una tendenza del tutto nuova. Il Vortice Polare troposferico quello che agisce alle quote più basse, si sta espandendo verso l’Europa e i modelli matematici, compreso ECMWF, indicano una sua prevalenza sul tempo europeo fino alla fine del mese. Le regioni del Nord Europa sono nel mirino, ma anche la Penisola Iberica si trova nella traiettoria di questa configurazione. Sul versante opposto, la situazione favorisce una risalita di aria calda verso il Medio Oriente, la Grecia e il Mar Ionio, con possibili riflessi sulle regioni meridionali estreme e sulla Sicilia sotto forma di caldo sopra la media.
Neve in pianura a nord delle Alpi verso il 25 Aprile
Verso il 25 Aprile è attesa un’espansione di aria fredda di notevole intensità sul Centro-Nord europeo. Un Vortice Polare che coinvolge tutte le quote, dalla troposfera fin quasi al suolo, con un minimo barico nel Golfo di Botnia e un secondo minimo sul Mar Ligure, generato dall’intrusione di aria fredda che andrà ad appoggiarsi sull’arco delle Alpi. Il risultato concreto sarà una vera ondata di freddo primaverile appena oltre il confine alpino, con nevicate in pianura in Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e persino Ungheria. Un fenomeno che si ripete con una certa frequenza nelle ultime stagioni primaverili, ma che in un contesto di anticicloni estesi come quello delle ultime settimane acquista ancora più rilievo.
L’Italia, almeno in questa prima fase, sembra schermata dal calore del Mediterraneo. La penisola non sarà direttamente investita da questa massa d’aria gelida, ma le conseguenze si faranno sentire lo stesso: la configurazione atmosferica risulterà favorevole a una marcata instabilità, con temporali e fasi perturbate a carattere sparso. Le precipitazioni non saranno robuste e insistenti come in una classica perturbazione atlantica: ci sarà nuvolaglia diffusa, acquazzoni associati e, con il calo termico legato all’aria fredda in discesa, neve a quote molto basse immediatamente a nord delle Alpi. Anche le piogge attese al Nord Italia rientrano in questo quadro complessivo.
Il rischio che il freddo scavalchi le Alpi
Finché il Vortice Polare resta confinato oltre il confine alpino, l’Italia può tirare un mezzo sospiro di sollievo. È proprio qui, però, che i modelli matematici lasciano aperta una domanda scomoda. Nella simulazione principale, quella considerata più attendibile, la massa d’aria fredda si attesta a ridosso delle Alpi senza oltrepassarle. Attorno a questa previsione esistono però oltre 50 simulazioni parallele, e in alcune di esse quell’aria gelida scende fino al cuore del Mediterraneo, realizzando un’irruzione fredda vera e propria sull’Italia. Una probabilità non elevata, ma reale.
Le previsioni a lungo termine sulle rotte delle masse d’aria portano con sé un margine di errore considerevole. La massa fredda prevista a ridosso delle Alpi potrebbe restare dov’è, oppure trovare un varco verso sud. Questa primavera, del resto, ha già dimostrato una variabilità estrema: le correnti seguono i meridiani, con aria calda che risale verso nord e aria fredda che scende verso sud, in situazioni di blocco che producono eventi atmosferici insolitamente persistenti. L’anticiclone di Pasqua, ad esempio, era atteso per qualche giorno e ha tenuto per quasi una settimana, portando temperature esageratamente elevate nei bassi strati per via della compressione dell’aria. Niente esclude che una dinamica analoga, in senso contrario, possa ripetersi.
Le previsioni per la seconda metà di Aprile
Il quadro che si delinea ha una successione abbastanza chiara. Le temperature continueranno a salire fino a circa il 19 Aprile, con una fase mite e soleggiata che chiuderà in bellezza questa lunga parentesi. Dal 20 Aprile in poi la svolta si fa concreta: calo termico progressivo, condizioni abbastanza fresche tra il 20 e il 24 Aprile, le temperature ritornano nella media stagionale o anche sotto. Le precipitazioni, qualora si manifestassero, potrebbero trascinare verso il basso lo strato freddo abbassando ulteriormente il termometro. Lo testimoniano le nevicate del Maggio 2019 fino a quote collinari: in un contesto di aria fredda in quota, l’atmosfera sa ancora sorprendere.
La svolta sembra dunque concretizzarsi, ed è considerevole. Da metà Febbraio osserviamo una primavera quasi ininterrotta, culminata nell’esplosione calda di Pasqua seguita da una fase di maltempo caldo africano e da una nuova fase calda anticiclonica attesa nei giorni immediatamente precedenti il 20 Aprile. Quello che si avvicina è un cambiamento reale, in attesa che le prossime emissioni dei modelli ne definiscano i contorni con maggiore precisione.









