(TEMPOITALIA.IT) Questo Maggio 2026 sembra non voler concedere tregua. Dopo le grandinate e i nubifragi della prima settimana del mese, dopo la fiammata africana attesa al Sud tra Lunedì 11 e Martedì 12, già da Mercoledì 13 il maltempo tornerà a bussare alle porte del Nord Italia, lasciando però inizialmente al riparo il Sud. Ma tra Venerdì 15 e Domenica 17 Maggio i principali modelli di previsione meteo, come ECMWF, GFS e ICON convergono su una fase di maltempo organizzato fin sulle nostre regioni meridionali.
L’irruzione fredda del 15-17 maggio
Una vasta saccatura depressionaria estesa dall’Atlantico settentrionale fino al Mediterraneo occidentale è attesa fare il suo ingresso attraverso la Valle del Rodano, corridoio ideale per convogliare masse d’aria fredda di origine nord-atlantica verso il Mediterraneo centrale. Le conseguenze si faranno sentire su gran parte d’Italia con intensità variabile.
Le prime avvisaglie dell’aria fredda giungeranno già durante la giornata di Mercoledì 13 Maggio sul Nord, per poi estendersi anche al Centro Italia Giovedì 14 Maggio. Venerdì 15 Maggio il fronte perturbato irromperà con ancor maggior decisione, portando temporali su Liguria, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Triveneto. Grandinate e nubifragi sono attesi nelle zone più esposte, con accumuli pluviometrici localmente superare i 50 millimetri. Sulle Alpi tornerà la neve, inizialmente sopra i 2.000 metri ma con quota in progressivo abbassamento fino a circa 1.300-1.600 metri sui settori occidentali. Il maltempo si estenderà a gran parte delle regioni centrali e meridionali e fino a Puglia, Basilicata e Campania: solo l’estremo Sud rimarrà ancora al riparo da piogge e temporali.
Sabato 16 la saccatura polare si approfondirà sul Tirreno, favorendo la formazione di un vortice depressionario che punterà verso il Centro e il Sud. Il maltempo raggiungerà anche l’estremo Sud che finora aveva schivato il peggio. Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria saranno le aree più a rischio di temporali intensi, con annesse possibili grandinatei. Il contrasto tra l’aria fredda in discesa da nord e quella calda e umida rimasta nei bassi strati, amplificato dal Mediterraneo ancora energetico, è la ricetta classica per i fenomeni più violenti.
Il crollo termico
Le temperature, dopo che già da Mercoledì 13 sono previste in forte calo al Nord, crolleranno anche al Sud. Le massime potrebbero non superare i 15-16°C nelle zone più interessate da nubi e precipitazioni, con minime che in molte aree scenderanno a valori a una sola cifra. Il contrasto con il caldo accumulato nei giorni precedenti, specie al Sud dove tra Lunedì 11 e Martedì 12 si registreranno punte di 30-32°C, farà percepire il crollo termico in modo ancora più marcato.
Maggio capriccioso, ma era previsto
Inutile stupirsi. L’analisi delle dinamiche tardo-invernali del Vortice Polare avevano fatto presagire che Maggio 2026 sarebbe stato più turbolento di Aprile. Lo split del Vortice Polare avvenuto a Marzo ha lasciato strascichi profondi sulla circolazione emisferica, e i suoi effetti si propagano ancora adesso. Le alte pressioni subtropicali, che di solito a Maggio iniziano a consolidarsi sul Mediterraneo, restano lontane, relegate verso il basso Mediterraneo o le zone orientali. Questo lascia aperta la porta alle correnti perturbate oceaniche che si avvicendano senza soluzione di continuità.
Il Maggio che stiamo vivendo, con il suo viavai continuo di perturbazioni, alternate però a brevi fiammate africane, è in realtà la stagione per quello dovrebbe essere: un mese di transizione dominato da contrasti termici. Il calore accumulato nei bassi strati diventa carburante per i temporali, che esplodono con connotati violenti. La vera anomalia era Aprile, con la sua alta pressione persistente e quelle temperature sfacciatamente sopra la media che ci avevano illuso di avere l’estate già in tasca.
Dopo il 20 maggio: uno spiraglio per l'”Africano”
Si è detto che questo Maggio sarà caratterizzato non solo da perturbazioni atlantiche e irruzioni polari ma anche da fiammate africana. E superata la fase instabile o perturbata compresa tra il 13 e il 20 di Maggio, le tendenze proposte sia da ECMWF che da GFS indicando che dal 21-22 Maggio, soprattutto per le regioni meridionali, potrebbe profilarsi l’arrivo di un nuovo promontorio caldo africano. Anche in questo caso, però, sarebbe temporaneo, e quanto più sarà profondo l’affondo della saccatura atlantica in direzione della Spagna e del Marocco, tanto più potrebbe risalire fino alle nostre regioni centro-settentrionali.
La vera novità di fine mese
Il modello matematico europeo ECMWF segnala che l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) dovrebbe tornare su valori positivi attorno a quella data, favorendo una corrente a getto più compatta e un dominio dell’Anticiclone delle Azzorre sull’Atlantico orientale. Anche il modello americano GFS, nelle sue ultime uscite, tende a distendere maggiormente l’Anticiclone delle Azzorre sui paralleli a partire dal 22-23 Maggio. In queste condizioni le perturbazioni atlantiche tenderebbero a scivolare verso latitudini settentrionali, lasciando il Centro-Sud più al riparo. Il caldo potrebbe tornare al Sud con più continuità, mentre al Nord la situazione resterebbe più incerta con possibili ulteriori episodi instabili. Le tendenze oltre i dieci giorni vanno però considerate per quello che sono: indicazioni di massima, non previsioni definitive.










