
(TEMPOITALIA.IT) A rendere il quadro ancora più delicato ci sono le temperature del mare, già superiori di 2-3°C rispetto alla media stagionale. Questo calore in eccesso fa da carburante alla perturbazione e aumenta la possibilità di fenomeni estremi, come nubifragi e allagamenti. Le giornate più critiche saranno martedì 5 e mercoledì 6 maggio.
Il vortice richiamerà venti caldi da sud Libeccio e Scirocco con raffiche che potranno superare i 70-80 km/h.
Dopo aver attraversato il mare, questi venti si caricheranno di umidità e forniranno l’energia necessaria per favorire lo sviluppo di temporali intensi. Le zone più esposte saranno la Liguria di Levante e l’alta Toscana, dove le precipitazioni potrebbero risultare eccezionali e provocare alluvioni lampo. La tregua, però, durerà poco. Tra giovedì 7 e venerdì 8 maggio è previsto l’arrivo di una seconda perturbazione, con nuovi temporali prima sulla Sardegna e poi sulle regioni del Centro-Sud.
La traiettoria esatta resta ancora da definire, perciò sarà importante seguire i prossimi aggiornamenti. Un miglioramento è atteso nel weekend, con più sole e temperature in deciso aumento. In Sicilia si potrebbero raggiungere i 34-35°C.
Le cifre parlano da sole e, a dirla tutta, iniziano già a dare un’idea piuttosto chiara di quello che ci aspetta con il prossimo peggioramento: sul Nord Italia si profila una fase di piogge importanti, in certi casi davvero notevoli per il periodo. Tra Lombardia e alto Piemonte si concentrano i segnali più evidenti.
Varese svetta con circa 174 mm previsti, poi Verbania con 154 mm e Como con 141 mm. Numeri che fanno pensare a piogge continue, di quelle che non mollano, tipiche quando si instaurano correnti umide meridionali e la situazione resta bloccata. Insomma, non i classici rovesci estivi, ma precipitazioni organizzate, persistenti, capaci di insistere per ore sulle stesse zone.
E non finisce qui. Anche tra pedemontana e alta pianura il quadro resta piuttosto delicato: Monza e Carrara intorno ai 129 mm, Bergamo e Massa sui 126 mm, Milano oltre i 100 mm. Questo vuol dire una cosa: il coinvolgimento sarà ampio, senza vere zone risparmiate. E quando si ha a che fare con questo genere di peggioramento, il rischio di criticità idrauliche, soprattutto nei corsi d’acqua minori e nelle aree urbane, diventa concreto.
Liguria e alta Toscana? Pienamente dentro il medesimo schema. La Spezia sui 125 mm, Lucca oltre i 100, Pisa attorno ai 100, Firenze e Genova poco sotto ma comunque su valori importanti. Qui poi entra in gioco anche l’orografia: con flussi umidi ben organizzati, basta poco per aumentare ulteriormente gli accumuli e rendere le piogge a tratti insistenti, localmente anche temporalesche.
Spostandoci verso est il segnale resta significativo, anche se un filo meno marcato: Udine intorno ai 118 mm, Vicenza sui 108, Gorizia e Pordenone più o meno sulla soglia dei 100 mm. Non sono cifre da sottovalutare, anzi: confermano che si tratta di una perturbazione ben strutturata.
Nel complesso, quello che emerge è il classico scenario da evento diffuso e persistente. Piogge estese, continue, che interessano gran parte del Nord e una fetta dell’alto Centro, con i picchi tra aree prealpine e settori tirrenici settentrionali. Il punto non sarà tanto quanto pioverà in un’ora, ma per quanto tempo continuerà a piovere e quanto i terreni riusciranno ancora ad assorbire la pioggia.
Se queste proiezioni troveranno conferma, sarà una fase da seguire con attenzione. Più che per fenomeni estremi isolati, per l’impatto complessivo: criticità idrogeologiche e possibili disagi soprattutto nelle aree urbane del Nord Italia. (TEMPOITALIA.IT)









