
(TEMPOITALIA.IT) Le prime piogge di ieri hanno aperto il sipario, ma è proprio in queste ore che il quadro si fa più impegnativo. La porta atlantica si è riaperta dopo settimane di blocco anticiclonico, e la sacca ciclonica alimentata dalle correnti nord-atlantiche sulla Penisola Iberica sta inviando una serie di impulsi instabili direttamente verso il Centro-Nord dell’Italia. Un cambio di passo netto rispetto ad Aprile, che aveva visto ben poche perturbazioni organizzate.
Oggi e domani: il cuore del maltempo
La giornata di oggi, Martedì 5 Maggio, porta precipitazioni intermittenti su tutto il Centro-Nord, a tratti moderate o forti specie su Liguria e zone tirreniche, con fenomeni che assumono carattere temporalesco sulle aree più esposte. Qualche rovescio raggiungerà anche Campania, Molise e Puglia settentrionale, ma si tratta di fenomeni frastagliati e discontinui: al Sud la regia è ancora dell’anticiclone subtropicale, che mantiene temperature in deciso rialzo. Le regioni centrali sono letteralmente nel mezzo: Toscana, Umbria e Marche si trovano sulla fascia di confine tra le due masse d’aria opposte, ed è proprio lì che i contrasti termici possono innescare i fenomeni più intensi. Il basso Lazio, l’Abruzzo e il Molise restano invece più al riparo, protetti dalla posizione sottovento rispetto ai flussi provenienti da sud-ovest. Vale la pena notare anche la divergenza tra le zone di ponente, molto esposte ai flussi in arrivo, e quelle di levante, in ombra pluviometrica.
Il picco del peggioramento è atteso nella giornata di Mercoledì 6 Maggio, quando l’ingresso di aria più fresca da ovest e sud-ovest alimenterà lo sviluppo di cumulonembi organizzati su gran parte del Nord e sull’alta Toscana. I temporali potranno colpire a più riprese le stesse zone, con accumuli che su Liguria di Levante e Alpi Apuane potrebbero superare i 100 millimetri in poche ore. Qui il rischio concreto è quello dei temporali stazionari: quando i sistemi convettivi si bloccano sulla costa sotto la spinta del libeccio e dello scirocco, i quantitativi si moltiplicano. Su Genova e Firenze il passaggio sarà tra i più intensi della stagione primaverile. Forti precipitazioni sono attese anche sull’Alta Lombardia e sul Friuli-Venezia Giulia: anche in queste zone gli accumuli potrebbero raggiungere o superare i 100 mm nell’arco di 12-24 ore. Entro sera di Mercoledì è atteso un miglioramento graduale a partire dal Nord-Ovest.
Giovedì 7: pausa breve, poi si ricomincia
Giovedì 7 Maggio porterà un generale miglioramento su gran parte d’Italia, con una progressiva attenuazione dell’instabilità e qualche schiarita. Ma si tratta di una pausa effimera. Già dalla sera di Giovedì è previsto un nuovo peggioramento a partire dalla Sardegna, preludio di un ulteriore impulso instabile negli ultimi giorni della settimana. ECMWF e GFS indicano un fine settimana a due velocità: Sabato con una risalita di correnti prefrontali e clima più mite, Domenica con un rischio di temporali intensi tutt’altro che trascurabile, in particolare tra Toscana, Lazio e alta Campania. Su questo passaggio i due modelli mostrano ancora qualche divergenza: seguiranno aggiornamenti nelle prossime emissioni.
Il Sud: caldo e scirocco
Mentre il Centro-Nord fa i conti con ombrelli e temporali, le regioni meridionali vivono uno scenario completamente diverso. Il richiamo di libeccio, scirocco e ostro mantiene un clima nettamente più mite rispetto al resto della penisola. Le temperature saliranno con decisione, con valori che si avvicineranno rapidamente ai 30°C nelle aree interne di Sicilia e Calabria. I fronti perturbati arriveranno stanchi e sfilacciati, incapaci di intaccare il dominio dell’anticiclone subtropicale sulle Isole Maggiori e sul Meridione. Un’Italia spaccata in due, in modo quasi chirurgico, con il confine che corre grossomodo all’altezza dell’Appennino centrale.
Una pausa preziosa per i terreni assetati
C’è un aspetto positivo in questa fase perturbata che vale la pena sottolineare. Le aree tirreniche centrali risultano tra le più deficitarie degli ultimi due mesi sul fronte delle piogge: gli strati superficiali del suolo sono secchi, e queste precipitazioni diffuse e relativamente continue, a differenza dei brevi temporali convettivi di Aprile, penetrano nel terreno invece di scorrere via in superficie. Per il Nord Italia in particolare, il corridoio atlantico aperto in questo Maggio rappresenta un’occasione concreta di recupero idrico dopo settimane di siccità. A patto, ovvio, che le precipitazioni non si concentrino tutte in poche ore violente.









