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Doppio terremoto devastante in Venezuela

Due violente scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito la costa settentrionale del Paese a pochi secondi di distanza, facendo crollare edifici a Caracas. Dichiarato lo stato di emergenza.

Antonio Bruno di Antonio Bruno
25 Giu 2026 - 08:55
in A La notizia del Giorno, Magazine
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Due terremoti consecutivi e devastanti colpiscono il Venezuela. Nella capitale sono stati segnalati ingenti danni ed è stato dichiarato lo stato di emergenza, mentre l’US Geological Survey ha avvertito del rischio di “un elevato numero di vittime”.

Ecco le ultime novità

• Due terremoti consecutivi: oltre 30 persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite, e si prevede che il bilancio delle vittime aumenterà dopo che un potente terremoto di magnitudo 7.5 ha colpito la costa settentrionale del Venezuela appena 40 secondi dopo una scossa premonitrice di magnitudo 7.2. I terremoti hanno fatto crollare case nella capitale, Caracas, e hanno provocato distruzioni diffuse nella regione.

• Corsa contro il tempo per salvare i superstiti: la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza e centinaia di soccorritori sono al lavoro per cercare e soccorrere le persone coinvolte.

• Capitale in crisi: un residente di Caracas, sopravvissuto al terremoto che colpì la capitale nel 1967, ha affermato che le scosse odierne sono diverse da qualsiasi cosa avesse mai vissuto prima. Un altro abitante di Caracas, scampato a un edificio danneggiato, ha raccontato che “la scena sembrava uscita da un film horror”.

 

Almeno 32 morti e centinaia di feriti dopo i terremoti, afferma il leader venezuelano

Almeno 32 persone sono morte e 700 sono rimaste ferite in seguito ai due potenti terremoti che hanno colpito il Venezuela mercoledì, ha dichiarato la presidente ad interim Delcy Rodríguez, secondo quanto riportato dall’Associated Press.

Secondo Rodríguez, il numero delle vittime è destinato ad aumentare.

 

Aggiornamenti in diretta dal Venezuela: caos e paura dopo i terremoti 

Le scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno fatto crollare decine di edifici, uccidendo almeno 32 persone e ferendone almeno altre 700, secondo quanto riferito dalle autorità. Era in corso una frenetica operazione di soccorso.

Ecco gli ultimi sviluppi.

Mercoledì due enormi terremoti si sono abbattuti sul Venezuela, facendo crollare numerosi edifici e causando la morte di almeno 32 persone e il ferimento di altre 700, in un disastro che ha aggravato la già grave crisi politica ed economica del Paese.

L’entità completa dei danni provocati dai terremoti, uno dei quali è stato il più forte a colpire il Venezuela in oltre un secolo, non era immediatamente chiara nelle prime ore di giovedì mattina. La presidente Delcy Rodríguez ha annunciato in televisione il bilancio iniziale di morti e feriti, precisando però che non includeva la città di La Guaira, vicino a Caracas, dove decine di edifici erano crollati.

Anche a Caracas, la capitale del Venezuela, alcuni edifici sono crollati e il terremoto ha spinto la gente a riversarsi nelle strade.

La signora Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza, invitando medici e infermieri a presentarsi al lavoro per assistere i feriti. Il sindaco di un comune della provincia di Caracas ha inoltre comunicato che tre persone sono morte a causa del crollo di due edifici.

Il sismologo Paul Earle dell’US Geological Survey ha definito i terremoti “devastanti”.

 

Video ampiamente diffusi sui social media e verificati dal New York Times mostravano scene di paura e distruzione: un hotel ridotto in macerie a nord di Caracas e persone in cerca di riparo all’interno di un edificio che tremava, all’aeroporto internazionale Simón Bolívar, che serve la capitale. Le immagini ritraevano anche le squadre di soccorso impegnate a setacciare le strutture crollate in città. I soccorritori hanno intimato ai presenti di mantenere il silenzio mentre lanciavano appelli per individuare le persone disperse.

 

La prima scossa, di magnitudo 7.2, si è verificata poco dopo le 18:00 ora della costa orientale degli Stati Uniti, ed è stata seguita meno di un minuto dopo da una seconda scossa di magnitudo 7.5, secondo le agenzie di monitoraggio statunitensi. Quest’ultima è stata la più forte a colpire il Paese dal 1900.

L’epicentro si trovava vicino a San Felipe, una città di circa 220.000 abitanti nello stato di Yaracuy, a ovest di Caracas. Man mano che i sismologi esamineranno i dati disponibili, potrebbero rivedere le magnitudo riportate dei terremoti.

 

I terremoti rappresentano l’ennesimo colpo per un Paese che ha subìto sconvolgimenti straordinari negli ultimi anni. A gennaio le forze statunitensi hanno deposto e catturato Nicolás Maduro, l’ex leader venezuelano che durante il suo mandato ha presieduto al collasso economico e ai tentativi di consolidare un regime autoritario.

Da allora, l’amministrazione Trump ha preso il controllo dell’industria petrolifera venezuelana, trasformando il Paese in qualcosa di simile a uno Stato vassallo. Gli investitori statunitensi si sono riversati a Caracas per valutare potenziali accordi, segnando l’allontanamento del Venezuela da alleati come Cuba, Iran e Russia.

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