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L’Italia scivola nella fornace: ecco quando esploderà il picco

L'anticiclone subtropicale non molla la presa e spinge l'aria rovente verso la Penisola: il peggio deve ancora arrivare, con stime che sfiorano valori da incubo nel weekend.

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
25 Giu 2026 - 08:27
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione
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La peggiore onda di calore.

La fornace di Giugno non accenna a spegnersi. E non lo farà tanto presto. Il meteo resta appeso, ancora una volta, alla morsa di un robusto anticiclone subtropicale che ha deciso di piantare le tende sul Mediterraneo. La potente ondata di calore che sta mettendo in ginocchio soprattutto l’Europa occidentale ha parecchio da dire, e per l’Italia, diciamolo subito, i giorni peggiori devono ancora arrivare. Una magra consolazione c’è: non toccheremo i picchi spropositati che in queste ore si misurano sulla Francia o sulla Penisola Iberica. Il guaio, semmai, è un altro. È la durata.

 

Fornace africana, e il peggio deve ancora arrivare

In poche settimane due straordinarie ondate di caldo si sono abbattute quasi sulle stesse zone d’Europa. Roba impensabile, fino a qualche anno fa. L’enorme cupola di calore viene alimentata senza sosta da masse d’aria roventi in quota: siamo in pieno blocco ad omega, con questo gigantesco anticiclone incastrato fra due depressioni. La vera anomalia? Sta tutta nel modo in cui la circolazione resta imbrigliata, quasi congelata, favorendo punte vicine ai 45°C su alcune aree di Spagna e Francia. E il caldo da record non risparmia nemmeno l’Inghilterra, dove il rischio di nuovi primati storici è ormai concreto.

Sul nostro Paese, per fortuna, siamo lontani dai livelli di anomalia di mezza Europa. Ma qualcosa si muove. Da Venerdì 26 Giugno una lenta saccatura atlantica scivolerà verso l’Iberia e le coste francesi, costringendo l’anticiclone africano a spostare pian piano il proprio cuore più a est. La bolla incandescente migrerà verso le nazioni centrali del continente sul finire della settimana, poi anche sui settori orientali, andando a coinvolgere in pieno pure l’Italia. Da noi, insomma, i termometri torneranno a impennarsi.

 

Stime da brivido, da osservare con prudenza

Una precisazione doverosa, prima dei numeri. Le temperature che seguono sono soltanto stime, e siamo i primi a riconoscere che appaiono altissime, quasi fuori scala. L’elaboratore, però, vede l’arrivo di aria rovente dalla Francia, spinta da una potente alta pressione che comprime l’aria nei bassi strati. Qui si parla di meteo estremo, e anche la previsione lo è altrettanto, decisamente estremizzata. Vanno lette per quello che sono: valori da osservare, non da prendere come previsione corretta e definitiva. Vista l’eccezionalità del fenomeno, meglio affidarsi ad analisi quotidiane, aggiornate giorno dopo giorno. Tra le città più calde spiccherebbe Mantova, con Bologna, Firenze, Roma, Milano e Torino tutte nel mirino dei valori più alti, mentre giù in Sardegna anche Cagliari non sarebbe da meno.

 

45°C Mantova

43°C Bologna, Terni, Modena, Forlì, Verona

42°C Cremona, Reggio nell’Emilia, Benevento, Parma, Rovigo, Piacenza, Ferrara, Firenze, Foggia, Roma

41°C Prato, Sanluri, Arezzo, Pavia, Brescia, Pistoia, Vicenza

40°C Lodi, Padova, Matera, Olbia, Oristano, Alessandria, Asti, Frosinone, Nuoro, Perugia, Vercelli, Cesena, Milano, Rieti, Torino, Villacidro, Viterbo

39°C Novara, Monza, Siena, Trieste, Taranto, Isernia, Catania, Ravenna

38°C Como, Lucca, Pordenone, Ascoli Piceno, Avellino, Bergamo, Caserta, Grosseto, Andria, Gorizia, Lecco, Udine, Bolzano, Treviso, Urbino

37°C Latina, Cagliari, Macerata, Campobasso, Caltanissetta, Pisa, Teramo, Barletta, Rimini, Iglesias, Tempio Pausania, Bari, Sassari, Trento, Varese, La Spezia, Lanusei, Verbania, Catanzaro, Sondrio

36°C Trani, Biella, Carrara, Potenza, Tortolì, Palermo, Venezia, Agrigento, L’Aquila, Cosenza, Carbonia, Aosta, Chieti, Genova

35°C Cuneo, Salerno, Lecce, Savona, Pescara, Brindisi, Ancona, Napoli, Fermo, Massa

34°C Crotone, Belluno, Pesaro, Enna, Imperia, Ragusa, Livorno, Reggio di Calabria

33°C Siracusa, Messina, Trapani

32°C Vibo Valentia

 

Picco tra weekend e inizio settimana, poi forse una boccata d’aria

Di fatto la colonnina di mercurio potrà di nuovo avvicinare, se non sfondare, la soglia dei 40°C in diverse città del centro e del nord Italia e in Sardegna. C’è chi storce il naso davanti a questi numeri: vale la pena capire quanto ci sia davvero dietro quei 40°C. Il caldo esagerato non risparmierà nemmeno Paesi Bassi, Germania, nazioni alpine, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria, dove si potranno toccare punte di 39 o 40°C. All’opposto, la calura mollerà finalmente la presa su Regno Unito, Francia e parte della Penisola Iberica, grazie all’ingresso di correnti più fresche atlantiche. Il prezzo da pagare? Forti temporali.

Che si tratti di un evento eccezionale per estensione, intensità e durata, ormai è superfluo ribadirlo. Temperature disumane, certo. Ma il nodo vero, ancora una volta, non è solo il gran caldo: è quanto durerà. Nemmeno la montagna offrirà scampo, con lo zero termico pronto a schizzare diffusamente oltre i 4500 metri. E la notte? Non porterà chissà quale sollievo, perché l’accumulo continuo di calore terrà su anche le minime, ben oltre i 25°C, soprattutto nelle grandi città. Sono le cosiddette notti tropicali, quelle in cui il sonno proprio non arriva.

Il momento clou dovrebbe materializzarsi a cavallo fra il weekend e l’avvio della prossima settimana. Un inizio d’estate atipico, va detto, visto che finora sono soprattutto le regioni del nord a fare i conti con questi eccessi. Tutta colpa di un anticiclone subtropicale che ha sospinto una bolla di caldo eccezionale molto in alto, tra Francia e Inghilterra, innescando un surriscaldamento legato alla forte subsidenza. E quando finirà quest’incubo? Forse entro l’inizio di Luglio l’anticiclone potrebbe cedere di schianto, aprendo a un possibile spiraglio di refrigerio, con la fine dello strapotere africano. Forse. Perché di certezze, a queste distanze, ce ne sono davvero poche.

 

Attenzione: questo articolo è stato dalla consultazione dei più recenti aggiornamenti dei modelli matematici ECMWF (European Centre for Medium Range Weather Forecasts) e GFS (Global Forecast System), interpretati per l’evoluzione meteo. I picchi di temperature indicati potrebbero oscillare, e sono necessari aggiornamenti.

 

Credit

  • World Meteorological Organization
  • Copernicus Climate Change Service
  • Met Office
  • EU Space Programme
  • ECMWF

 

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Giovanni De Laurentis

Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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