Un caldo che fa notizia come mai prima d’ora, i giornali europei stanno dando risalto come mai prima d’oggi, al grande caldo, anche in misura maggiore rispetto al 2003
All’improvviso il caldo sta facendo ben più notizia di quanto non sia mai avvenuto in passato. I giornali, anche quelli italiani, dedicano in prima pagina spazi amplissimi all’ondata di calore in atto. Effettivamente è un’ondata di calore che preoccupa e che fa spavento, soprattutto in Francia, dove durante la stagione estiva sono abituati al passaggio di perturbazioni oceaniche e a temperature ben più basse, inferiori anche di 20°C.
In Italia le cose stanno in modo molto diverso: parliamo di un caldo importante perché persistente, con temperature fino a 7-10°C superiori alla media, ma siamo decisamente distanti dai valori francesi. Lo siamo sia per quanto riguarda gli estremi, perché oltralpe hanno toccato anche valori di 45°C (zona di Bordeaux il 23/06/2026) e potrebbero pure superarli, sia, soprattutto, perché da noi lo scarto dalle temperature medie è decisamente inferiore.
Del resto, quando si osservano le cartine ormai pubblicate ovunque, quelle che raccontano l’ondata di caldo, si nota come la Francia, in particolare nel suo settore occidentale, e parte dell’Inghilterra vengano colorate di un arancione estremamente scuro, quasi nero. Queste mappe indicano le anomalie termiche, cioè la differenza rispetto alla media: per quelle aree i valori sono infatti estremamente anomali, temperature folli.
Premetto che l’entità dell’onda di calore francese, in Italia non avrà gli stessi effetti, anche se in Val Padana avremo modo di leggere vari 40°C e per qualche stazione meteo, anche picchi maggiori. Ma l’estensione della calura francese occuperebbe mezza Italia con 40°C e oltre, e per fortuna non avremo un evento del genere, anche se temperature sino a picchi record di giugno in varie stazioni meteo.
La Francia paga il conto più salato, come nel 2003
E così quei Paesi, penso soprattutto alla Francia, non essendo abituati alle ondate di calore e al caldo che conosciamo in Italia, scontano una diffusione estremamente limitata degli impianti di climatizzazione: ecco perché i francesi stanno patendo duramente questa ondata di caldo. C’è però da dire che hanno avuto tutto il tempo per premunirsi, perché ormai da molti anni la Francia è bersaglio di ondate di calore così estreme.
Quella attuale è di sicuro una delle peggiori e ha molte similitudini con quella del 2003 che, ricordo, provocò in Francia, come si seppe in seguito, circa 10.000 morti diretti. Quali sono le fonti? Sono fonti istituzionali, ed è sufficiente una ricerca su Internet per ritrovare questi numeri. Qui non vogliamo fare allarmismo, stiamo semplicemente raccontando i fatti, fatti che derivano da un cambiamento climatico eclatante: negarlo è pura delinquenza.
Il clima sta cambiando, non è geoingegneria
Indicare che questo gran caldo sia dovuto alla geoingegneria è invece ignoranza totale. Mi è capitato di leggere, o addirittura di sentire, che in questi giorni il cielo verrebbe irrorato da aerei intenti a modificare il clima. Non esiste nulla del genere: l’ho spiegato più volte di cosa si tratta. Sono nubi di condensazione, che si formano quando i gas di scarico degli aerei entrano in contatto con le temperature molto basse presenti in quota. Sono nubi innocue, che non provocano pioggia né neve, e di certo non il caldo. Sono nuvole sottili, che non arrecano alcun danno a cose, persone o ambiente.
Un po’ di inquinamento lo producono, questo sì, lo ammetto, ma allora lo fa anche l’automobile, così come le grandi aree urbane che emettono sostanze inquinanti di continuo, non soltanto dai gas di scarico ma persino dall’usura degli pneumatici. Inquiniamo praticamente con ogni attività umana.
I gas serra e la responsabilità dell’uomo
E questo inquinamento, in alcuni casi, si traduce anche in gas serra, quei gas che stanno facendo salire sensibilmente la temperatura globale a livelli mai misurati prima. Ciò non significa che in passato, migliaia di anni fa e perfino prima della comparsa dell’uomo, non si siano registrati valori di gas serra, ovvero di CO2, superiori a quelli attuali. Sappiamo però che dal periodo industriale in poi i gas serra sono aumentati rapidamente, e crescono soprattutto negli ultimi decenni, a causa del progresso tecnologico e industriale e del notevolissimo incremento della popolazione terrestre. Ed è proprio l’uomo la causa di condizioni atmosferiche così ostili.
C’è chi soffre molto più di noi
Ora noi stiamo vivendo questa ondata di caldo, ma pensate a quella che gli indiani hanno patito nella tarda primavera, prima dell’arrivo del monsone, quando sono morte migliaia di persone senza che vi siano stati comunicati ufficiali. Laggiù si muore ogni anno, nelle abitazioni prive di climatizzazione, dimore poverissime costruite con materiali di fortuna, dove molto spesso la temperatura superava i 50°C.
Immaginatevi. E ciò accade non solo in India, ma in altre parti del pianeta, dove grandi aree urbane sono costellate di favelas con abitazioni estremamente povere e tetti in lamiera che si surriscaldano, raggiungendo temperature insopportabili. E noi che ci lamentiamo perché in casa, senza climatizzatore, abbiamo magari 32°C, o 35°C in qualche mansarda. Pensate un po’ a chi ne sopporta 45°C o addirittura 50°C.
Cosa ci aspetta nei prossimi giorni
Ma torniamo alla nostra situazione, una situazione per certi versi assurda, va detto, per quanto viene enfatizzata dai mass media. Lo è anzitutto perché ci stiamo rendendo conto, sempre di più, che questo cambiamento climatico è realtà: le persone lo stanno vivendo, e perfino gli scettici del clima cominciano a prenderlo sul serio.
Davanti a noi avremo ancora questa lunga fase calda, con un’ulteriore intensificazione nel prossimo fine settimana, perché il caldo francese si sposterà verso l’Italia. Sarà meno violento, ma le temperature resteranno comunque sopra la media, almeno fino al refrigerio, che sarà accompagnato da numerosi temporali. E poi? Cosa accadrà dopo, al momento, non lo sappiamo, anche se le previsioni stagionali ci dicono che dovremo affrontare altre ondate di calore.
Credit
- Copernicus Climate Change Service – ECMWF, monitoraggio dell’ondata di calore europea
- World Meteorological Organization – Extreme heat e ondate di calore
- World Health Organization – Climate change, heat and health
- Commissione europea – I dati Copernicus sul riscaldamento accelerato dell’Europa
- Bulletin of the World Health Organization – Extreme heat: a global call to action