Il quadro attuale tra caldo persistente e instabilità atmosferica a macchia di leopardo
Si sperava in un calo delle temperature durante il fine settimana, ma le cose andranno diversamente: se si eccettua qualche grado in meno, peraltro poco significativo, sulle regioni settentrionali, l’impianto termico resterà quello degli ultimi giorni. Nessun ricambio d’aria all’orizzonte, dunque, e valori che continueranno a viaggiare ben oltre le medie del periodo su gran parte della Penisola. Insomma, farò un caldo asfissiante per quasi tutto il giorno in molte aree italiane, affliggendo soprattutto chi vive nelle città, compreso anche chi è in vacanza in aree densamente urbanizzate con poco verde, e magari alloggia senza ambienti climatizzati.
Quello che cambierà, e non poco, è il grado di instabilità dell’atmosfera. Da qui a domenica 9 agosto l’attività temporalesca subirà un’intensificazione marcata, con fenomeni che in alcune zone assumeranno caratteristiche decisamente forti. Ecco, qui tornerà il rischio di avere grandinate anche con chicchi di grosse, se non grossissime dimensioni. Ricorderei che in annate passate abbiamo avuto vari eventi con chicchi anche di oltre i 10 cm di diametro, e li abbiamo visti anche in questo 2026 (Lombardia e Abruzzo).
Arriveranno i temporali, eppure c’è l’alta pressione soffocante dal caldo
Il motore di questa fase è la coda di una perturbazione in transito sull’Europa centrale, diretta essenzialmente verso i settori centro-orientali del continente. L’Italia verrà solo lambita, ma quel tanto che basta a innescare un’attività convettiva ben più vivace del solito lungo l’arco alpino e su parte della dorsale appenninica.
È fondamentale chiarire un punto, perché condiziona tutto il resto: non si tratterà di temporali capaci di introdurre una massa d’aria differente. Manca un vero fronte organizzato, manca il ricambio in quota. Di conseguenza il potere rinfrescante dei fenomeni si limiterà a poche ore e alle sole aree direttamente interessate; le zone che resteranno all’asciutto registreranno cali termici del tutto trascurabili. È la differenza sostanziale tra una vera rottura dell’estate e quelli che restano, a tutti gli effetti, temporali legati alla calura. Però, i temporali non si vedranno solo in montagna, anche se i modelli matematici spesso li intercettano in queste aree, il maggior rischio sembra essere anche verso le pianure.
Venerdì 7 Agosto sarà la giornata più a rischio
È venerdì 7 agosto il giorno che merita maggiore attenzione. I temporali diverranno intensi e localmente accompagnati da grandinate e da fulminazioni particolarmente fitte su alcuni settori del Nord Italia.
I fenomeni saranno essenzialmente pomeridiani o serali, anche se già al mattino qualche rovescio interesserà l’arco alpino centro-orientale. Le celle più organizzate, con grandine al seguito, sono attese tra la Valtellina – e quindi la fascia montana della provincia di Sondrio -, il Bergamasco, il Trentino Alto Adige, il nord del Veneto e del Friuli. Aree, queste, che gravitano attorno a città come Bolzano, Trento, Belluno e Udine.
In serata qualche sconfinamento potrebbe spingersi fino all’alta pianura veneta. Più sporadici, ma comunque presenti, i temporali tra Alpi occidentali, Val d’Aosta e alto Piemonte. Ecco, qui però ci vorrei aggiungere il rischio di temporali, spesso ignorato dai modelli matematici, in Lombardia e non solo l’alto Piemonte.
Nella stessa giornata l’instabilità atmosferica raggiungerà anche il centro e il meridione, ma con matrice esclusivamente convettiva pomeridiana. Quindi, nubi che si formano nel pomeriggio e danno luogo a quei temporali sparsi. Verranno colpiti l’Appennino Laziale e quello Abruzzese, con rovesci anche intensi e grandinigeni destinati a cessare poco prima del tramonto. Più a sud, qualche cella pomeridiana sarà possibile su Irpinia e zone interne della Calabria, anch’essa in esaurimento serale. Ecco, ancora una volta, però a mio avviso si avranno temporali sparsi in zone come Sardegna interna e Sicilia montana, a carattere occasionale, sparso, di cui è imprevedibile sapere dove scoppieranno.
Le regioni settentrionali più esposte fino a Domenica
Allargando lo sguardo all’intero periodo, secondo le precipitazioni cumulate attese dal modello ECMWF (che rammento è il modello matematico del Centro Meteo Europeo) fino a domenica 9 agosto, le zone maggiormente battute dai temporali al settentrione saranno il nord della Lombardia, con la Valtellina in primo piano, l’alto Veneto, il Trentino Alto Adige e il settore settentrionale del Friuli. Qui i fenomeni risulteranno intensi e accompagnati da grandinate e da un’attività elettrica notevole. C’è il rischio di tempeste elettriche considerando tassi di umidità e temperature più tipiche del sud est asiatico, ma che si stanno osservando laddove c’è un clima temperato, quindi da noi i temporali possono assumere violenza molto superiore a quelli asiatici.
Qualche sconfinamento sarà possibile verso le aree di pianura più prossime alle Alpi, ma non si dovrebbe andare oltre: le grandi città della Pianura Padana, Milano e Bergamo comprese, resteranno in larga misura ai margini, ma non me la sento di escludere il tempora, specie su Bergamo, ma anche Milano, dove i pochi temporali di questa estate sono avvenuti quando non c’erano previsioni meteo che li davano possibili.
Temporali risulteranno probabili anche tra Val d’Aosta, alto Piemonte e Alpi occidentali, con basso rischio di sconfinamenti in pianura. Non si esclude, infine, qualche fenomeno pomeridiano isolato tra l’Appennino Piacentino e quello Tosco-Emiliano.
Il Centro Italia tra dorsale appenninica e aree interne
Sulle regioni centrali il copione sarà quello classico dei temporali convettivi pomeridiani, con fenomeni sull’Appennino Umbro-Marchigiano, Abruzzese e Laziale, oltre che nelle aree interne della Sardegna. Non si prevedono sconfinamenti verso le pianure e i litorali, che resteranno all’asciutto e nella morsa del caldo.
Il meridione con temporali confinati ai rilievi
Anche al Sud l’instabilità resterà rigorosamente ancorata all’orografia. Temporali convettivi pomeridiani interesseranno le aree interne della Campania, la Sila, l’Aspromonte, il Pollino e le zone interne della Sicilia. Il rischio di sconfinamenti verso pianure o coste appare molto basso, se non del tutto nullo.
Nessuna vera svolta per le temperature, questo come anticipato
La lettura d’insieme è chiara: questa fase temporalesca non rappresenterà il cambio di stagione che molti attendono. La cupola di alta pressione molto calda compirà un leggero passo indietro, per così dire, ma resterà ben salta nei nostri cieli, tuttavia, l’allentamento di forza sarà sufficiente per far scivolare verso l’Italia un flusso d’aria appena più mite in quota, ma senza mettere in discussione l’impianto anticiclonico e la calura al suolo. Insomma, una beffa, perché i temporali alla fin fine faranno danni nelle campagne, magari alle auto con la grandine, le raffiche di vento del temporale pure. Mentre di pioggia ne cadrà poca, per non parlare delle temperature che ormai sono abbonate a valori ben superiori ai 35°C su quasi tutta Italia, con vari centri urbani, anche insospettabili un tempo, che sfioreranno quota 40°C.
Il vero elemento da monitorare resta un eventuale ingresso di correnti fresche di matrice atlantica: solo allora si creerebbero i contrasti termici capaci di generare strutture ben più organizzate. Per il momento la prospettiva rimane quella di un caldo che si attenua soltanto in parte, soprattutto al Nord, mentre chi frequenta la montagna in queste giornate farà bene a consultare gli aggiornamenti prima di mettersi in cammino: le celle temporalesche estive si sviluppano in tempi rapidissimi e i fondovalle possono trasformarsi in trappole nel giro di pochi minuti.
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