Ci sono novità per quanto riguarda le tendenze meteo a medio-lungo termine. I nostri lettori più attenti si saranno sicuramente accorti che, oramai da una settimana, seguiamo da vicino la possibilità dell’arrivo di precipitazioni diffuse. Lungi da noi dare giudizi personali, anche perché siamo sicuri che molti di voi gradiscono questo tepore, ma per una volta lasciamo da parte i gusti di ognuno e cerchiamo di capire davvero perché continuiamo a fare dei focus sulle piogge.
Serve che piova
Dopo settimane caratterizzate da una persistente presenza anticiclonica e da temperature nettamente superiori alla media stagionale, i principali modelli meteo (GFS ed ECMWF) iniziano infatti a delineare uno scenario dinamico. Insomma, qualcosa bolle in pentola. Entrambi i modelli individuano una data, ma la vera divergenza è capire se il peggioramento in arrivo farà da apripista verso un periodo molto più piovoso oppure se sarà una semplice toccata e fuga, per poi tornare tutto come prima.
La data cardine
Il primo cambiamento potrebbe arrivare tra l’8 e il 9 ottobre, quando un piccolo ma insidioso vortice freddo in quota potrebbe dirigersi verso la Penisola. Chiariamo subito un concetto molto importante per i nostri lettori: è il modello europeo a vedere le maggiori possibilità di pioggia, mentre quello americano si limiterebbe a ipotizzare un peggioramento molto rapido.
Entrambi contemplano un periodo caratterizzato da precipitazioni diffuse e temperature in calo, ma cambia parecchio quello che succede dopo. Se ECMWF intuisce che questo primo impulso potrebbe avere anche un ruolo importante nell’evoluzione atmosferica dei giorni seguenti (preparerebbe cioè il terreno a una fase molto più lunga), GFS sostiene che ci sia poi un rapido aumento della pressione, dovuto a un nuovo spostamento dell’Anticiclone delle Azzorre.
Che cosa ne consegue
Possiamo fissare due punti. Il primo è che, per una volta, entrambi i modelli risultano piuttosto concordi nel dire che ci sarà un periodo un po’ più piovoso. Magari anche solo un paio di giorni, ma intanto dovrebbe tornare qualche pioggia. In secondo luogo, se andiamo a esaminare le varie simulazioni per vedere la media degli scenari, possiamo scorgere un anticiclone in parte ridimensionato entro la metà del mese. È finalmente un buon segnale, perché se le anomalie di pressione, al suolo e in quota, rientreranno nella media, vuol dire che potremmo avere delle fasi meteo di stampo pienamente autunnale alternate a qualche periodo stabile. Ne riparleremo nei prossimi giorni.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE