
Spunta un’ipotesi interessante analizzando le tendenze meteo dei due principali modelli, GFS ed ECMWF: la possibilità di un ciclone nel corso della prossima settimana. Ma andiamo per gradi: facciamo la timeline degli eventi dei prossimi giorni e analizzeremo, per concludere, quanto sia possibile la formazione di una profonda depressione che solcherebbe i nostri mari.
Prima una breve pausa
Dopo un’altra veloce fase di maltempo, prepariamoci a due giornate di relativa calma sul nostro Paese. Domenica 8 (soprattutto dal pomeriggio-sera) e Lunedì 9 (l’intera giornata) saranno segnate da una temporanea e decisa rimonta dell’alta pressione. Non stiamo parlando di sole e clima mite: sarebbe semplicemente una veloce pausa asciutta tra una perturbazione e l’altra. Dato il clima piuttosto freddo, non possiamo affatto escludere la formazione di nebbie e nubi basse corpose sulle nostre pianure, Valle Padana in primis, ma comunque per almeno 36 ore non dovrebbe piovere su quasi tutta la Penisola.
Il cambiamento
Tutto cambia a cominciare da Martedì 10, quando una perturbazione atlantica raggiungerà l’Italia, accompagnata da correnti umide e miti di origine subtropicale. L’evoluzione meteo è presto detta: sarà una perturbazione con una forte inclinazione da sud-ovest verso nord-est, quindi si ripresenta l’ipotesi di un’Italia spaccata in due. Precipitazioni diffuse nelle regioni settentrionali e nelle centrali tirreniche, mentre al Sud la rimonta subtropicale potrebbe far salire i termometri addirittura a 23-24°C, in città come Catania e Foggia. Ma la novità è una possibilità che entrambi i modelli vedono, ovvero l’isolamento di un minimo di bassa pressione, per la verità non eccezionalmente profondo, che continuerebbe a pilotare aria umida e instabile verso le regioni più esposte a questi flussi: Liguria, Toscana e Triveneto. Le piogge, comunque, bagnerebbero anche Lazio, Campania e tutto il nord-ovest, mentre Emilia-Romagna e Sardegna verrebbero prese solo di striscio. Poco o nulla nelle altre regioni, proprio perché non riescono a essere ben raggiunte da correnti con questa matrice.

Giovedì 12: possibile depressione sul Tirreno
Si tratterebbe di una sorta di terza perturbazione atlantica, decisamente più incisiva della precedente, che potrebbe raggiungere i nostri mari e addirittura formare un’insidiosa depressione tra il Mar Ligure e il Tirreno. Chiariamo subito il concetto per i lettori: non parliamo assolutamente di ciclone o uragano (sono termini decisamente impropri), ma di un minimo di bassa pressione ben strutturato, potenzialmente capace di provocare piogge persistenti su molte regioni e una ventilazione abbastanza sostenuta. In questa fase, allo stato attuale, potrebbero esserci aree di forti precipitazioni tra Liguria di levante, Alta Toscana e Friuli Venezia Giulia, ma siamo ancora nel campo delle ipotesi: mancano ovviamente molti giorni ed è quindi necessario seguire i prossimi aggiornamenti meteo.

Clima mite e neve a quote di montagna
Chi mastica un po’ di clima sa bene che i grandi peggioramenti di matrice autunnale non sono mai particolarmente freddi. La massa d’aria in origine è oceanica, quindi molto umida ma anche piuttosto mite. Va da sé che, a maggior ragione nella fase iniziale, lo zero termico rimarrebbe piuttosto elevato, tra 2300 e 3000 metri a settentrione e addirittura a quote superiori al meridione. Ne conseguirebbe che la Dama Bianca potrebbe scendere solo sulle regioni alpine ed esclusivamente dai 2000 metri in su, magari con qualche locale imbiancata sui 1500 metri, ma il clima sarà tutt’altro che freddo. Per avere nevicate a quote di pianura o comunque di collina serve l’aria artica, mentre in questo caso sarà mite e oceanica, quindi del tutto diversa. Concludiamo dicendo che questa fase meteo, al di là che si possa formare un ciclone o meno, è piuttosto gradita, anche perché il recupero idrico non è ancora del tutto completato sulle regioni settentrionali e su quelle tirreniche: serve quindi questa importante passata per rimpinguare le falde.

Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
