Italia tra estremi meteo: supercelle e grandine al Nord, ed il termometro che vola verso i 45°C in alcune aree. Vivremo un picco di estremizzazione climatica
Un’estremizzazione climatica di portata eccezionale sta per abbattersi sull’Italia. Da un lato una calura insolita, forse da record. Dall’altro, una serie di impulsi freschi in quota pronti ad accendere tempeste elettriche, nubifragi, grandinate anche di grosse dimensioni e violente raffiche di vento, i temuti downburst. Due facce della stessa medaglia, in fondo: più energia c’è in gioco, più i contrasti termici diventano brutali. E di energia, in questi giorni, l’atmosfera ne sta accumulando parecchia, come conferma anche il quadro del caldo africano in ulteriore rinforzo su gran parte del Paese.
Supercelle, ecco le zone più esposte
Le correnti più fresche in arrivo da ovest nordovest punteranno un settore ben preciso del Paese, sia nella serata di mercoledì 15 luglio che poi nel fine settimana del 18 e 19 luglio. L’area più vulnerabile? Quella compresa tra l’est della Lombardia, con la bassa Bergamasca, il Bresciano attorno a Brescia, il Pavese, il Lodigiano, il Cremonese di Cremona, il Mantovano di Mantova e, in misura marginale, la Brianza e l’est di Milano. Poi, soprattutto, il Veneto, località di mare comprese, da Verona fino a Venezia, passando per il basso Trentino e il delta del Po.
Su tutte queste zone i modelli convergono. E non su scenari banali: segnalano una situazione di forte rischio nubifragi con grandine, raffiche di vento violentissime e intense fulminazioni. Il momento più delicato sarà con ogni probabilità quello di mercoledì 15, quando al cospetto di una massa d’aria molto calda e umida si presenterà da ovest, con una sorta di effetto tunnel, una linea di instabilità capace di attivare autentici mostri temporaleschi a supercella. Strutture in grado di colpire duro, esattamente come accaduto nei recenti episodi di grandine grossa al nord. Sul resto del settentrione, invece, solo fenomeni più rapidi e di entità meno rilevante, salvo casi particolari ma isolati.
Il fine settimana ripropone lo stesso copione
Stessa configurazione barica, sabato e domenica. Ma con una differenza: l’energia accumulata fino a quel momento si sarà in parte dissipata. Attenzione, però, perché il rischio di eventi rilevanti sulle medesime aree resterà comunque alto, e sul Triveneto si temono davvero fenomeni incisivi e pericolosi.
C’è poi il capitolo temperature. Se mercoledì 15 il passaggio temporalesco non avrà grosse conseguenze sul piano termico, nel fine settimana, alle spalle dei temporali sulle Venezie, si insinuerà per tutti aria più fresca. Un calo almeno moderato, più sensibile lungo il versante adriatico, capace di persistere per qualche giorno e che potrebbe rappresentare il preludio a un refrigerio più deciso entro dieci giorni. Il centro sud, alla luce degli attuali aggiornamenti, resterà invece sostanzialmente ai margini: qualche fugace temporale lungo il medio Adriatico e la dorsale appenninica entro lunedì 20 luglio, nulla di più.
Caldo pericoloso, giovedì e venerdì le giornate peggiori
Seconda parte della settimana da pura emergenza climatica, ma saranno le autorità preposte a parlarne in maniera esplicita. Diciamolo senza giri di parole: il caldo da estremo potrebbe diventare pericoloso per la salute umana e per la biodiversità che ci circonda, con valori oltre i 40°C su molte regioni e picchi verso i 43°C e 45°C. Serviranno gli accorgimenti che comunità scientifica e Protezione Civile ripetono come un mantra e che, troppo spesso, vengono ignorati o snobbati, quasi a sbeffeggiarne l’utilità, specialmente nei luoghi di lavoro.
Ma diciamo, non solo. Osservare chi fa la corsetta alle 16:00 del pomeriggio in una città del Centro Nord è pura incoscenza, si può morire di colpo di calore.
Giovedì 16 luglio, nel pomeriggio, sono attesi 43°C nelle aree interne della Sardegna, dove il forno sarà rovente anche attorno a Cagliari, e 41°C nelle zone interne della Sicilia. La soglia dei 40°C verrà raggiunta sulla Pianura Padano Veneta, sulla pianura emiliana, nelle zone interne di Toscana e Lazio, sull’Umbria, sul Foggiano e sulla Lucania. Dove non si arriverà a 40°C, si registreranno comunque 37°C, 39°C diffusi, con l’eccezione delle coste dove però il tasso di umidità sarà elevato. Un dettaglio che cambia tutto, in effetti: l’afa appiccicosa può risultare persino più logorante del caldo secco.
La giornata più critica sul fronte del caldo pericoloso sarà però venerdì 17 luglio. Nel pomeriggio si prevedono 45°C nelle aree interne della Sardegna, 42°C nell’entroterra siciliano, 41°C su Pianura Padano Veneta, Romagna, parte dell’Umbria, Foggiano e bassa Lucania, mentre 40°C toccheranno le aree interne di Toscana e Marche, il Lazio e le zone interne dell’Abruzzo. Numeri che confermano quanto già ipotizzato dalle stime del modello europeo nei giorni scorsi.
Un cenno di svolta
Anche sabato 18 luglio si annuncia una giornata di caldo pericoloso, specie al centro e al sud. Poi qualcosa inizierà a muoversi. Domenica 19 le temperature dovrebbero cominciare a calare a partire dal nord, primo segnale di un cambiamento che merita di essere seguito con attenzione. Ne riparleremo.
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