
Allerta meteo, rischio idraulico da temporali: le regioni coinvolte il 16 e il 17 agosto
Il bollettino di criticità della Protezione Civile
Il Dipartimento della Protezione Civile ha diffuso il Bollettino di Criticità aggiornato alle ore 15:33 di domenica 16 agosto 2026, con valutazione di ordinaria criticità, ossia allerta gialla, per rischio idraulico connesso all’attività temporalesca.
Le mappe del bollettino raccontano bene la dinamica. Domenica 16 il giallo si concentra sull’arco alpino occidentale, su una fascia dell’entroterra appenninico che scende dalla Toscana fino alla Calabria, e poi sulle Isole maggiori, con Sardegna e Sicilia centro-orientale in evidenza. Lunedì 17 il quadro cambia pelle: la criticità si allarga a quasi tutto il Centro Italia e al medio versante adriatico, risale sul Triveneto e sull’Emilia-Romagna, mentre Sardegna e Sicilia tornano in verde.
Domenica 16 agosto, i primi temporali dalle Alpi al Meridione
Per la giornata di domenica 16 agosto sono previste precipitazioni da isolate a sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sui settori alpini e prealpini, con sconfinamenti sulle pianure di Piemonte centro-meridionale e Lombardia sud-occidentale. Fenomeni analoghi interessano i settori appenninici dell’Emilia-Romagna, i settori settentrionali e le zone interne della Toscana, l’Umbria centro-settentrionale, i settori orientali del Lazio, quelli occidentali di Abruzzo e Molise, le zone interne della Campania, i settori centro-settentrionali e occidentali della Basilicata, oltre alle zone interne e ai rilievi di Calabria, Sicilia centro-orientale e Sardegna. I quantitativi cumulati risultano puntualmente moderati.

Lunedì 17 agosto, il peggioramento si allarga a gran parte del Paese
Lunedì 17 agosto il fronte di aria instabile guadagna terreno e il bollettino distingue due comportamenti diversi. Le precipitazioni risultano sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Valle d’Aosta, Piemonte settentrionale, settori alpini, prealpini e di pianura orientale e sud-occidentale della Lombardia, Triveneto, Liguria di Levante, Emilia-Romagna, settori centro-settentrionali e orientali della Toscana, Umbria, Marche, settori centro-settentrionali e zone interne meridionali dell’Abruzzo, Lazio orientale, zone interne di Molise, Campania e Puglia centro-settentrionale, oltre ai settori centro-settentrionali e occidentali della Basilicata, con quantitativi cumulati puntualmente moderati.
Restano invece isolate, con carattere di rovescio o temporale a evoluzione pomeridiana, le precipitazioni sulle zone interne e sui rilievi di Calabria, Sicilia centro-orientale e Sardegna settentrionale, dove i quantitativi cumulati si mantengono deboli. È la giornata più movimentata dell’intero episodio, quella che porterà il calo termico più deciso su Bologna, Firenze e Perugia.

Martedì 18 agosto, l’instabilità scivola verso il Sud
Il bollettino – non allerta meteo per ora – guarda anche a martedì 18 agosto, quando l’asse dei fenomeni si sposta con decisione verso il Mezzogiorno. Sono attese precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, sui settori appenninici e meridionali delle Marche, sui settori appenninici dell’Umbria, sul versante orientale e sui settori appenninici meridionali dell’Abruzzo, sul Lazio centro-meridionale, sul Molise, sulle zone interne e sui rilievi della Campania, sulla Basilicata, sulle zone interne settentrionali e sui settori centro-meridionali della Puglia, sulla Calabria e sull’arcipelago delle Eolie, con quantitativi cumulati puntualmente moderati.
Più contenuti i fenomeni al Nord: isolati, con carattere di rovescio o temporale a evoluzione pomeridiana, sui settori alpini e prealpini di Veneto e Friuli Venezia Giulia, sui settori settentrionali e sulle zone interne della Toscana e sulle zone interne e sui rilievi della Sicilia, con quantitativi cumulati deboli. Da Napoli a Bari, fino a Catanzaro, sarà la giornata in cui il Sud entrerà davvero nella fase instabile.
Perché si parla di rischio idraulico
Il rischio idraulico riguarda gli effetti che le piogge intense producono sui corsi d’acqua principali, quando i livelli critici dei fiumi o dei sistemi di drenaggio vengono superati e si arriva ad allagamenti. Non va confuso con il rischio idrogeologico, che interessa invece frane, colate di fango e smottamenti dei versanti. In estate il pericolo è amplificato dai terreni induriti da mesi di siccità, che assorbono poca acqua e la restituiscono rapidamente ai canali: bastano cumulate moderate concentrate in poche decine di minuti, come già evidenziato nell’analisi sugli accumuli previsti.
Il consiglio, valido soprattutto per chi si trova in vacanza, è di evitare i greti dei torrenti, i sottopassi e le aree golenali nelle ore di massima temporalesca nell’area dove vi trovate, con uno sguardo alla montagna, tenendo conto che sui rilievi i fenomeni possono formarsi e scaricarsi a valle in tempi rapidissimi, laddove magari c’è il sole.
Credit
Il commento al bollettino è stato realizzato dalla nostra redazione.
