Caldo estremo in Italia, quando arriverà il refrigerio
Oggi, mercoledì 26 agosto, alcune stazioni di Sardegna e Sicilia hanno già toccato localmente i 44°C. È un dato che pesa più di qualsiasi proiezione, perché le simulazioni di ieri e stamattina assegnavano a quelle stesse aree massime inferiori di circa 2°C. Quando lo scarto va in quella direzione, e va da giorni, il messaggio è chiaro: nelle prossime giornate la soglia dei 45°C potrà essere superata, occasionalmente, nelle conche interne più riparate dalla ventilazione marina. Per costruire questa analisi ho incrociato le ultime emissioni di ICON, ECMWF e GFS, confrontandole giorno per giorno.
Il picco della calura tra giovedì e domenica 30 agosto
Il cuore dell’evento si collocherà tra giovedì 27 e domenica 30 agosto. Le aree interne della Sardegna, dal Campidano al Medio Valle del Tirso, viaggeranno su valori compresi fra 40 e 44°C, con il Sud Ovest dell’isola tra i settori più esposti. Situazione speculare in Sicilia: la piana di Catania, il Nisseno e l’Ennese si muoveranno sulla stessa forbice, mentre le coste resteranno un paio di gradi sotto grazie alle brezze. Sul Sud Italia continentale le massime si collocheranno fra 36 e 40°C, con i picchi su Tavoliere, materano e piana di Sibari.
Nel Centro Italia, Venerdì 28 la lingua calda si spingerà con decisione verso il versante tirrenico e le vallate interne laziali, spingendo i termometri fino a 37-39°C nelle aree lontane dal mare (ma a mio avviso verso la valle del Tevere sino alla bassure umbre, i 40°C si faranno). A Roma e nell’entroterra della Capitale sarà la giornata più difficile dell’intero episodio.
Al Nord Italia il quadro apparirà molto diverso: la Pianura Padana si fermerà tra 30 e 33°C, che sono tantissimi per il periodo, con l’Emilia-Romagna in posizione più esposta e il Nord-Ovest ai margini della cupola calda, insidiato da qualche rovescio temproalesco passeggero. Una divaricazione che avevamo già anticipato analizzando la nuova bolla africana in arrivo sul Centro-Sud.
Tra domenica 30 e lunedì 31 agosto il baricentro del calore scivolerà ulteriormente verso meridione. Le Isole Maggiori resteranno saldamente sopra i 40°C nelle zone interne, la Puglia e la Calabria ioniche continueranno a viaggiare fra 37 e 40°C, mentre il Centro Italia guadagnerà qualche grado di respiro, ma chiamarlo refrigerio è una “bestemmia”. La Protezione Civile ha già attivato l’allerta per temperature elevate: le indicazioni operative e gli avvisi aggiornati sono consultabili sul portale ufficiale. I bollini di avviso caldo diffuso dal Ministero della Salute ormai si sprecano, il verde resta un miraggio per moltissime città.
L’umidità che raddoppia la sensazione di calura, il caldo è afoso in molte località
C’è un elemento che i numeri sulle mappe che generalmente vengono diffuse in Italia non dicono, ed è quello che più conta per chi lavora all’aperto, chi intende fare anche solo una passeggiata, è la sensazione termica.
Il Mar Mediterraneo si presenta a questo appuntamento con temperature superficiali fuori scala, un serbatoio di vapore che alimenta senza sosta gli strati bassi dell’atmosfera. Il risultato è un tasso di umidità elevatissimo lungo tutte le fasce costiere e nelle pianure meridionali, dove il valore percepito supererà di 6-8°C quello segnato dai termometri. A Palermo, a Cagliari, a Bari si toccheranno sensazioni termiche prossime ai 45-46°C anche con massime dichiarate di 37-38°C. Le minime notturne resteranno sopra i 25-27°C, spesso senza scendere: il corpo non recupererà, ed è questo il vero fattore di rischio sanitario. Il quadro oceanico non aiuta, come mostra il nuovo primato di temperatura superficiale registrato il 22 agosto. E poi, l’Oceano Atlantico del settore europeo segna anche oltre 4-5°C sopra la media. Mica male. Insomma, questo è un caos climatico.
Nell’entroterra sardo e siciliano, ma anche di molte aree della penisola lontane dal mare l’aria è secca, compressa dalla subsidenza anticiclonica, e i 44°C diventano aria che brucia la gola e l’orizzonte che trema. Oggi in Tunisia si sono toccati vari 48°C in zone interne, e chissà dove non ci sono stazioni meteo magari il cinquantello.
I primi segnali di refrigerio dal caldo furioso a settembre
Il vero interesse, adesso, si sposta oltre il calendario di agosto. Insomma, strappiamo via dal calendario questo mese orrendo.
Tra martedì 1 e mercoledì 2 settembre il Nord comincerà a percepire l’ingerenza di correnti relativamente più fresche da ovest: le massime padane scenderanno – parrebbe – verso 27-30°C, con l’arco alpino e il Nord-Est già su valori decisamente più contenuti. A Milano si tornerà a dormire con la finestra aperta. Il Sud e le Isole Maggiori, invece, resteranno ancorati fra 35 e 40°C. E poi anche con umidità sempre molto elevata.
Un passaggio più decisivo si ipotizza tra giovedì 3 e venerdì 4 settembre. In quella finestra temporale il flusso atlantico forse riuscirà a scavare più a fondo, portando le massime del Nord-Est e del medio Adriatico su valori compresi fra 20 e 26°C secondo alcune proiezioni, ma altre assolutamente niente del genere. Quindi, questa è una previsione tutta da confermare. La Sardegna, la Sicilia e la Calabria manterranno ancora 33-38°C, ma il trend verso un ridimensionamente dell’intensità del caldo sembra essere avviato su queste regioni tormentate, a questo punto, da quasi una decina di giorni di calura estrema.
Tra sabato 5 e domenica 6 settembre le due scuole di pensiero divergono, ed è giusto dirlo con franchezza, e mi riferisco ai modelli matematici europeo e americano. La versione americana spinge il calo termico su tutta la Penisola, con massime fra 22 e 27°C al Nord, fra 26 e 30°C al Centro e valori intorno ai 27-31°C persino a Catania e sulla Sicilia orientale. Il centro europeo si mostra concede il raffreddamento al Nord, ma mica tanto, perché leggo anche 32-34°C in Val Padana (e quindi, dove sta questo refrigerio? Il caldo dominerebbe anche al sul Sud Italia, ben distribuiti fino a lunedì 7 e martedì 8 settembre. Insomma, qui parliamo di una stagione estiva calda che non vuole spegnersi, nonostante nel periodo ci potranno essere parecchi episodi temporaleschi sparsi, e purtroppo anche con danni per il meteo estremo.
Ciò che ritento possibile, ponderando le proiezioni di questi giorni è che il refrigerio arriverà, ma sarà graduale e a geometria variabile: prima il settentrione, poi il versante adriatico, infine il meridione. E sarà probabilmente una tregua, non una rottura stagionale, perché entrambe le emissioni riportano l’alta pressione a respirare sul Mediterraneo già dalla seconda parte della prima decade di settembre. Un’evoluzione coerente con quanto emerso nelle proiezioni per l’intero mese di settembre e con il quadro delineato per il trimestre autunnale. Insomma, si parla di caldo, ma anche di temporali, per riassumere il concetto.
Cosa aspettarsi realmente
Fino a lunedì 31 agosto non ci saranno margini di miglioramento per le regioni meridionali. Anzi, l’intensità di questa fase resta tale da mettere in discussione diversi primati di fine mese, come già evidenziato parlando dei record storici a rischio. Da martedì 1° settembre in poi la previsione entra nel territorio del lungo termine, dove l’affidabilità si riduce e le divergenze aumentano fisiologicamente.
Un’ultima avvertenza tecnica, con un mare così caldo, ormai siamo a livelli tropicali, e non è una definizione così, per dire, l’ingresso di aria atlantica non porterà soltanto sollievo. Il contrasto fra masse d’aria diverse su un mare surriscaldato è il carburante ideale per fenomeni convettivi organizzati, quelli che possono degenerare in nubifragi e in strutture temporalesche violente. La dinamica è nota, e l’abbiamo raccontata ripercorrendo gli eventi estremo potenzialmente possibil in un Mediterraneo troppo caldo. Il refrigerio dei primi giorni di settembre, insomma, andrà accolto con attenzione. Aggiorneremo il quadro meteo più probabile con le prossime emissioni.
Credit
- ICON
- ECMWF
- GFS
- Copernicus Climate Change Service – Climate Bulletins
- NASA Science – Europe’s Scorching Summer
- NOAA JetStream – Heat Index
- World Meteorological Organization – Extreme Heat