Seguici su Google
Nubi cumuliformi dalla base alta temporale e fulmini.
Nubi cumuliformi dalla base alta temporale e fulmini. Immagine generata da IA.

Come nasce un temporale con la base molto alta

Tutto comincia dal suolo o nella superficie del mare. Dopo giorni, anzi mesi di ondata di calore, le superfici si sono surriscaldate a tal punto da innescare correnti ascensionali vigorose, ma l’aria che sale nei primi chilometri di atmosfera è secchissima. Il vapore acqueo, in queste condizioni, condensa soltanto quando la particella d’aria ha guadagnato parecchia quota: ecco perché la base della nube si colloca a diverse migliaia di metri dal suolo, molto più in alto rispetto a un normale temporale marittimo.

Sopra quel livello la fisica in atmosfera è la stessa di sempre. Le gocce crescono, congelano, si urtano con i cristalli di ghiaccio e con il graupel, e la separazione delle cariche elettriche produce le condizioni per la scarica. Ma qui succede qualcosa di diverso dal solito, le ingenti quantità di pulviscolo sabbia del Sahara in sospensione favorisce la condensazione, come anche la produzione di scariche elettriche, che in alcuni temporali possono divenire frequenti. Tuttavia, questa nube è un cumulonembo, ma il suo piedistallo è sospeso a quote dove nessuno lo vede bene da terra anche per la scarsa visibilità causata dalle polveri del Sahara.

 

Le polveri del Sahara dentro la nube

Le masse d’aria che risalgono verso il Mediterraneo durante queste fiammate trasportano enormi quantità di aerosol minerali. Sono le polveri del Sahara, particelle finissime che restano in sospensione per giorni e che i modelli matematici di dispersione seguono passo passo. Ci sono mappe, infatti, di vari Centri Meteo che le prevedono. Queste polveri, generalmente, in Italia non toccano terra in concentrazioni elevate, ma in questi giorni riducono la visibilità, ma mai quanto succede nelle Isole Canarie, dove il fenomeno è chiamato Calima.

Quelle polveri finiscono dentro la nube, come detto, sono nuclei di condensazione e di congelamento, modificando la distribuzione e dimensione delle gocce di pioggia e, di riflesso, l’efficienza dei processi di elettrificazione. Il risultato visivo lo conoscono bene in Sardegna e in Sicilia: cielo lattiginoso, luce ovattata, contorni delle torri cumuliformi che si perdono in una foschia giallastra. Un quadro osservato questi giorni, in queste ore di il caldo estremo.

 

Fulmini asciutti, incendi e nessun sollievo dall’afa

Innanzitutto, non sono, generalmente, nubi cumuliformi imponenti, la precipitazione parte, che essa sia pioggia o grandine, scende, e attraversa uno strato d’aria estremamente secco: evapora prima di toccare terra, disegnando quelle striature grigie e sfilacciate che i meteorologi chiamano virga. Al suolo non arriva quasi nulla se non poche gocce di pioggia che sporcano le auto, ad esempio. Nel frattempo, le scariche elettriche dei fulmini si scatenano nube-nube sia nube-terra. Sono i fulmini asciutti, la principale causa di innesco di incendi in ambienti aridi, succedono nei deserti, e sempre più sono osservate a nord, e sono queste ad appiccare incendi immensi nelle forse della Siberia e del Canada. Il fulmine si scarica sulla vegetazione secca senza alcuna pioggia che la spenga. A complicare il quadro ci sono le raffiche di vento generate dal raffreddamento evaporativo, capaci di alimentare le fiamme in pochi minuti, come accade nelle celle più organizzate, quelle dei temporali intensi, per intenderci.

C’è poi il paradosso percettivo: questi sistemi  temporaleschi che stanno interessando in questi giorni alcune regioni tirreniche del Centro Italia, il Sud e la Sicilia, ma non regalano alcun refrigerio. Anzi, tutta l’acqua evaporata nello strato sottostante rimane nell’aria come vapore, e in una massa d’aria già estremamente umida al suolo il tasso di umidità sale ulteriormente. La temperatura scende di poco, il disagio bioclimatico aumenta, l’afa diventa più opprimente di prima. Chi vive in queste aree che vede questi fenomeni sa bene che quando poi cade qualche goccia di pioggia sporca di polvere sul parabrezza, e nulla di più.

 

Credit

Seguici su Google