Seguici su Google
La fine del caldo, l’innesco di temporali violenti.

Sono valori da deserto quelli registrati nelle ultime ore in moltissime città del Centro e del Sud Italia. Su innumerevoli territori il termometro si è spinto oltre i 40°C, con punte di 44°C e più nelle zone interne del Cosentino e nel cuore della Sicilia. La cittadina di Lentini, nel Siracusano, ha toccato i 45,9°C, un dato a dir poco eccezionale per la fine di Agosto. Situazione non troppo diversa sulla Sardegna orientale, dove due località del Cagliaritano hanno superato i 45°C.

 

Picchi da primato tra le isole maggiori e il Meridione

Il caldo è stato notevole anche a Roma, con quasi 40°C, e valori del tutto analoghi si sono avuti tra Umbria, aree interne dell’Abruzzo, delle Marche e del Molise. Il quadro è pesante soprattutto perché non si tratta di un episodio isolato: è un periodo caldissimo di stampo subtropicale che va avanti ormai da mesi su tutto il Sud, come avevamo anticipato raccontando la nuova furia dell’anticiclone africano.

Con altissima probabilità l’Estate 2026 rientrerà fra le più calde degli ultimi decenni, tanto da insidiare stagioni storiche come quelle del 2003 e del 2007. Per i dettagli definitivi occorrerà però attendere ancora qualche settimana, quando i centri di ricerca avranno a disposizione l’intero pacchetto di dati.

 

Quando finirà il caldo estremo

Passando al breve e medio termine, il picco dell’anticiclone africano, ossia proprio le temperature estreme delle ultime ore, viene messo alle spalle a partire da questo Sabato 29 Agosto. Sia chiaro: resta un’altra giornata bollente sull’intero Sud, ma la temperatura comincia lentamente a calare a tutte le quote, perché il nucleo caldo pulsante inizia a ritirarsi verso le latitudini d’origine.

C’è spazio anche per qualche temporale violento, per esempio sul Nord-Est, sulla Toscana, in Romagna, sulle Marche settentrionali, in Umbria e marginalmente nelle zone interne della Puglia e dell’Appennino meridionale. I termometri superano ancora una volta i 40°C tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia: non sembra affatto che il caldo estremo si stia allontanando.

Da Domenica 30 Agosto il calo diventa un poco più concreto e anche più percepibile. Su gran parte del Sud i valori scendono sotto i 40°C, salvo qualche punta oltre quella famigerata soglia sull’estremo Sud e in particolare in Sicilia. L’umidità, però, non se ne va facilmente: il caldo resta afoso e fastidioso dalla mattina alla sera, soprattutto nelle città di mare. È un aspetto che avevamo già messo in evidenza affrontando il tema di quando finisce davvero l’estate.

 

Il primo cedimento dell’alta pressione

Fino al 2 del mese entrante il caldo resta molto presente sul Meridione, seppure ormai lontano dagli eccessi. La prima vera incrinatura della cupola subtropicale è attesa tra il pomeriggio dell’1 e il 2, quando un cavo d’onda in arrivo da ovest riesce a scalfire la struttura. Il bersaglio principale è il Nord Italia: Alpi, Prealpi e alte pianure possono sperimentare temporali intensi, con fenomeni localmente violenti e grandinate. Non si esclude qualche episodio significativo pure in Valpadana, dove l’energia accumulata dal caldo favorisce celle temporalesche di forte impatto, con accumuli importanti previsti dal modello matematico GFS su Lombardia settentrionale, Trentino e alto Veneto.

Tra il 3 e il 4 l’instabilità scivola verso il medio Adriatico e il Meridione, con rovesci sparsi e temporali più frequenti fra Marche, Abruzzo, Molise, Gargano e zone interne appenniniche, per esaurirsi poi sulla Sicilia e sullo Jonio. Al Sud i fenomeni risultano più irregolari e meno diffusi rispetto al Nord, ma sono comunque capaci di generare repentini cali termici, temporali marittimi e raffiche di vento. Questa piccola perturbazione, non atlantica, contribuisce ad allontanare l’afa dalla Penisola, riportando i valori vicini alle medie del periodo: guai però a parlare di autunno anticipato, come abbiamo spiegato analizzando la presunta rottura dell’estate.

 

Un mese a fisarmonica

Il nuovo mese dimostra ancora una volta che l’autunno, almeno alle nostre latitudini, non comincia davvero il primo giorno del calendario. L’anticiclone subtropicale mantiene una presenza ingombrante e ostinata, capace di riportare condizioni estive a tutti gli effetti: giornate calde e soleggiate intervallate da improvvisi scatti temporaleschi, in un alternarsi di accelerazioni e frenate. Le temperature restano superiori alla media, con punte di 35°C e 36°C al Centro-Sud e valori fino a 33°C al Nord nelle fasi più stabili. Il caldo è meno opprimente rispetto ad Agosto, ma comunque significativo nelle zone interne centrali e nelle regioni meridionali; le coste tirreniche e la Sardegna vivono condizioni più tranquille, ventilate e limpide.

Il campo termico a 1500 metri previsto dal modello matematico GFS per il 5 del mese conferma la grinta della struttura, che avvolge quasi tutta la Penisola salvo l’estremo Sud, dove persiste una modesta goccia fredda in quota in grado di scaricare qualche rovescio sulle Pelagie e sulla Sicilia. Una nuova fase instabile potrebbe affacciarsi tra il 7 e l’8, ancora sul Settentrione e ancora con le aree montane e pedemontane in prima linea, ma l’incertezza resta elevata. Lo scenario si inserisce nel solco già tracciato parlando di un mese estivo con nubifragi e grandinate.

 

Fenomeni intensi e notti più respirabili

I temporali del periodo possono risultare di forte intensità. L’aria calda e umida accumulata nei bassi strati, unita ai primi refoli freschi in quota, favorisce strutture convettive energiche, con grandinate, colpi di vento e bruschi sbalzi termici. Il Nord è l’area più esposta, mentre le regioni tirreniche e la Sardegna restano ai margini della dinamica perturbata: una configurazione simile a quella osservata durante la fase temporalesca di metà mese.

C’è poi un vantaggio non trascurabile, quello delle notti più lunghe. L’irraggiamento notturno permette un raffreddamento più efficace e garantisce minime un po’ più gradevoli ovunque, anche nelle fasi più calde: un clima decisamente più respirabile rispetto a quello di Luglio e Agosto, quando i valori notturni hanno segnato i veri primati della stagione, come ricordato affrontando il nodo della fine dell’estate a Ferragosto.

 

Attendibilità e prospettive

Le ultime proiezioni del modello matematico ECMWF indicano temperature mediamente superiori al normale non solo sulla Penisola, ma su quasi tutta l’Europa centrale e meridionale, sia nella settimana compresa fra il 31 di questo mese e il 7 del prossimo, sia in quella successiva fino al 14. La tenuta parziale dell’alta pressione, con caldo a tratti ancora intenso, ha un’attendibilità del 75% ed è dunque medio-alta; il transito dei temporali fra l’1 e il 2 si attesta al 60%, quello previsto fra il 7 e l’8 scende al 35%.

Il caldo estremo appartiene già al passato, il caldo no: dopo il 5 il promontorio può tornare ad avvolgere le regioni meridionali e le Isole maggiori, pur senza ondate eccezionali. Chi attende una svolta stagionale piena, con piogge diffuse e temperature sotto media, dovrà pazientare almeno fino alla seconda metà del mese, quando l’aumento della dinamicità atlantica avrà finalmente qualche possibilità concreta di imporsi. Nel frattempo restano da monitorare i contrasti termici fra masse d’aria e un Mar Mediterraneo ancora bollente, il vero carburante dei nubifragi che accompagneranno il passaggio di stagione. Le città di Milano, Palermo e Cagliari offriranno tre chiavi di lettura diverse dello stesso schema barico.

 

Credit

Seguici su Google