Il conto dei danni nelle ultime ventiquattro ore
Come era nelle attese, gli intensi temporali hanno colpito duramente la Liguria, specie sulla Riviera di Levante, e la Toscana. Qui i disagi sono stati provocati soprattutto dagli elevati ratei di pioggia, che hanno causato allagamenti e problemi alla circolazione. Si sono ingrossati alcuni corsi d’acqua, fra cui l’Entella in provincia di Genova; su questa regione alcune località hanno visto cadere fino a 250 millimetri di pioggia, valori che confermano le stime di accumulo diffuse alla vigilia.
Il maltempo non ha risparmiato neppure la Valpadana, dove però il danno è arrivato dal vento più che dall’acqua. Segnalati alberi abbattuti nel Milanese, con raffiche capaci di creare disagi anche nel Bresciano. Da considerate piogge anche oltre 100 millimetri tra Lombardia, Veneto e Friuli: gli effetti di supercelle hanno causato anche downburst localizzati con raffiche di vento anche di oltre 100 km orari.
La miccia che ha innescato i temporali è l’aria atlantica che ora inizia a scorrere su un mare surriscaldato
L’ingresso dell’aria più frescache si associa alla perturbazione ha portato il caos sui nostri cieli. Non tutte le regioni ancora ne sono coinvolte dai temporali, ma dove lampi e tuoni si sono fatti sentire hanno lasciato anche un forte abbassamento della temperatura.
E’ una situazione meteo classica quella che viviamo, da fine Estate, portata però all’estremo. L’impatto dell’aria fresca atlantica sul mare fortemente surriscaldato ha sollevato grandi quantità di umidità, che in quota si espandono e si raffreddano, dando origine a imponenti strutture temporalesche, i sistemi convettivi a mesoscala noti con la sigla MCS. Di tali strutture nelle ultime 24-30 ore se ne sono formate diverse. Una estremamente scenografica si è vista ieri pomeriggio a ridosso della Sardegna, proveniente dai mari ad est delle Baleari, ma poi ha perso forza.
Stabilire l’esatta traiettoria di questi bestioni temporaleschi non è impresa facile, perché si autoalimentano e possono deviare rispetto al flusso generale. È la ragione per cui il crollo termico annunciato si accompagna a fenomeni tanto disomogenei da un settore all’altro della Penisola.
Oggi pomeriggio e sera: il bersaglio si sposta a est
Per la fascia oraria compresa indicativamente tra le 14 e le 20 di giovedì 10 settembre, i modelli matematici indicano un miglioramento generale al Nord-Ovest, dove qualche rovescio non sarà comunque escluso, ma a carattere locale.
Maltempo invece sul Nord-Est, con temporali anche forti specie tra Veneto e Friuli. Nuovi temporali in arrivo sulla medio-alta Toscana e fenomeni anche intensi nel Lazio. Su tutte le altre regioni i temporali sono meno probabili, ma non escludibili a priori. Le temperature calano in modo sensibile al Nord e al Centro, mentre resta il caldo al Sud e in Sicilia: è la conferma che l’Estate 2026 è andata al tappeto solo sulla metà settentrionale del Paese.
Quanto durerà
L’instabilità atmosferica non si esaurisce con la giornata odierna. Venerdì 11 le piogge insistono su Emilia-Romagna e Friuli, mentre al Centro-Sud i temporali si concentrano sulle zone tirreniche. Sabato 12 e domenica 13 il tempo resta perturbato soprattutto nelle regioni meridionali, con precipitazioni che nottetempo si estendono al versante adriatico, e gli accumuli complessivi fino al 14 restano importanti.
Tra lunedì 14 e martedì 15 si aprono spazi per schiarite più ampie. Il fresco, insomma, ha i giorni contati: l’Anticiclone ha già pronto il suo ritorno e la seconda parte del mese potrebbe riportare valori termici sopra media. Chi vuole il dettaglio giorno per giorno lo trova nella proiezione fino a lunedì 14.
Resta il punto di fondo, quello che conta davvero oltre la cronaca delle prossime ore: un Mediterraneo con acque superficiali così calde a settembre funziona da serbatoio energetico per ogni perturbazione in arrivo da ovest, e le immagini satellitari viste qui sopra, ne sono la rappresentazione. Finché il mare non si raffredda, ogni fronte atlantico rischia di trasformarsi in un evento estremo.
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