Seguici su Google

L’aggiornamento stagionale del modello matematico europeo ECMWF mette in rilievo un mese di Ottobre prossimo piuttosto prodigo di precipitazioni per il Mediterraneo centrale e per l’Italia. Ricordiamo sempre che queste proiezioni a scala mensile non rappresentano certamente una previsione “stricto sensu”, riferendosi a un intero mese, ma piuttosto una linea di tendenza di massima sulla base della circolazione barica prevalente ipotizzata.

Ricordiamo anche che la simulazione della possibile anomalia barica attesa a livello mensile è calcolata sui dati termici e barici emisferici attuali, su dati statistici e sulle indicazioni degli indici stagionali come ENSO, NAO, AO, QBO e Solar Flux. Tra questi, vale la pena evidenziare la particolare fase positiva dell’ENSO (El Niño-Southern Oscillation), con El Niño già pimpante in questa fase di Settembre: le temperature superficiali oceaniche nella regione Niño 3.4 risultano di ben 3,2°C oltre la media, con una proiezione di surplus termico fuori scala entro Dicembre 2026, fino a +4,3°C, e già di +3,8°C nel prossimo Ottobre.

El Niño e clima europeo, un legame non diretto

Naturalmente evidenziamo anche che, scientificamente, non ci sono correlazioni dirette provate tra l’andamento dell’ENSO e il clima europeo, tantomeno quello mediterraneo. Gli effetti più certi e immediati del surriscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale si riscontrano nel Pacifico tropicale e nelle regioni immediatamente collegate alla circolazione tropicale: su queste aree El Niño modifica direttamente la convezione, i venti e le piogge.

Per l’Europa e l’Atlantico settentrionale, El Niño può modificare il jet stream e la circolazione atlantica, ma intervengono anche altri fattori come la NAO, il Vortice Polare, le condizioni dell’Atlantico settentrionale, la stratosfera ecc. Per questo, due El Niño della stessa intensità possono produrre autunni o inverni europei differenti, un aspetto che invita a evitare facili allarmismi.

Flusso atlantico basso e blocco anticiclonico a est

In ogni modo, le proiezioni mensili del modello europeo ECMWF riferite al possibile andamento barico di massima nel prossimo Ottobre tengono conto sia del particolare El Niño atteso, sia degli altri indici citati, e il dato combinato restituisce un possibile Ottobre 2026 particolarmente piovoso per il Mediterraneo centrale e per l’Italia.

Baricamente, il mese prossimo sarebbe contraddistinto da una sostanziale latitanza dell’alta pressione sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, per opera di un insistente flusso atlantico basso che terrebbe banco per gran parte del mese. La fucina depressionaria principale si collocherebbe, come evidenziato nell’immagine di copertina, nel medio Atlantico orientale, al largo della Penisola Iberica. Da qui si muoverebbero costantemente perturbazioni atlantiche alla volta dell’Italia, lungo un corridoio depressionario esteso a tutto il Mediterraneo centro-occidentale, magari in più fasi anche con minimi secondari in prossimità della Sardegna o, più in genere, del Mediterraneo centro-occidentale.

Dunque, una circolazione umida e instabile piuttosto persistente, per di più con un possibile blocco anticiclonico sui settori nord-orientali e orientali europei. Un aspetto barico, questo del blocco anticiclonico  a Est, non secondario, perché costituirebbe un ostacolo alla libera evoluzione verso appunto Est, delle perturbazioni atlantiche e, quindi, un ulteriore elemento a favore di una possibile esasperazione dell’instabilità sull’Italia. Stando a queste proiezioni, il mese di Ottobre vedrebbe piogge diffuse un po’ su tutta la Penisola e, considerando una possibile traiettoria prevalente dei fronti medio-bassa sul bacino, verosimilmente i fenomeni più intensi potrebbero verificarsi sui settori centro-meridionali.

Dove potrebbe piovere di più

Nell’immagine interna abbiamo rappresentato una possibile anomalia delle precipitazioni riferita all’intero mese di Ottobre. Da essa si evince come un po’ tutta l’Italia possa ricevere un quantitativo medio complessivo di pioggia superiore alla norma. Solo sull’angolo alpino centro-orientale, poi tra Marche, Umbria ed Est della Toscana, il surplus potrebbe essere più contenuto, nell’ordine del 10-20% in più rispetto alla media. Sul resto del Paese si stimano quantitativi sopra media del 20-30%, fino al 40-50% in più sulle aree del medio-basso Tirreno, sulla Sicilia nord-orientale e sui settori ionici.

Mediterraneo ancora caldo, rischio di fenomeni violenti

Un Ottobre, dunque, particolarmente piovoso, e a questo dato andrebbe associato anche quello di un “Mare Nostrum” particolarmente caldo: a metà Settembre, quindi in questi giorni, la temperatura superficiale del mare è mediamente compresa tra 26°C e 28°C, ma arriva fino a 29-30°C sul basso Tirreno. Per via dell’inerzia termica dell’acqua, questi valori potrebbero calare in modo molto marginale entro Ottobre e dunque sui nostri bacini ci sarebbe molta energia in gioco ad alimentare le perturbazioni atlantiche. Pertanto, vista la particolare instabilità atmosferica attesa per il mese clou dell’autunno, il rischio di fenomeni violenti e di criticità sull’Italia si prospetta abbastanza elevato, magari ancor più sui settori centro-meridionali, dunque  da non escludere la formazione di vortici dalle caratteristiche tropicali.

Monitoreremo la possibile evoluzione di massima per il prossimo mese di Ottobre nei nostri successivi aggiornamenti mensili.

Seguici su Google