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Prospettive sci in Italia

Neve sulle Alpi, le previsioni stagionali fanno ben sperare

Ovviamente non abbiamo la sfera di cristallo, ma osservando le previsioni stagionali si può già iniziare a ipotizzare in quali aree d’Italia si potrà sciare durante la stagione invernale. Le notizie, al momento, sembrano abbastanza positive per le Alpi italiane. Strano, ma vero: complici l’umidità della fascia mediterranea e il fatto che probabilmente (parliamo sempre di probabilità, non di certezze) dalla fascia tropicale dei Caraibi giungerà – forse – un fiume atmosferico, mentre sulla parte orientale del Continente ci saranno masse d’aria fredda, c’è la possibilità che il Nord Italia possa godere, per varie circostanze, di periodi discretamente rigidi, probabilmente simili a quelli dello scorso inverno.

A questi si assocerebbe, al contrario dell’inverno precedente, una maggiore quantità di precipitazioni. Qui sorge anche il dubbio che possa nevicare davvero in Pianura Padana, ma fare una previsione simile è impossibile.

 

Alpi, tra 1500 e 2000 metri le occasioni migliori

Per quanto riguarda le montagne, la fascia sciistica, sostanzialmente alpina, che si estende tra i 1500 e i 2000 metri e anche oltre, potrebbe ricevere varie occasioni di nevicate. Se non saranno disturbate da improvvise ondate di calore, con lo zero termico alle stelle, sarà una stagione sciistica discreta, anzi buona, forse come non succedeva da qualche anno.

Le prime nevicate abbondanti in quota sono effettivamente in ritardo quest’anno, perché sul Nord le precipitazioni sono rimaste scarse fino a inizio ottobre, a eccezione di alcune aree della Liguria e forse di qualche altra zona del Settentrione. Questo ritardo, però, non pregiudica necessariamente la stagione invernale vera e propria, quella compresa tra dicembre e febbraio. Considerate anche che il Nord Italia è un’area abbastanza piovosa: i fenomeni abbondanti, magari a carattere di rovescio temporalesco, che ci sono stati a settembre non hanno alcuna influenza sulla stagione invernale.

La stagione invernale deve ancora esordire, siamo in autunno, ma è proprio in questo periodo che iniziano le nevicate in altissima quota. Poi, soprattutto a inizio dicembre, la neve arriva anche nelle aree sciistiche: fiocchi che potrebbero risultare allettanti per chi pratica questo sport.

 

Le stazioni più sicure in uno scenario mite ma umido

Se l’inverno dovesse rivelarsi mite ma ricco di precipitazioni, le località favorite restano quelle con buona quota, esposizione favorevole e un sistema di innevamento artificiale efficiente. Parliamo di Cervinia, Livigno, Passo del Tonale, di parte del comprensorio del Monte Rosa e di alcune aree delle Dolomiti più elevate: in questi contesti la neve ha maggiori probabilità di cadere e soprattutto di resistere.

 

Appennino, il vero nodo sono le temperature

Per quanto riguarda la dorsale appenninica, il vero dubbio sono le temperature: se dovesse giungere una corrente da sud-ovest, la possibilità di avere neve a quote basse è molto scarsa. Al contrario, se ci fossero temporanee irruzioni di aria fredda, in alcune circostanze potrebbero verificarsi delle nevicate.

Qui però subentra il problema della tenuta del manto, anche se abbiamo riscontrato che durante il culmine della stagione invernale la neve caduta tende a rimanere sui monti. Anche sulle regioni appenniniche, quindi, potrebbe esserci una discreta stagione nevosa. Tutto sta, ovviamente, nell’avere una conferma dalle previsioni a lunghissimo termine, soggette ad amplissime variazioni.

 

I nemici della neve e il precedente del 2020-2021

I nemici storici della neve restano sempre gli stessi: alte pressioni persistenti, anomalie termiche positive e mancanza di precipitazioni. Negli ultimi 10-12 anni questi fattori hanno pesato parecchio, soprattutto alle quote medio-basse. Una stagione particolarmente ricca fu quella 2020-2021, generosissima soprattutto nel periodo di Natale: cadde tantissima neve anche sull’Appennino settentrionale, ma purtroppo c’era la pandemia e non si poteva sciare.

Ipotizzare nevicate importanti non è quindi un’idea campata in aria. Ci stiamo affidando ai modelli matematici, anche se può sempre esserci un retroscena negativo, al quale ormai siamo abituati. Ne sanno qualcosa gli sciatori e soprattutto gli albergatori, tra i più colpiti dal Cambiamento Climatico in montagna per quanto riguarda lo sci invernale.

 

Montagna d’inverno, turismo in forte crescita

La montagna, anche d’inverno, conserva tuttavia il suo fascino e il turismo è in fortissima crescita, tanto che abbiamo visto immagini di code infinite per utilizzare lo skipass e salire sulle piste. Lo sci è uno sport praticato sempre di più.

 

In conclusione, segnale interessante ma serve cautela

Le prospettive per le Alpi alte sono al momento tra le più interessanti degli ultimi anni sul piano delle precipitazioni, anche se non c’è alcuna certezza che queste risultino davvero abbondanti. Il maggior dubbio resta il quadro termico medio complessivo. Sull’Appennino e in Pianura Padana l’incertezza è ancora alta e dipenderà dalle singole irruzioni fredde.

Le prossime uscite stagionali di fine ottobre e novembre daranno indicazioni più solide, soprattutto quando si avrà un’idea più chiara sul comportamento del Vortice Polare. È presto per parlare con certezza di stagione buona o discreta, ma il segnale per la neve in quota sull’arco alpino è uno dei più incoraggianti degli ultimi tempi.

 

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