Il fenomeno El Niño del 2023: gli Impatti Globali
L’evento El Niño del 2023 si è dimostrato vicino al suo picco di intensità, con i mari nel Pacifico equatoriale centrale che hanno raggiunto temperature superiori di circa 2,1°C rispetto alla media. Questo andamento era in linea con le previsioni di inizio anno, le quali avevano anticipato un El Niño molto forte.
Atipicità dell’Evento
Tuttavia, l’evento ha mostrato delle caratteristiche atipiche. Una vasta area calda nel Pacifico occidentale ha conservato parte del suo calore, un residuo della La Niña, influenzato anche dal cambiamento climatico in atto. Inoltre, le ondate di caldo marino attive in vari bacini oceanici hanno spostato il focus convettivo lontano dal Pacifico tropicale centrale e orientale, generando un’ascesa diffusa di movimento convettivo in tutto il globo.
Impatti variabili a seconda della regione
Gli effetti di questo El Niño sono stati diversi a seconda della regione. Negli Stati Uniti, ad esempio, il mese di dicembre è stato insolitamente mite, in linea con le previsioni legate al fenomeno. Invece, in Australia e Nuova Zelanda, i modelli meteorologici non hanno mostrato la stessa coerenza. Anche in Europa si sono verificate anomalie termiche, ma con caratteristiche diverse, come una NAO negativa che ha portato tempeste nel centro e nord Europa e un clima mite nel Mediterraneo.
Anomalie e Record in Europa
In Europa, si è registrata la presenza di un’alta pressione delle Azzorre e Bahamas molto estesa e intensa, che ha raggiunto valori di pressione record nell’Oceano Atlantico. Questa condizione ha contribuito a generare un dicembre europeo con temperature sopra la media. Ma a gennaio si è attivata l’influenza del Vortice Polare che ha incrementato le anomalie. E se per ora, ad esempio in Italia avremo di nuovo un periodo tutto sommato mite per essere inverno, potrebbe seguire un’aggressiva influenza del vortice con fasi di freddo acuto e gelo. A questo punto, a causa dell’estrema variabilità, il rischio di neve e gelo in Italia sono palesi.
Prospettive per il 2024
Le previsioni per il 2024 indicano che El Niño diventerà neutrale entro la metà dell’anno, con un aumento delle probabilità di La Niña successivamente. Ciò potrebbe mitigare la serie di anomalie termiche positive registrate sul pianeta. Della serie, ormai siamo nel caos climatico, e anche gli indici di comportamento del clima sono sballati.
Sfide future
Nonostante la conoscenza media degli effetti di El Niño, ogni evento presenta caratteristiche uniche, soprattutto in un contesto di clima in cambiamento. Gli indici di comportamento del clima, come lo Stratwarming, sono importanti per prevedere tendenze meteorologiche e climatiche. In Italia, tuttavia, vi è una certa reticenza nel discutere di questi indici a causa di fraintendimenti comuni. La sfida per la meteorologia futura sarà quella di utilizzare queste informazioni per previsioni a lungo termine più accurate e preavvisi più tempestivi di eventi meteorologici estremi.
Lo Stratwarming avrà effetto, stavolta, esattamente dai prossimi giorni, nel Nord America e nel Nord Europa, mentre un nuovo Stratwarming è atteso nel breve periodo. Nel frattempo, El Niño procurerà altre anomalie meteo climatiche.