Maturità, il ricordo di Burioni: cascai in un tranello e capii perché si crede alle bugie
Nel giugno 1981, alla vigilia degli esami di maturità, il virologo Roberto Burioni visse un’esperienza che lo segnò profondamente. Durante quella notte, carica di tensione e aspettativa, Burioni e i suoi amici caddero vittime di un inganno: credettero di aver ottenuto in anticipo i titoli delle tracce d’esame. Questo episodio, che Burioni narra nel suo libro “Balle mortali” pubblicato nel 2018, gli insegnò quanto sia semplice cadere preda di false verità quando queste sembrano offrire un qualche vantaggio o confermare i nostri desideri.
Burioni, all’epoca studente, trascorse mesi in preparazione per l’esame, temendo soprattutto l’incontro con il professor Lovati, noto per la sua severità. La notte prima degli esami, incapace di dormire o studiare ulteriormente, ricevette una chiamata da un compagno che affermava di aver ottenuto i titoli delle tracce d’esame. Senza esitazione, lui e i suoi amici si riunirono per preparare i temi basandosi su queste informazioni, che si rivelarono poi completamente false.
Nonostante l’inganno, gli esami di maturità si conclusero con successo per Burioni e i suoi compagni. Tuttavia, l’evento lasciò una domanda irrisolta: come fu possibile che studenti tanto intelligenti e preparati potessero accettare senza dubbio una tale falsità? La risposta, secondo Burioni, risiede nella tendenza umana a credere ciò che si desidera sia vero, un tema che esplora nel suo libro.
Burioni paragona questa esperienza alla narrazione di Giulio Cesare nel ‘De bello Gallico’, dove i Galli, nonostante la loro forza, credettero alla falsa notizia della debolezza dei Romani e subirono una catastrofica sconfitta. Analogamente, lui e i suoi amici, desiderosi di un aiuto nell’affrontare l’esame, credettero ai falsi titoli dei temi.
L’esperienza di maturità di Burioni ebbe un impatto duraturo, influenzando la sua carriera di medico e il suo approccio verso le persone che, nel momento del bisogno, sono disposte a credere a qualsiasi cosa pur di aggrapparsi alla speranza. Citando la Bibbia, Burioni riflette su come, in situazioni di disperazione, le persone possano essere pronte a credere a menzogne, specialmente quando la loro vita è in gioco.
Burioni osserva che anche persone altamente qualificate, come scienziati e medici, possono perdere la loro lucidità di fronte al dolore, affidandosi a ciarlatani che sfruttano la loro vulnerabilità. Queste menzogne, spesso crudeli e talvolta fatali, si diffondono rapidamente e possono avere conseguenze devastanti per chi vi crede. In questo contesto, il virologo sottolinea la pericolosità delle false informazioni, specialmente quando riguardano la salute.