(TEMPOITALIA.IT) Le abitudini alimentari dei Neanderthal: un’analisi innovativa attraverso la ricostruzione sperimentale
Comprendere le abitudini alimentari dei Neanderthal è essenziale per capire come questi ominidi abbiano potuto sopravvivere e prosperare in una vasta gamma di ambienti per centinaia di migliaia di anni. Tuttavia, ricostruire con precisione la loro dieta è un’impresa complessa, poiché la preparazione del cibo, specialmente di elementi più piccoli come gli uccelli, lascia poche tracce archeologiche. Per affrontare questa sfida, un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Environmental Archaeology ha adottato un approccio innovativo: cucinare come i Neanderthal.
La scelta degli uccelli e le tecniche di preparazione
Gli scienziati hanno utilizzato cinque uccelli selvatici morti per cause naturali, provenienti dal Centro di Ecologia, Riabilitazione e Sorveglianza della Fauna Selvatica (CERVAS) a Gouveia, in Portogallo. Le specie selezionate, due corvi imperiali, due tortore dal collare e un piccione selvatico, sono simili a quelle che i Neanderthal avrebbero potuto consumare. Per replicare le tecniche di preparazione del cibo, sono stati utilizzati metodi basati su evidenze archeologiche e dati etnografici.
Tutti gli uccelli sono stati spennati a mano, e un corvo imperiale e una tortora dal collare sono stati macellati crudi utilizzando una scheggia di selce. Gli altri tre uccelli, invece, sono stati arrostiti su carboni ardenti fino a cottura completa prima di essere macellati. Questo esperimento ha rivelato che la macellazione degli uccelli arrostiti era notevolmente più semplice rispetto a quella degli uccelli crudi.
Analisi delle ossa e dei segni di macellazione
Dopo la macellazione, le ossa sono state pulite, asciugate ed esaminate al microscopio per individuare segni di taglio, fratture e bruciature. Inoltre, è stata analizzata la scheggia di selce utilizzata per la macellazione, che presentava piccole cicatrici a mezzaluna sul bordo, indicative dell’uso durante la preparazione del cibo. Sebbene la macellazione manuale fosse predominante, gli uccelli crudi hanno richiesto un uso significativo della scheggia di selce, che ha lasciato segni di usura.
I tagli utilizzati per rimuovere la carne dagli uccelli crudi non hanno lasciato tracce evidenti sulle ossa, ma quelli mirati ai tendini hanno lasciato segni simili a quelli trovati su resti di uccelli nei siti archeologici. Questo suggerisce che i Neanderthal utilizzassero tecniche simili per la preparazione del cibo.
Implicazioni delle evidenze archeologiche
Le ossa degli uccelli arrostiti hanno mostrato una maggiore fragilità, con alcune che si sono frantumate e non potevano essere recuperate. La maggior parte delle ossa presentava bruciature marroni o nere, coerenti con un’esposizione controllata al calore. Le macchie nere all’interno delle ossa suggerivano che anche il contenuto delle cavità interne fosse bruciato durante la cottura.
Queste evidenze offrono preziose informazioni su come i Neanderthal potrebbero aver preparato il loro cibo e su quanto di queste pratiche possa essere visibile nel record archeologico. La differenza tra le ossa crude e quelle arrostite, per esempio, può aiutare gli archeologi a interpretare meglio i resti ossei trovati nei siti Neanderthal, comprendendo meglio le tecniche culinarie utilizzate.
Conclusioni
Questo studio innovativo dimostra che la preparazione del cibo da parte dei Neanderthal potrebbe aver lasciato tracce archeologiche più sottili di quanto si pensasse. Attraverso la ricostruzione sperimentale, gli scienziati hanno potuto osservare direttamente come le diverse tecniche di preparazione del cibo influenzino le tracce lasciate sugli strumenti e sui resti ossei. Questi risultati non solo migliorano la nostra comprensione delle abitudini alimentari dei Neanderthal, ma forniscono anche nuove metodologie per l’interpretazione delle evidenze archeologiche legate alla loro dieta. (TEMPOITALIA.IT)







