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Un modello climatico e il El Niño estremo

Luigi Barbieri di Luigi Barbieri
19 Ago 2024 - 10:45
in Magazine
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El Niño potrebbe diventare più estremo in futuro. El Niño è un fenomeno climatico che può avere conseguenze devastanti. Si verifica quando i venti equatoriali si riducono, spostando il jet stream del Pacifico verso sud. Questo cambiamento può causare una serie di eventi meteorologiche estremi, come ondate di calore in Canada, siccità in Africa e tempeste intense sulle coste occidentali delle Americhe. Secondo un nuovo studio, gli scenari peggiori legati a El Niño potrebbero diventare la norma in futuro, senza possibilità di ritorno alla situazione precedente.

 

 

Gli eventi estremi di El Niño, noti come El Niño del Pacifico Orientale (EP), sono associati a precipitazioni intense e siccità estreme. Finora, questi eventi sono stati piuttosto rari. Tuttavia, se il pianeta si riscalda oltre un certo punto, la situazione potrebbe cambiare drasticamente. Gli autori dello studio hanno modellato il sistema climatico terrestre sia in condizioni di riscaldamento che di raffreddamento, scoprendo che l’ENSO (El Niño-Southern Oscillation) potrebbe essere un “elemento di tipping” per il clima del pianeta.

 

 

Un elemento di tipping è un fattore che, attraverso un feedback positivo, può amplificare il riscaldamento globale. Un esempio è la riduzione dell’albedo dovuta alla diminuzione della copertura di ghiaccio. Gli eventi estremi di El Niño possono avere un effetto simile. Durante questi eventi, una grande quantità di calore viene rilasciata nell’atmosfera, calore che altrimenti sarebbe immagazzinato nell’oceano. Anche se i precedenti El Niño estremi hanno causato solo rilasci di calore a breve termine, ciò può essere sufficiente per innescare altri elementi di tipping.

 

 

Il problema più preoccupante è che, una volta innescato un elemento di tipping, il cambiamento è praticamente irreversibile. Anche se il riscaldamento globale fosse ridotto a 0°C, il cambiamento nell’ENSO richiederebbe più di un secolo, e forse fino a 200 anni, per tornare alla normalità. In altre parole, se l’ENSO cambia anche solo leggermente, il cambiamento sarà significativo e ci vorrà molto tempo per recuperare.

 

 

Lo studio indica che il punto di non ritorno per l’ENSO si trova a +3,7°C. Se questa soglia viene raggiunta, oltre il 90% degli eventi di El Niño sarà considerato estremo. Attualmente, siamo già oltre +1,5°C e si prevede che raggiungeremo +2,9°C entro la fine del secolo. Anche se il modello prevede conseguenze gravi anche in caso di raffreddamento eccessivo del pianeta, questo non è un problema urgente al momento. In ogni caso, tali cambiamenti nell’ENSO avrebbero gravi impatti socio-economici nella regione del Pacifico e oltre, con un elevato numero di vittime tra esseri umani e fauna selvatica.

 

 

C’è qualche speranza? Solo una piccola: questo è solo uno studio, e ha utilizzato variabili leggermente diverse rispetto alla maggior parte dei modelli climatici. Gli autori sottolineano che i loro risultati non possono rispondere in modo conclusivo alla questione e devono essere considerati con cautela. Tuttavia, lo studio dipinge un quadro poco rassicurante del futuro. Quattro dei cinque criteri di un elemento di tipping sono soddisfatti nei loro esperimenti per l’ENSO, e il quinto è escluso solo per mancanza di dati.

 

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