• Privacy
domenica, 21 Giugno 2026
TEMPO ITALIA meteo news
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Chi Siamo
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Tempo Italia
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Magazine

I subacquei scoprono meraviglie e visioni preoccupanti

Luigi Barbieri di Luigi Barbieri
31 Ott 2024 - 17:45
in Magazine
Share on FacebookShare on Twitter

Il Grande Buco Blu rappresenta una finestra sul passato geologico della Terra. Durante la Glaciazione Quaternaria, con il livello del mare oltre 100 metri più basso, il sito era una grotta calcarea. Quando il livello del mare si innalzò, la grotta venne sommersa, e il crollo del soffitto generò l’attuale inghiottitoio. Questa trasformazione ha lasciato stalattiti ancora visibili, offrendo a chi si avventura nelle sue profondità uno sguardo su un’epoca remota.

 

Parte del Sistema di Riserve della Barriera Corallina del Belize, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, il Grande Buco Blu si trova in un ambiente marino straordinario. La zona ospita specie uniche di coralli e animali come il lamantino dei Caraibi, la tartaruga verde, la tartaruga caretta e il coccodrillo americano. Charles Darwin descrisse questa barriera come “il più notevole reef delle Indie Occidentali”. La biodiversità dell’area rende la barriera un’importante destinazione per immersioni e snorkeling.

 

A circa 90 metri di profondità, il fondale del Grande Buco Blu è un ambiente inospitale. Un denso strato di solfuro di idrogeno crea una barriera invisibile, dividendo le acque ossigenate da quelle prive di ossigeno. Al di sotto, i livelli di ossigeno scendono a zero, rendendo impossibile la sopravvivenza della vita marina. Il fondale è cosparso di resti di creature che, discendendo troppo in profondità, hanno incontrato un ambiente letale.

 

Una celebre spedizione nel Grande Buco Blu fu quella del 2018, condotta dal miliardario britannico Richard Branson, dall’oceanografo Fabien Cousteau e dall’esploratrice Erika Bergman di National Geographic. La spedizione rilevò che la conformazione geologica del sito testimonia gli effetti passati dell’innalzamento del livello del mare. A 91 metri di profondità si nota un cambiamento nella roccia, un tempo parte della terraferma, ora sommersa.

 

Durante questa esplorazione, il team documentò anche la presenza di rifiuti plastici, come bottiglie, sul fondo del buco. La plastica, che può rimanere intatta per centinaia di anni, rappresenta una seria minaccia per gli ecosistemi oceanici e dimostra l’impatto devastante dell’inquinamento umano. La scoperta sottolinea quanto sia urgente proteggere le acque marine dagli scarti moderni.

Seguici su Google News
CondividiTweet
Articolo precedente

Impatto primordiale: l’asteroide S2 e la sopravvivenza della vita sulla Terra

Prossimo articolo

Arriva La Niña, correlazione con gli Inverni con la neve in Italia

Luigi Barbieri

Luigi Barbieri

Prossimo articolo

Arriva La Niña, correlazione con gli Inverni con la neve in Italia

Colpo di calore

Colpo di calore: sintomi, rischi e cosa fare contro il caldo estivo

21 Giugno 2026
Caldo africano senza tregua: ecco i giorni a rischio temporali

Caldo africano, poi i temporali: ecco i giorni più a rischio

21 Giugno 2026
Dal caldo al refrigerio, ma è ipotesi da confermare

Strapotere del caldo africano ad oltranza? Finalmente s’intravede un break

20 Giugno 2026

CALDO record, eccezionale e senza precedenti: quanto c’è di vero nell’attualità

20 Giugno 2026
Caldo atroce sino a fine giugno, ma nessuna prospettiva diversa in vista

Partenza d’Estate col botto, ma il peggio sarà tra luglio ed agosto

20 Giugno 2026

Afa alle stelle, a fine Giugno percepiti oltre 40 gradi

20 Giugno 2026
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Meteo Italia
  • Cronaca Meteo
  • Chi siamo
  • Viaggi
  • Magazine
  • Contatti
  • Privacy

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.