Nei precedenti aggiornamenti abbiamo evidenziato come l’unico modo per abbassare il potenziale, ovvero la grande energia che alimenta i fenomeni estremi, sia quella di un’avvezione d’aria fredda in area mediterranea e sulla nostra Penisola. Sarebbe questa la soluzione per cambiare registro atmosferico e per fare uscire il Mare Nostrum dalle condizioni meteorologiche che ci accompagnano ormai da diverse settimane e che hanno causato notevoli disagi e situazioni alluvionali.
La discesa di fredde correnti settentrionali sul comparto italico porterebbe con sé più di un aspetto positivo. Innanzi tutto diminuirebbero finalmente le temperature e diminuirebbe quindi l’energia potenziale presente in atmosfera, abbassando i rischi di fenomeni meteo estremi. L’ingresso di aria fredda dal nord Europa, grazie alla morfologia del nostro Territorio, andrebbe poi ad innescare la nascita di una bassa pressione sulle regioni meridionali, capace di apportare precipitazioni su quelle regioni sino ad ora rimaste ai margini ed in deficit pluviometrico, come quelle del Sud e del medio basso settore adriatico. Sarà quindi possibile una evoluzione del genere?
Ebbene, i modelli numerico previsionali a nostra disposizione intravedono la possibilità una importante avvezione fredda di matrice artico marittima sull’Italia tra il 3 e il 4 di Novembre. Al momento possiamo dire che la dinamica atmosferica sta gettando le basi per costruire un impianto sinottico del genere, con un cambio di circolazione che vedrebbe le correnti da nord sostituire le perduranti correnti meridionali.
Considerata però la forbice temporale ancora piuttosto larga, parliamo di sguardo a lungo termine, dobbiamo necessariamente mantenere un profilo basso e cercare di monitorare bene le forzanti in gioco. La dinamica atmosferica che condurrebbe il freddo sul comparto mediterraneo, quindi l’erezione dell’alta pressione dinamica oceanica sin su verso l’Islanda con relativa discesa meridiana verso le nostre latitudini di aria molto fredda di estrazione artico marittima, è ancora tutta in fase di definizione da parte della modellistica numerica.
Quello che possiamo affermare è che un calo delle temperature all’inizio del prossimo mese è da mettere in conto, ma per confermare la dinamica che porterebbe il freddo invernale sulla nostra Penisola dovremo aspettare ancora qualche giorno.