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Weekend di fine Giugno caldo assurdo, poi grandine di grosse dimensioni

Federico De Michelis di Federico De Michelis
26 Giu 2026 - 10:38
in A La notizia del Giorno, Meteo News, Zoom
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E Giugno finisce, e lo fa lasciando il segno sul piano meteo climatico. Riavvolgiamo il nastro: fine Maggio si era concluso con caldo feroce; fine Giugno vede un identico copione, ma con l’aggravante di una maggiore calura, di una parte dell’Europa e dell’Italia in emergenza per le temperature elevate.

Nel mezzo questo andamento meteo, abbiamo vissuto una prima parte di Giugno spiccatamente variabile, mentre la seconda nettamente rovente. La domanda comune ora è come sarà Luglio, se porterà un carico di calura assurda. Beh, onestamente ci sono pochi dubbi: sarà la calura a marchiare a fuoco anche nel prossimo mese, e lo abbiamo affrontato con le previsioni stagionali. Però, un attimo di refrigerio semmbra esserci, ma non ci conterei troppo a lungo per la sua durata.

I mesi ormai si concludono sopra la media climatica, in quanto sono sufficienti pochi giorni di presenza dell’alta pressione africana per cancellare di colpo la pseudo normalità delle settimane precedenti.

 

Quando fra qualche giorno tracceremo il bilancio definitivo capiremo se Giugno sarà stato più caldo della norma, però ve lo anticipo, si, sarà molto pià caldo della media. E adesso, nell’ultimo weekend del mese ci aspettiamo un ulteriore peggioramento della calura, e si, la bolla calda francese traslerà verso est, colpendo mezza Italia, soprattutto il Centro Nord, e i picchi massimi estremi potrebbero raggiungersi in Val Padana.

Direte, peggioramento equivale al maltempo, ma come si fa a definire bel tempo il caldo che ci attanaglia? Certe temperature non fanno bene a nessuno. Non a chi convive con qualche patologia, ma nemmeno a chi gode di ottima salute. Esporsi al sole nelle ore centrali, quelle in cui l’asfalto sembra ribollire, può rivelarsi pericoloso.

 

Poi ci sono le famigerate notti super tropicali, quelle in cui il termometro non scende sotto i 25°C. Ve ne sarete accorti: i valori restano sopra i 30°C persino al calar del sole, salvo cedere qualcosa quando la frescura notturna prova, invano, a farsi largo.

 

Torniamo al weekend. Andrà peggio, come detto prima, il motivo sarà dovuto allo spostamento dell’alta pressione. La struttura anticiclonica subtropicale traslerà verso est, dritta verso il Mediterraneo centrale. L’Italia, di conseguenza, diventa l’indiziata numero uno per l’impennata termica. Così che sono attesi valori vicini ai 40°C diffusamente, e localmente andremo anche oltre questa fatidica soglia.

 

C’è dell’altro da mettere in conto: l’afa. L’umidità relativa è destinata a salire, e per due ragioni soprattutto. I mari che si scaldano a velocità impressionante, da un lato. I temporali, dall’altro. Già, perché gli acquazzoni di questi giorni non smussano affatto gli spigoli dell’anticiclone: dopo la pioggia il vapore acqueo cresce per via dell’evaporazione immediata dei suoli. Temporali, però che abbiamo visto non danno solo pioggia, ma anche grandine, e che grandinate. Il tutto per dar lavoro ai levabolli che riparano le automobili danneggiate dalla grandine.

 

Insomma,  ormai da più parti è stato proclamato l’arrivo di un fine settimana tutt’altro che gradevole. Un weekend che, ripetiamolo, lascerà il segno. La calura pare in grado di trattenersi anche nelle primissime battute della prossima settimana, salvo poi lasciarci almeno per qualche giorno. Ed è qui la vera novità, quella che, a dirla tutta, non ti aspetti.

 

Una possibile svolta relativamente fresca dal Nord Atlantico

Ci speriamo, ovviamente, ma i numeri dei modelli matematici indicano la possibilitò, e allora perché non scriverlo?  Lo so, con un’alta pressione così opprimente e rovente, sperare in un cambio di circolazione atmosferica sembra utopia. E invece no: stavolta il cambiamento potrebbe materializzarsi davvero. Nei modelli matematici più autorevoli si intravede l’intrusione di una massa d’aria fresca in arrivo dal Nord Atlantico.

 

Se andasse così, le temperature calerebbero e si scatenerebbe la solita, tremenda instabilità. C’è pure un rischio da non sottovalutare: che quell’affondo fresco crei i presupposti per la genesi di una goccia fredda proprio sui nostri mari. In quel caso la situazione peggiorerebbe ancora. Resta, per ora, soltanto un’ipotesi, ma si avrebbero temporali di forte intensità, grandinate stavolta con chicchi anche giganteschi, specialmente nella prima fase dei contrasti termici.

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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