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Meteo ROMA sotto la neve. Le sorprese di un Inverno estremo

Federico De Michelis di Federico De Michelis
30 Ott 2024 - 17:18
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Roma con la neve, foto ottenuta con l’intelligenza artificiale.

 

(TEMPOITALIA.IT) La storia della neve a Roma è ricca di episodi sorprendenti e affascinanti, che rompono la percezione comune della città come una destinazione esclusivamente mite e soleggiata. La Capitale, famosa per i suoi inverni temperati, ha vissuto infatti numerose nevicate di diversa intensità, che si sono alternate nel corso dei secoli lasciando tracce indelebili nella memoria dei romani.

 

Nevicherà il prossimo inverno?

Domanda lecita, in questo articolo analizzando eventi meteo del passato, indici di comportamento del clima, daremo delle risposte. Non previsioni meteo perché a così lungo termine non avrebbero validità alcuna. Ma informazioni che difficilmente reperirete altrove, frutto di ricerca ed elaborazioni meteo climatiche.

 

Le prime nevicate storiche

Tra le nevicate storiche annotate nei registri, una delle più antiche è quella del 27 dicembre 1788, quando la neve imbiancò Roma per tre giorni consecutivi. Questo evento segnò l’inizio di una documentazione climatica dettagliata, con i cittadini e le autorità che iniziarono a monitorare in modo più sistematico le nevicate.

Solo pochi anni dopo, l’11 dicembre 1796, un altro episodio nevoso colpì la città, seguito da una serie di precipitazioni minori nel gennaio 1823. Questi eventi, pur non eccezionali come accumulo, contribuirono a consolidare l’idea che anche la mite Roma poteva, in circostanze particolari, trasformarsi in un paesaggio innevato.

Più che altro, Roma pativa più frequentemente di forti gelate notturne. All’epoca ci fu una fase climatica molto rigida, e si stima che la temperatura nella ben più piccola città sia scesa fin sino la soglia di -15°C. Un valore prossimo ai nostri freezer, e c’è a domandarsi come potessero affrontare i romani quel gelido evento meteo, con i mezzi di riscaldamento di allora.

 

Il XIX secolo: una variabilità climatica

Il XIX secolo vide alternarsi nevicate di intensità variabile, alcune delle quali molto significative. Nel 1840, ad esempio, Roma registrò 12 cm di neve – un accumulo consistente, che diede vita a uno spettacolo suggestivo tra i monumenti antichi e le strade della città. Nel 1845, invece, era freddissimo, e caddero appena 3 cm. Tuttavia, uno degli eventi più rilevanti si verificò il 16 dicembre 1846, quando per tre giorni consecutivi la nevicò a più rirpese, senza che la neve mai si fondesse, e raggiunse un accumulo complessivo di 20 cm. Altri episodi degni di nota furono quelli del 3 gennaio 1864, con 10 cm di neve, e del 9 febbraio 1887, che ne vide 7 cm.

 

L’inizio del XX secolo e le nevicate

Con l’inizio del XX secolo, Roma continuò a registrare nevicate, sebbene meno frequenti al passato. Il gennaio 1901 fu un mese particolare, durante il quale la città vide la neve in più occasioni, con accumuli tra i 3 e gli 8 cm. Anche il 1907 fu un anno interessante, con diverse giornate nevose. Sono menzionate diverse fioccate, con un velo di neve sui tetti e le strade, ma soprattutto si parla di gelo che congelò le fontane cittadine.

Uno degli eventi più rilevanti del periodo si verificò il 30 dicembre 1939, quando caddero ben 30 cm di neve su Roma. La città venne immortalata in diverse fotografie d’epoca. La ricostruzione dei fatti ci porta a rilevare che dopo una forte irruzione di gelo, Roma venne interessata da una perturbazione proveniente dal Mar Tirreno, foriera di neve. Sui colli romani la neve raggiunse i 60 cm.

 

Anni ’40 e ’50

Durante gli anni ’40, la neve a Roma si manifestò in maniera sporadica e generalmente non raggiunse grandi accumuli. Erano anni di guerra, instabilità sociale. Ma ci fu anche una serie di annate molto calde, specie d’estate, non come gli ultimi due decenni, però.

Spesso, le precipitazioni erano miste a pioggia o nevischio, e la neve tendeva a sciogliersi rapidamente. Con l’inizio degli anni ’50, tuttavia, si assistette a un incremento dell’intensità delle nevicate. Ma gli eventi furono diversi, decisamente degno di nota fu quello del febbraio 1954.

Particolarmente significativo fu l’inverno del febbraio 1956, che portò a Roma varie nevicate. Ma il 1956 fu un evento storico per l’Italia, con una considerevole ondata di gelo. Le perturbazioni che venivano dalla Sardegna fecero cadere maggior neve sulla costa, da Civitavecchia ad Ostia, più che su Roma e suoi colli.

 

Gli anni ’60 e la storica nevicata del 1965 dimenticata dai romani

Tra gli anni ’60 e ’70, Roma conobbe nevicate sporadiche, ma l’evento più emblematico fu quello del 9 febbraio 1965. Questa nevicata, che coprì la città con un manto di 25-50 cm di neve, è ricordata come una delle più intense del periodo.

La nevicata del 9 febbraio 1965 è uno degli eventi più straordinari della storia recente di Roma. Le dinamiche meteorologiche furono inusuali: un massiccio anticiclone si era formato sopra la Gran Bretagna, spingendo verso l’Italia masse di aria artica continentale. Questa corrente fredda, unita alla presenza di una depressione sul Mar Tirreno, generò le condizioni ideali per una forte nevicata sulla capitale. Con accumuli che superarono i 40 cm in varie zone, con picchi di 50 cm in pieno centro città.

Le condizioni meteorologiche che portarono a questo fenomeno furono straordinarie: un massiccio anticiclone sulla Gran Bretagna spingeva aria gelida di origine artica verso la penisola italiana, mentre un minimo di pressione sul Mar Tirreno incrementava l’intensità delle precipitazioni. Ai giorni d’oggi, la foto che vediamo qui sopra ben si abbinerebbe a quell’evento meteo così intenso.

 

La nevicata del 1986, altra dimenticata

La nevicata del 1986 fu un altro evento di grande rilievo per la storia climatica di Roma. Anche in questo caso, una massa di aria gelida di origine artica raggiunse il Mediterraneo dalla Valle del Rodano, causando abbondanti nevicate. Gli accumuli variarono dai 25 ai 50 cm a seconda delle zone, con record storici in aree periferiche come Tomba di Nerone e in località costiere come Ostia. Questa nevicata lasciò immagini straordinarie della città eterna coperta di neve. La città subì numerosi disagi, con strade e trasporti bloccati e l’intervento dell’esercito per ripristinare la viabilità. In quell’evento meteo cadderò sino a 80 cm nei Castelli Romani.

 

Gli anni recenti: all’apparenza neve meno frequente

Negli ultimi decenni, le nevicate a Roma sono divenute sempre più rare, questa è la percezione. Ma Roma non è una città nevosa. Tuttavia, in questi decenni a causa del cambiamento climatico che ha progressivamente aumentato le temperature medie, sono mancate le classiche giornate di vento di Tramontana, con il Buran che viene dalla Russia, visto in poche occasioni con straordinarietà. Ma spesso questo si dimentica.

Nel febbraio 2012, Roma registrò un evento nevoso notevole, con accumuli fino a 30 cm in alcune zone. Fu una nevicata particolarmente attesa, che riportò in città un’atmosfera suggestiva, con immagini della neve sui monumenti famosi, come il Colosseo e Piazza San Pietro.

Anche fine febbraio 2018 segnò un altro evento, grazie a una corrente gelida proveniente dalla Russia che abbassò drasticamente le temperature, causando nevicate intense e accumuli fino a 10 cm anche nelle zone costiere come Ostia. Questo evento fu significativo poiché dimostrò come fenomeni estremi, seppur rari, possono comunque ripetersi in condizioni meteorologiche specifiche. Ma non manca la neve anche a marzo, e ci sono stati diversi eventi, qui non possiamo elencarli tutti.

 

La neve a Roma ed il cambiamento climatico

Parlare di neve a Roma potrebbe sembrare paradossale in un’epoca di cambiamenti climatici. Tuttavia, gli effetti del riscaldamento globale non sono uniformi: a fianco di inverni più miti, i fenomeni di neve estrema e gelate intense possono continuare a verificarsi, anche a causa della destabilizzazione del Vortice Polare. Quest’ultimo fenomeno, che comporta il rilascio di aria gelida dalle zone artiche verso le latitudini più basse, è stato associato a condizioni atmosferiche imprevedibili in molte aree d’Europa, inclusa Roma. In specie questo evento appare correlato al riscaldamento globale, che in molte aree del nostro Pianeta è stato causa di ondate di gelo storiche. Questo vuol dire che la neve, il gelo su Roma possono tornare acutissimi.

La città di Roma è in una posizione privilegiata nel Mediterraneo, ha maggiori possibilità di sperimentare eventi nevosi se si verificano condizioni specifiche. Serve, infatti, che una massa di aria gelida si combini con un flusso di aria umida proveniente dal Mar Tirreno. Questa interazione porta alla formazione di sistemi nuvolosi capaci di produrre neve anche a bassa quota, inclusi il centro di Roma e i quartieri periferici. La neve a Roma tornerà assai prima di quanto si possa ipotizzare. Se tornerà questo inverno, ora come ora non lo sappiamo, però i modelli matematici stagionali sono propensi per indicare la via a forti ondate di gelo intervallate da lunghi periodi mitissimi. E ciò rendere ogni città assai vulnerabile al freddo e neve improvvisi. (TEMPOITALIA.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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