Nonostante si prospetti, dalle ultime elaborazioni dei modelli matematici e in riferimento alla prima settimana di novembre, una sostanziale affermazioni anticiclonica sul Mediterraneo centrale, ma non solo, anche verso buona parte dell’Europa, l’ipotesi di un’azione di stampo invernale, rimane in piedi in novembre e nemmeno tanto in là nel corso del mese.
Ricorderemo che le simulazioni matematiche avevano in qualche modo ipotizzato già una configurazione meridiana di stampo invernale appena all’inizio del mese, poi soluzione via via scartata a fronte di una progressiva presa di posizione e di forza da parte dell’anticiclone subtropicale.
In realtà, nonostante l’alta pressione sia data piuttosto influente anche sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, una sua strutturazione più importante si avrebbe verso l’Europa centrale, al più verso il Nord Italia.
Sul resto della nostra penisola, la protezione anticiclonica, dal 5/6 novembre e per il prosieguo della prima decade, si mostrerebbe decisamente più fiacca e, soprattutto, insidiata da correnti via via piuttosto fresche di matrice orientale.
Insomma, un abbozzo di circolazione simil invernale, con l’avvento di novembre, sarebbe senz’altro nell’aria. Magari, in una prima fase l’anticiclone avrebbe un po’ la meglio, ma la sua presenza posta nel modo come prospettato, ossia con maggiore strutturazione sui comparti centro settentrionali del continente, più fiacca su quelli meridionali e orientali, lascia aperta più di qualche ipotesi verso una possibile piega di tipo invernale della configurazione barica novembrina.
Le manovre fredde spesso vogliono preamboli piuttosto articolati e i modelli tarati sul medio lungo periodo, magari, riescono a cogliere i sentori di cambiamenti importanti, ma possono fare fatica, ed è anche comprensibile, a piazzarli in termini di tempistica.
Dunque, al di là di una oramai pacifica affermazione dell’alta pressione per il corso della prima settimana di novembre, il prosieguo del mese resta in bilico tra una certa presenza anticiclonica e altri tentativi, da parte dell’aria fredda, di irrompere verso il Mediterraneo centrale.
Intanto, dal 6 al 10 novembre (ma qualche avvisaglia di cambiamento anche prima) non sarebbe tutta alta pressione e nemmeno mite. Per questa fase, le condizioni bariche andrebbero progressivamente deteriorandosi sul Mediterraneo centro-meridionale e anche sul Centro Sud della nostra penisola, con progressiva infiltrazione di correnti più fresche dai quadranti continentali, calo termico apprezzabile su queste regioni e anche occasioni per una maggiore instabilità abbastanza diffusa, sebbene non particolarmente significativa in linea generale.
In questa fase, andrebbero computate temperature tardo-autunnali, con buona probabilità sotto media su tutto il Centro Sud, ma di più sul medio e basso Adriatico, con piogge sparse.
Sulla Sicilia orientale, poterebbe esserci anche una instabilità più importante, essendo questo il settore più esposto alle correnti orientali medio-basse, magari instabilità più accesa, localmente, anche su qualche settore ionico e meridionale calabrese. Regioni del Nord più a secco, più protette dall’alta pressione, ma anche qui con temperature in calo.
Per i giorni a seguire e verso metà mese, l’evoluzione si farebbe ancora più incerta. Sullo scacchiere euro-atlantico continuerebbero a fronteggiarsi un anticiclone, impostato in assetto mediano, e correnti fredde artiche insistenti tra il settore scandinavo e quello russo.
I presupposti barici sarebbero di tipo invernale e ci sono simulazioni matematiche ultimissime che prospetterebbero, tra gli altri possibili scenari, irruzione fredda dalla Russia verso l’Europa centrale e anche verso il Mediterraneo centrale e l’Italia.
Nulla di certo, oltre i 7-8 giorni si è sempre nel campo di ipotesi molto sfuggenti, va rilevato, però, che i modelli matematici sul lungo periodo non desistono dal proporre soluzioni di stampo prettamente invernale.
Molto probabilmente potrebbe essere solo una questione di tempistica, ma ipotesi anche di gelo dalla Russia verso l’Italia, stando ancora agli aggiornamenti ultimi, appaiono come tutt’altro che irreali, entro la metà del mese prossimo. Seguiremo l’evoluzione con quotidiani e aggiornamenti.