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Cresce rapidamente l’isola di plastica nel Pacifico

Luigi Barbieri di Luigi Barbieri
26 Nov 2024 - 09:45
in Magazine
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Nell’Oceano Pacifico settentrionale, una vasta accumulazione di detriti plastici, conosciuta come l’isola di plastica, ha raggiunto dimensioni allarmanti, estendendosi su circa 1,6 milioni di chilometri quadrati, il triplo della superficie della Francia. Questo ammasso di rifiuti, presente dagli anni ’80, ha ora un volume superiore a quello degli organismi viventi nella stessa area, compromettendo gravemente l’ecosistema e influenzando negativamente il ciclo globale del carbonio attraverso l’impatto sullo zooplancton. Queste sono le conclusioni di uno studio pubblicato su Environmental Research Letters, realizzato da The Ocean Cleanup, un’organizzazione no-profit internazionale che sviluppa tecnologie per la depurazione degli oceani.

 

Il team di ricerca, guidato da Laurent Lebreton, ha analizzato i campioni raccolti tramite reti da pesca, dati da rilievi aerei e materiali raccolti durante 50 operazioni di pulizia effettuate tra il 2015 e il 2022. In sette anni, la concentrazione di frammenti di plastica è cresciuta da 2,9 a 14,2 chilogrammi per chilometro quadrato. Tra questi, il 74% al 96% proviene da rifiuti recentemente accumulati, trasportati da varie parti del mondo.

 

L’incremento di plastica nell’area è attribuibile soprattutto all’aumento dei frammenti di piccole dimensioni. I pezzi tra i 5 e i 50 millimetri sono aumentati da 34.000 a 235.000 nei campioni analizzati, mentre le microplastiche sono passate da 960.000 a 1,5 milioni.

 

Lebreton sottolinea che l’escalation osservata è il risultato di una gestione inadeguata dei rifiuti di plastica durata decenni. Egli invoca un’azione urgente da parte dei legislatori coinvolti nella negoziazione di un trattato globale per eliminare l’inquinamento da plastica, enfatizzando la necessità di un’azione globale forte e coordinata per affrontare questa crisi ambientale.

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