Il sistema in questione, identificato come J1721+8842, ha catturato l’interesse degli scienziati non tanto per la sua natura rivoluzionaria, quanto per la sua unicità. La luce di un quasar distante, dopo aver viaggiato per più di 10,5 miliardi di anni luce, passa attraverso una lente che ne forma sei immagini visibili. Questo numero di immagini è insolito e ha suscitato l’interesse degli autori dello studio, che non è ancora stato sottoposto a revisione paritaria. La formazione di sei immagini era stata ipotizzata in anni recenti sotto condizioni specifiche, ovvero la presenza di due lenti.
La prima lente, situata a circa 10,2 miliardi di anni luce dalla fonte, amplifica e moltiplica la luce del quasar. Due delle immagini vengono deviate in direzione opposta quando raggiungono la seconda lente, un’altra galassia massiccia, situata a soli 2,3 miliardi di anni luce di distanza. La traiettoria della luce segue un percorso zig-zag tra il quasar, la prima lente e la seconda.
Inoltre, la seconda lente amplifica anche la prima, sebbene non molto luminosa, come si può osservare nelle immagini raccolte dal Telescopio Spaziale James Webb (JWST). Il team ritiene che questo sia il primo caso di una doppia lente gravitazionale e il primo esempio di una lente gravitazionale forte a scala galattica con sei immagini dello stesso oggetto distante.
Questa scoperta è stata definita dai ricercatori come serendipitosa e straordinaria. Hanno calcolato che la probabilità di trovare un allineamento così preciso tra noi, due lenti e un quasar lungo una linea di vista che si estende per oltre 10,5 miliardi di anni luce è di una su 100 milioni.