A livello internazionale, la Cina ha mostrato un significativo progresso, mantenendo la seconda posizione ma avvicinandosi notevolmente agli Stati Uniti, che continuano a dominare la classifica. Seguono il Regno Unito e la Germania, rispettivamente al terzo e quarto posto.
I ricercatori elencati provengono da più di 1.200 istituzioni distribuite in 59 paesi e regioni diverse. La selezione si basa sulla pubblicazione di articoli classificati tra l’1% più citato nel loro specifico campo di ricerca nell’ultimo decennio, secondo l’analisi dell’Institute for Scientific Information di Clarivate. Questo indice non solo considera il volume di citazioni ma anche valutazioni qualitative degli articoli.
Tra gli italiani menzionati spiccano figure di rilievo come Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, e Matteo Bassetti, immunologo all’Università di Genova. Altri nomi noti includono Giancarlo Comi, neurologo, Franco Locatelli, oncoematologo, e Alberto Mantovani, immunologo. L’Università Statale di Milano si distingue per avere otto docenti nella lista, tra cui l’infettivologo Spinello Antinori e l’oncologo Giuseppe Curigliano.
Guardando al contesto più ampio, gli Stati Uniti hanno visto una diminuzione percentuale di ricercatori influenti, passando dal 43,3% nel 2018 al 36,4% attuale. Al contrario, la Cina continentale ha visto un aumento significativo, con 1.405 scienziati rappresentanti il 20,4% del totale, più che raddoppiando la sua quota dal 2018.
Nel panorama delle istituzioni, la Tsinghua University in Cina ha superato gli National Institutes of Health americani, posizionandosi al quarto posto tra gli enti con il maggior numero di ricercatori influenti. Anche Hong Kong ha mostrato una crescita notevole, con 134 scienziati altamente citati, rappresentando l’1,9% del totale globale.