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13118La ricerca sulle lesioni spinali ha‌ sempre cercato di sfruttare la capacità rigenerativa delle cellule nervose, ma un nuovo approccio potrebbe finalmente portare a risultati concreti. Questo metodo innovativo, che​ utilizza cellule staminali prelevate dal naso dei pazienti, sta per‍ entrare nella fase di sperimentazione clinica, aprendo nuove prospettive per il trattamento delle lesioni spinali.

 

Le lesioni spinali rappresentano una sfida enorme per la medicina‍ moderna, ⁤poiché le cellule del sistema nervoso centrale ⁤non si rigenerano negli adulti. Tuttavia, le cellule nervose olfattive, che si trovano nel naso, sono un’eccezione. Queste cellule⁤ hanno la capacità unica di rigenerarsi ogni⁢ 6-8 settimane, un adattamento evolutivo che ⁤le ‍rende particolarmente adatte a‍ proteggere⁣ il sistema respiratorio da potenziali invasori come i ⁤batteri.

 

Le cellule⁢ olfattive, note come cellule di rivestimento olfattivo, hanno un ruolo specializzato nel naso. Oltre a rigenerarsi⁣ rapidamente, queste cellule devono connettersi al sistema nervoso centrale per trasmettere al cervello i⁣ segnali degli odori rilevati. La sperimentazione clinica in‍ corso utilizza ponti di cellule nervose olfattive per superare le cicatrici e promuovere⁣ la ​rigenerazione.

 

La sperimentazione clinica, che coinvolge partecipanti con lesioni⁤ spinali, utilizza ponti di cellule nervose olfattive per trattare le aree danneggiate. Questi ponti, lunghi 1-2 cm, sono composti da milioni⁢ di⁣ cellule nervose che sono state modellate per adattarsi ⁢alla lesione ⁤specifica di ciascun ⁢paziente.

 

Nonostante i progressi, la ricerca sulle lesioni spinali ha incontrato numerose difficoltà. La purezza delle cellule e la loro sopravvivenza sono state problematiche, così ‍come la mancanza di finanziamenti adeguati. Tuttavia, il team di ricerca ha sviluppato⁤ un metodo per raccogliere⁢ cellule nasali pure e ha creato ponti di cellule nervose che si sono dimostrati efficaci nei test sugli animali. La speranza è che questi progressi possano portare a trattamenti clinicamente disponibili in futuro.

 

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