
(TEMPOITALIA.IT) Le persone affette da miotonia non distrofica spesso affrontano numerose sfide quotidiane. La rigidità muscolare può rendere difficili attività semplici come camminare, salire le scale o persino afferrare oggetti. Inoltre, la condizione può causare dolore e disagio, influenzando negativamente la qualità della vita. La ricerca di trattamenti efficaci è quindi di fondamentale importanza per migliorare il benessere di chi ne soffre.
Fino a poco tempo fa, la mexiletina era il trattamento più comune per la miotonia non distrofica. Questo farmaco, originariamente sviluppato per trattare le aritmie cardiache, si è dimostrato efficace nel ridurre la rigidità muscolare. Tuttavia, la mexiletina presenta diversi effetti collaterali, tra cui nausea, vertigini e problemi gastrointestinali, che possono limitare la sua tollerabilità e l’aderenza al trattamento.
Lo studio condotto dall’UCL ha messo in luce la lamotrigina come un’alternativa promettente alla mexiletina. La lamotrigina è un farmaco ampiamente utilizzato per gestire l’epilessia e alcuni disturbi dell’umore. I ricercatori hanno scoperto che la lamotrigina è altrettanto efficace nel trattamento della miotonia non distrofica, ma con un profilo di effetti collaterali significativamente migliore. Questo rende la lamotrigina una scelta più sicura e tollerabile per i pazienti.
Uno dei principali vantaggi della lamotrigina rispetto alla mexiletina è la riduzione degli effetti collaterali. Mentre la mexiletina può causare una serie di problemi gastrointestinali e neurologici, la lamotrigina è generalmente meglio tollerata. Gli effetti collaterali più comuni della lamotrigina includono vertigini e sonnolenza, ma questi sono solitamente meno gravi e meno frequenti rispetto a quelli associati alla mexiletina.






