
(TEMPOITALIA.IT) Già nel corso di questa settimana, come rilevato in precedenti aggiornamenti, la circolazione sul Mediterraneo centrale e sull’Italia si farà decisamente più dinamica.
Dapprima, infatti, ci sarà l’espansione temporanea del flusso umido occidentale dalle Isole maggiori verso il Sud peninsulare, quindi con piogge anche qui, poi è atteso il passaggio di un nucleo di aria fredda intorno a metà settimana,, con altre piogge sul medio e basso Adriatico e al Sud.
Tuttavia, da questi movimenti barici più circoscritti alle aree centro-meridionali, buona parte del Nord e del Medio Alto Tirreno rimarrebbe sostanzialmente fuori, dunque con tempo mediamente asciutto, su questi settori, o con fastidi isolati e localizzati.
A seguire, dopo il passaggio del nucleo freddo e per il prosieguo della settimana, verso il weekend prossimo, si configurerebbe una pausa dell’instabilità in via generale sull’Italia, una cosiddetta pausa inter-ciclonica tra una bassa pressione, quella fredda da Nord in evoluzione verso Sudest, e un’altra in arrivo per la settimana prossima dal Nord Atlantico.
In riferimento a quest’ultima azione instabile, va rilevato che potrebbe trattarsi di un’azione piuttosto persistente sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, con asse depressionario posto in modo trasversale da Nord-Ovest verso Sud-Est e con correnti portanti in prevalenza dai quadranti occidentali o, in qualche fase, anche nord-occidentali.
La tempistica andrebbe inquadrata dal 19/20 novembre e poi per il prosieguo di buona parte della terza decade.
Nella sostanza, un lobo del Vortice Polare, complice una buona intrusione dell’onda stabilizzante subtropicale atlantica fin verso i settori artici groenlandesi, si estenderebbe, attraverso un cavo d’onda piuttosto incisivo, fino al cuore dell’Europa, arrecando sui settori centro settentrionali del continente condizioni di tempo spiccatamente invernale.
Con buona probabilità, l’azione meridiana dell’Alta Pressione, troppo larga in Atlantico, non riuscirebbe a costituire una spalla efficace affinché l’aria fredda possa penetrare verso le aree più meridionali del continente.
Alle latitudini mediterranee, infatti, il flusso sarebbe, come già accennato, più di stampo occidentale e, dunque, con minore penetrazione dell’area fredda.
Tuttavia, questa potrebbe farsi sentire in maniera non trascurabile verso le regioni settentrionali e, magari in forma più debole, anche al Centro, dal 22/23 Novembre e per qualche giorno a seguire.
Ma quali sarebbero le conseguenze di questo possibile, persistente flusso instabile nord-oceanico? Con buona probabilità nubi e precipitazioni ricorrenti su tutti i settori Alpini e, in maniera più continua, su quelli occidentali, specie sui versanti esteri.
Sarebbe una occasione importante per ottimi accumuli di neve e, via via, fino a quota medio-basse. Il flusso portante da Nord Ovest, consentirebbe piogge più insistenti anche su tutti i settori tirrenici, spesso qui anche forti, piogge ricorrenti sulle relative aree appenniniche e sul Centro Ovest della Sardegna, anche sull‘Ovest della Sicilia.
Le uniche aree che potrebbero rimanere meno esposte all’azione perturbata o comunque con precipitazioni più irregolari e meno insistenti, sarebbero il basso Adriatico, soprattutto la Puglia, i settori ionici, il Centro Est della Sicilia, diffusamente anche le pianure centro occidentali piemontesi e la Pianura Padana in genere.
Tutti questi ultimi settori, nonostante un tempo ricorrentemente instabile sull’Italia, potrebbero rimanere più spesso sotto vento e, dunque, con minori occasioni per piogge.
Nelle fasi in cui l’aria fredda riuscirebbe a raggiungere con buona determinazione anche le aree centrali, ci sarebbero occasioni per neve a quota medie o relativamente basse anche sui relativi rilievi appenninici. Maggiori dettagli nei nostri quotidiani aggiornamenti. (TEMPOITALIA.IT)






