
(TEMPOITALIA.IT) Sta ormai partendo ufficialmente la stagione invernale 2024/2025, con un meteo che promette molte differenze rispetto al passato recente. Negli ultimi anni si sono susseguiti una serie di Inverni particolarmente scialbi, che potremmo quasi definire come non pervenuti. Ma è davvero il nuovo clima?
Quando dobbiamo discutere di futuro del clima ci rifacciamo anche ad eventi meteo del passato. È importante sottolineare che il clima non si riduce a una previsione meteorologica a breve termine, ma è qualcosa di ben diverso; Il clima racchiude invece un periodo invece di alcuni decenni e non di pochi anni.
Negli ultimi inverni spicca una forte differenza rispetto al passato. Non tutto è compromesso, nel senso che questo ciclo di stagioni così miti e anticicloniche non ci pare del tutto imputabile al riscaldamento globale. Sarebbe infatti assurdo che gli Inverni si siano stravolti in modo clamoroso e non solo per il maggiore caldo.
Le eccezionali anomalie invernali degli ultimi anni, che abbiamo riscontrato in Europa, sono infatti da attribuire ad un mix di fattori sfavorevoli. Un ruolo importante lo hanno sicuramente avuto gli indici climatici, non esattamente favorevoli non solo per eventi di freddo, ma anche per Inverni dinamici.
Tra i principali fenomeni atmosferici capaci di dare un’impronta alle le condizioni meteo invernali spiccano il riscaldamento stratosferico improvviso, noto come Sudden Stratospheric Warming (SSW), e il cosiddetto ciclo ENSO. Nell’ambito dell’ENSO si alternano in modo ciclico El Niño e La Niña.
Si tratta di elementi cruciali per comprendere l’evoluzione delle dinamiche tra Novembre e Febbraio, quando si tratta di episodi di freddo intenso. Il Sudden Stratospheric Warming non è alto che rapido aumento delle temperature nella stratosfera, che può causare un forte scompenso del Vortice Polare.
Gli effetti del riscaldamento stratosferico
Nel momento in cui questo tipo di stratwarming si verifica in modo così acuto, le conseguenze possono risultare eclatanti sul meteo europeo e in Italia. Questo fenomeno, se sufficientemente intenso, è in grado di frammentare il vortice in più nuclei o spingerlo verso latitudini inferiori.
Non sempre l’influenza delle dinamiche si trasmette verso il basso, ma necessità di vari step. Va detto che questi eventi, in passato, hanno spesso favorito storiche ondate di gelo sull’Europa. In questi casi, infatti, il venir meno della forza del Vortice Polare consente discese gelide eccezionali fino alle nostre latitudini.
Tali pattern agevolano la discesa di masse d’aria fredda dal Nord Europa verso il Mediterraneo, causando episodi di maltempo invernale di grossa portata. Le dinamiche atmosferiche strettamente legate al Vortice Polare e al riscaldamento stratosferico possono configurare scenari meteo estremi tra gelo e maltempo.
Cosa stiamo osservando quest’anno? Da tempo stiamo monitorando un Vortice Polare al momento meno forte e più vulnerabile rispetto alle ultime stagioni. In Italia, le conseguenze di un Vortice Polare indebolito possono tradursi in un netto contrasto rispetto agli Inverni miti degli ultimi anni.
In sostanza, si potrebbe avere un Inverno anche con freddo e neve, comunque molto più variabile. Una maggiore dinamicità atmosferica invernale, con frequenti discese polari o artiche, potrebbe quindi riportare un Inverno degno di attenzione. Non stiamo parlando di eventi memorabili, ma solo di un Inverno normale. (TEMPOITALIA.IT)






