L’Antartide sta perdendo circa 17 milioni di tonnellate di ghiaccio ogni ora, una quantità paragonabile a un cubo con lato di 260 metri. Questo rapido scioglimento pone gravi rischi per l’innalzamento del livello del mare, spingendo alcuni scienziati a proporre interventi di geoingegneria come i “tendaggi sottomarini”. L’idea, descritta in un articolo su Nature del gennaio 2024, prevede la costruzione di un tendaggio galleggiante alto 100 metri e lungo 80 chilometri, ancorato al fondale marino, per proteggere i ghiacciai dell’Antartide Occidentale.
Nonostante la novità della proposta, gli stessi ricercatori riconoscono che il successo del progetto è incerto. Tuttavia, il rischio crescente di un disastroso innalzamento del mare richiede l’esplorazione di soluzioni innovative. Parallelamente, esperti di relazioni internazionali avvertono che un intervento così massiccio potrebbe destabilizzare il Sistema del Trattato Antartico, siglato nel 1959, che vieta attività militari, test nucleari e attività estrattive nel continente.
Implicazioni geopolitiche
L’Antartide è unica nelle relazioni internazionali: sette nazioni (tra cui Argentina, Australia, Cile, Francia, Norvegia, Regno Unito e Nuova Zelanda) hanno rivendicato territori, ma tali rivendicazioni sono state “congelate” dal trattato. Questo accordo ha evitato conflitti, ma non ha risolto le dispute territoriali. Un progetto come il Tendaggio del Ghiacciaio potrebbe riaccendere tensioni sulla sovranità e minare la stabilità del trattato.
Secondo lo studio condotto da Shibata Akiho, esperto di diritto internazionale presso l’Università di Kobe, il progetto potrebbe essere percepito come vantaggioso o dannoso per specifiche nazioni, intensificando rivalità e controversie territoriali. Inoltre, la struttura potrebbe diventare bersaglio di ricatti politici, sabotaggi o attacchi terroristici, con conseguenze drammatiche per i paesi a bassa quota, particolarmente vulnerabili all’innalzamento del livello del mare.
Precedenti storici
Il documento richiama il dibattito sull’estrazione mineraria negli anni ’80, risolto con il Protocollo sulla Protezione Ambientale al Trattato Antartico del 1991, che proibisce indefinitamente attività minerarie nel continente. Tuttavia, le crescenti tensioni geopolitiche e la complessità del coordinamento internazionale rendono improbabile un accordo globale su un progetto di ingegneria così ambizioso.
Limiti e prospettive
Il vero fallimento risiede nell’incapacità della comunità internazionale di affrontare le cause profonde del cambiamento climatico. Nonostante l’urgenza, la comunità globale non è riuscita a implementare azioni significative per ridurre le emissioni di gas serra, principale causa dello scioglimento dei ghiacciai. Un progetto come il Tendaggio del Ghiacciaio, pur rappresentando una soluzione temporanea, richiede un livello di cooperazione globale che appare oggi irraggiungibile.
In un contesto di crescenti tensioni internazionali, il rischio è che soluzioni tecniche come la geoingegneria si trasformino in nuovi motivi di conflitto, anziché in strumenti di salvezza per il pianeta.