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Home A La notizia del Giorno

Badilate di neve in Appennino questo Inverno, il punto meteo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
02 Dic 2024 - 12:45
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News, Zoom
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Negli ultimi anni l’Appennino ha vissuto stagioni invernali povere di neve, in particolare nelle aree centrali e meridionali. Nonostante sulle cime più alte, come nel massiccio della Maiella e del Gran Sasso, si siano registrate nevicate, in altre zone la neve è stata estremamente rara. Questa carenza è stata causata principalmente da temperature sopra la media, una caratteristica ricorrente degli ultimi inverni.

Un ruolo determinante lo ha giocato una circolazione atmosferica spesso dominata da potenti anticicloni, che hanno portato giornate insolitamente miti, con lo zero termico che in alcuni casi ha raggiunto livelli quasi estivi. Questo parametro è fondamentale per calcolare la quota a cui si verificano le nevicate. Tuttavia, quest’anno qualcosa sembra cambiare, anche se siamo ancora lontani dal poter affermare che avremo un inverno “nella norma”. Alcuni aspetti meritano di essere approfonditi.

 

La norma climatica dell’Appennino

L’Appennino, che si estende dal settore ligure fino a quello calabrese, comprende una varietà di microclimi. A differenza delle Alpi, risulta meno esposto alle irruzioni di aria fredda di origine artica, ma quando queste si verificano, sono spesso accompagnate da perturbazioni che garantiscono nevicate. Per quanto riguarda la quota delle precipitazioni nevose, questa è strettamente legata alla temperatura e, di conseguenza, allo zero termico.

Parlando di aree attrezzate per gli sport invernali, dove normalmente ci si aspetta la neve durante l’inverno, quest’anno la stagione sembra partire bene. Nei giorni scorsi si sono registrate precipitazioni che in alcuni punti hanno superato i 40 cm, sebbene in modo irregolare. Non erano attese vere e proprie tempeste di neve, stavolta, però le prospettive per le prossime settimane sembrano promettenti. Sono infatti previsti passaggi di profonde aree di bassa pressione, che porteranno aria fredda e un abbassamento significativo dello zero termico. Questo potrebbe favorire nevicate anche a quote inferiori rispetto a quelle tipiche delle stazioni sciistiche.

 

Previsioni per il prossimo futuro

In sintesi, l’Appennino potrebbe vivere un inverno ricco di neve, specialmente nelle prossime due settimane. Tuttavia, è ancora difficile prevedere cosa accadrà più avanti nella stagione, poiché numerose variabili possono influenzare l’andamento meteorologico, tra cui la presenza di aree di alta pressione persistenti che riducono le precipitazioni. A questo proposito, va notato che novembre 2024 si è chiuso con un sensibile deficit pluviometrico, con precipitazioni ben al di sotto della media.

Le aspettative per dicembre sono migliori, anche se non è chiaro se le precipitazioni si manterranno nella media mensile. Per ora, possiamo osservare le previsioni delle prossime settimane, che appaiono molto variabili e promettenti. Le prime nevicate interesseranno l’Appennino, dal settore ligure a quello calabrese, con possibili accumuli anche sui rilievi maggiori di Sardegna e Sicilia. Dopo alcuni anni poveri di neve, l’Appennino potrebbe finalmente tornare a vestirsi di bianco, come accadeva con maggior frequenza in passato.

 

Variabilità climatica e cambiamenti globali

Queste osservazioni non implicano che il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature globali siano inesistenti. Al contrario, stiamo vivendo un periodo di forti fluttuazioni climatiche, che variano il tempo di anno in anno. Se non ci fossero queste oscillazioni, le previsioni meteorologiche sarebbero semplici e si potrebbero realizzare con largo anticipo. Invece, la variabilità climatica e le fluttuazioni atmosferiche rendono il meteo un fenomeno in continua evoluzione.

 

L’Appennino, essendo più esposto rispetto alle Alpi, subisce maggiormente l’influenza delle correnti atmosferiche. Ad esempio, le irruzioni fredde da ovest portano precipitazioni abbondanti sui versanti occidentali, mentre quelle da est colpiscono prevalentemente il settore adriatico. Questa catena montuosa agisce quindi come una barriera naturale, in minor misura rispetto alle Alpi, comunque, ma influenzando le condizioni climatiche delle aree limitrofe. Le regioni tirreniche, ad esempio, sperimentano giornate soleggiate quando la Tramontana o il Grecale portano neve sulle coste adriatiche.

L’inverno 2024-2025 potrebbe quindi riservare sorprese positive per l’Appennino, ma come sempre, il clima resta una realtà complessa e in costante evoluzione.

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Sono un editore, imprenditore e appassionato studioso di meteorologia e climatologia. Nella mia carriera ho fondato e gestito numerosi portali meteo italiani e internazionali, affiancando a questa attività la creazione di blog di nicchia e piattaforme web dedicate al web marketing e alla visibilità digitale. La mia avventura nel digitale è iniziata nel 1995, agli albori di internet in Italia, quando pubblicavo i primi articoli meteo in lingua italiana su meteorologicando.it (recensito nel 1999 da La Repubblica "No Problem"), per poi dare vita, a fine 1999, a direttameteo.it, una delle prime piattaforme italiane complete di previsioni, dati satellitari e webcam. In assenza di percorsi accademici civili specifici in quegli anni, ho approfondito la materia privatamente su indicazione di un parente ufficiale dell'Aeronautica Militare. Questa solida preparazione mi ha permesso di fondare nel 2000 portali di riferimento storico come meteogiornale.it e tempoitalia.it (il primo in assoluto a offrire le previsioni meteo per tutti i comuni italiani), seguiti da meteosardegna.it. Da allora il mio lavoro si è diviso tra l'informazione al pubblico e i servizi B2B. Ho curato le sezioni meteo di grandi testate giornalistiche come meteo.corriere.it, meteo.gazzetta.it, Libero Quotidiano e Affari Italiani. L'emittente Rai 2 mi ha dedicato un servizio per l'innovazione: sono stato tra i primi a introdurre in Italia i video-meteo e il modello statunitense di una "meteorologia per tutti". Nel 1999, con il sostegno fondamentale di mia moglie, la professoressa Tonia Ivana Mereu, ho curato ed edito la pubblicazione del libro "Il grande gelo del 1985", scritto da Marco Rossi: un successo editoriale autoprodotto che ha superato le 10.000 copie vendute. Sul fronte aziendale, ho applicato i miei studi di marketing fornendo previsioni meteo alle piattaforme SMS di TIM e ai servizi 899. Ho ideato il primo "report della grandine" a livello globale, uno strumento fondamentale utilizzato da centinaia di aziende. Già nel 2001 abbiamo allestito un centro di calcolo per l'elaborazione di modelli matematici previsionali e software di post-elaborazione dati, collaborando con realtà di primo piano del calibro di ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, Milano Serravalle - Milano Tangenziali S.p.A. e molte altre compagnie nei settori delle energie rinnovabili, delle assicurazioni, dell'agricoltura e dei trasporti, esportando servizi meteo fino in Australia e Sud America. Questa fitta rete di servizi è supportata da un team storico di professionisti freelance attivi con me dal periodo 2000-2005. Negli anni ho integrato la passione per la meteorologia con uno studio imponente di SEO (Search Engine Optimization) e SEM, specializzandomi nelle dinamiche dell'ecosistema Google (Google Discover, Google Carousel). Oggi applico questa attitudine all'innovazione anche all'Intelligenza Artificiale avanzata, utilizzandola per ottimizzare i modelli matematici numerici e la precisione predittiva. Al contempo, sostengo attivamente la qualità dell'informazione contrastando l'editoria automatizzata e i contenuti a bassa affidabilità generati in massa dall'AI. Il mio focus principale resta la comprensione della nostra atmosfera. Ho cambiato città diverse volte per vivere in prima persona climi differenti e offrire una conoscenza diretta del tempo. Ho studiato e ricostruito i dati sulle due Piccole Ere Glaciali degli ultimi 2000 anni, sul Riscaldamento Medievale, sulle dinamiche del Vortice Polare Stratosferico e sull'impatto di El Niño e La Niña in Europa. Oggi mi concentro sul nowcasting e sui modelli a lungo termine di NOAA ed ECMWF, con l'obiettivo di creare prodotti di prevenzione efficaci a fronte di un clima che cambierà drammaticamente nei prossimi anni. Privilegio da sempre lo studio rigoroso, la ricerca sul campo e la direzione editoriale rispetto alla visibilità mediatica, scelta che mi ha portato a focalizzarmi sull'analisi approfondita di fenomeni complessi - come il ritiro dei ghiacciai o l'attenuazione della Corrente del Golfo - e a seguire da vicino i dibattiti internazionali, tra cui la Conferenza di Parigi sul Clima (COP21). Oggi esprimo questa autorevolezza coordinando in prima persona le redazioni di Meteo Giornale e Tempo Italia. Nella vita privata, che custodisco gelosamente, mi dedico al volontariato e alla promozione della cooperazione sociale.

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