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Home A La notizia del Giorno

Meteo, subito i fattori precursori di un Inverno nevoso

Federico De Michelis di Federico De Michelis
02 Dic 2024 - 18:10
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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L’arrivo del freddo: tra nostalgia e realtà climatica

L’inverno è da sempre una stagione che divide. Alcuni lo amano per le sue atmosfere uniche, altri lo detestano per i disagi e i costi che comporta. Negli ultimi anni, tuttavia, l’evoluzione del meteo ha reso sempre più difficile prevedere stagioni fredde con le caratteristiche tipiche di un tempo. Gli appassionati di neve e gelo si trovano spesso delusi, mentre chi odia il freddo può gioire di inverni sempre più miti e brevi.

 

Il ricordo degli inverni passati

Nell’ultimo decennio, il meteo italiano ha visto fenomeni sempre meno incisivi durante l’inverno, con eventi di freddo e neve ormai relegati a episodi sporadici. Nonostante ciò, ci sono stati anni che hanno segnato la memoria collettiva. Febbraio 2012 è uno degli esempi più recenti di un mese straordinario, caratterizzato da gelo e abbondanti nevicate che hanno colpito tutta la penisola, dal Nord Italia al Sud Italia. Anche le coste e le pianure, spesso risparmiate, furono avvolte da un candido manto bianco. Però, tutto il periodo precedente che va da circa il 2000 al 2012 ha visto stagioni invernali seppur orientate verso un clima mediamente più mite, diversi e ricorrenti periodi di freddo anche molto nevosi.

Questi eventi eccezionali rievocano inverni storici come quelli del 1956, del 1963 e del 1985, che lasciarono un segno storico nel clima italiano. Ma il freddo storico non è la normalità, bensì una grave eccezione, una notevole anomalia, un meteo estremo.

 

Nel periodo 2000-2012, il riscaldamento globale era già un fenomeno emergente, ma ciò nonostante si sono manifestate quelle condizioni oggi divenute rare, che favorivano nevicate e ondate di gelo, direi ricorrenti. Pensate che avevamo in quegli anni anche la calura, quasi non superata dalle recenti stagioni estive, dell’estate 2003. Quella che ha segnato un effetto estate, uguale paura, terrore del caldo estivo. La bella stagione non è più piacevole per molti. Al pari, se vivreste stagioni invernali come quelle citate prima, il 1956, il 1953, il 1985, avreste parecchio da ridire sul piacere di un inverno freddo, perché la percentuale dei freddofili, seppur abbastanza elevata, si stanca quando iniziano i prolungati disagi, quando il freddo diventa ricorrente, quando cadono decine e decine di centimetri di neve. I disagi non piacciono a nessuno, e gli eventi meteo estremi li causano.

 

In un’epoca come quella odierna, dove non siamo abituati al freddo gelido, a nevicate, vivremmo disagi assai maggiori rispetto a quelle che abbiamo vissuto nel periodo 2000-2012. Ormai manca l’abitudine a vivere l’inverno che dovrebbe essere tipico delle nostre latitudini, e non mi riferisco al meteo estremo, quello che genera disagi smisurati. In quegli anni entrarono in vigore norme per la circolazione stradale che obbligarono all’uso di attrezzatura invernale per ridurre i disagi derivanti dalla neve. Oggi il cambio delle gomme invernali sembra inutile, le catena nel bagliaiao dell’auto sono inutilizzate. Quanti di voi saprebbe montarle?

Le norme furono adattate perché vivevamo enormi disagi. Eppure, anche all’ora c’era il riscaldamento del clima, le temperature erano in salita libera. Di certo non c’erano gli attuali accessi di temperatura. Quel che manca da anni sono le fluttuazioni climatiche favorevoli al freddo d’inverno, quelle che si mostrano tardive, portando il freddo fuori stagione in primavera inoltrata. Fluttuazioni che promettono di mostrarsi, quantomeno in parte, questo inverno.

 

Le aspettative per l’inverno

Siamo nella stagione fredda, e la domanda rimane: l’inverno sarà memorabile o anonimo? I principali modelli climatici suggeriscono una tendenza verso temperature sopra la media, ma non escludono la possibilità di brevi e intense ondate di freddo. Il comportamento del Vortice Polare, spesso monitorato dagli esperti, potrebbe risultare decisivo. Se si verificasse un indebolimento del vortice, non è escluso che masse di aria artica possano dirigersi verso il Centro-Sud Europa, interessando anche l’Italia. E i modelli matematici ben più di qualcosa lo prospettano, ma attenzione, siamo nel cambio di stagione, e sovente queste intrusioni d’aria fredda nell’ultimo decennio si sono palesate per poi sparire nel pieno della stagione invernale.

Le previsioni meteo stagionali indicano la possibilità di episodi di gelo, specialmente tra gennaio e febbraio, ma la loro intensità e durata restano un’incognita. Il Nord Italia potrebbe sperimentare nevicate nelle aree alpine e prealpine, mentre per le pianure e le regioni centrali le probabilità di neve restano ormai sempre più limitate. Al Sud Italia, le irruzioni fredde sono ormai più rare, con fenomeni nevosi che si concentrano soprattutto sui rilievi.

Sarà pur vero che sono assenti le fluttuazioni climatiche, ma viviamo anche un aumento spaventoso della temperatura globale, mari compresi.

 

Tendenza degli ultimi anni

Analizzando i recenti inverni, emerge chiaramente un trend di stagioni meno rigide e con eventi estremi sempre più localizzati. Nel Nord Italia, la neve tende a cadere quasi esclusivamente sulle montagne, lasciando le città di pianura con paesaggi grigi e freddi, ma senza il fascino della coltre bianca. Nel Centro Italia, la situazione non è diversa, con neve limitata principalmente agli Appennini, per altro a quote medio alte. Al Sud Italia e nelle Isole Maggiori come la Sardegna e la Sicilia, le nevicate a basse quote sono diventate un ricordo del passato, anche se in Sardegna ci sono stati decisamente ben più eventi che in Sicilia.

Questi cambiamenti sono strettamente legati alle fluttuazioni del clima e soprattutto al riscaldamento globale, che influisce sull’intero sistema climatico e altera le dinamiche tradizionali del meteo. Tuttavia, la natura è capace di sorprendere, e anche in contesti di riscaldamento globale possono verificarsi eventi eccezionali, come ondate di freddo e nevicate record.

 

L’attesa di un inverno straordinario

Molti appassionati di meteo sperano in un evento straordinario che riporti il fascino dell’inverno di un tempo. E non parliamo di inverni con eventi stile 1985, che sarebbero drammatici ai tempi d’oggi. Episodi di freddo intenso e neve abbondante sono sempre più rari, ma non impossibili. Le dinamiche atmosferiche globali, ed in Europa non poco incide l’Indice Nord Atlantico (NAO) e il comportamento delle correnti a getto, potrebbero riservare sorprese anche quest’anno.

Un evento significativo, con temperature sotto zero e nevicate diffuse, sarebbe in grado di sovvertire i trend attuali, ma di non definire uno stop al cambiamento del clima. Tuttavia, se anche questo inverno sarà mite, molti italiani tireranno un sospiro di sollievo per i risparmi energetici e per l’assenza di disagi legati a neve e ghiaccio. Tuttavia, sarebbe l’ennesimo inverno contraddistinto da anomalie climatiche pesantissime.

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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