L’esordio della terza ed ultima decade di Dicembre e del 2024 sta diventando un vero e proprio rebus su cui i modelli matematici non riescono ancora a trovare una linea chiara. È davvero notevole come ad ogni aggiornamento ci sia una visione differente per questo periodo previsionale, anche quasi opposta.
Cosa bolle in pentola?
Partiamo da un punto fermo: il flusso atlantico si abbasserà di latitudine all’esordio della terza decade del mese di Dicembre 2024. Se questa è ormai una cosa che tutti i modelli danno per altamente probabile, ciò che gira intorno a questa evoluzione è estremamente confuso e incerto.
Quello che poi sarà il tempo atteso tra venerdì 20 e lunedì 23 Dicembre determinerà poi l’evoluzione attesa per il periodo successivo, quindi ciò che si prevede per le festività natalizie dipende da quello che si vivrà pochi giorni prima.
Quali le ipotesi in campo?
Le ipotesi sostanzialmente in campo sono due, ma i modelli matematici non riescono ancora a inquadrare quale sarà quella più realmente probabile ad oggi. L’incertezza è anche lecita trattandosi di una previsione a una settimana di distanza.
La prima ipotesi prevede un flusso atlantico basso, ma la cui azione sarebbe limitata dalla presenza di un ingombrante campo di alta pressione sulla penisola Iberica. Questo determinerebbe ancora una volta precipitazioni verso il Centro-Sud Italia mentre al Nord Italia i fenomeni sarebbero scarsi. Immediatamente seguirebbe una rimonta dell’alta pressione con il tempo che da sabato 21 Dicembre sarebbe votato maggiormente alla stabilità e se l’anticiclone rimanesse nella sua posizione potrebbe esserci stabilità fin oltre Natale.
La seconda ipotesi, invece, prevede un deciso abbassamento del flusso atlantico con un’alta pressione che si ritirerebbe dalla penisola Iberica permettendo affondi depressionari nel cuore del Mediterraneo e quindi occasioni di maltempo diffuso su tutta Italia, Nord compreso. Tale situazione determinerebbe la formazione di una ferita depressionaria che favorirebbe il continuo invio di perturbazioni atlantiche fin oltre le festività di Natale.
Al momento la possibilità di realizzazione è di poco superiore per la seconda ipotesi poiché i centri meteo tendono ad ipotizzare sempre più con maggior convinzione quella che è l’evoluzione votata a dinamicità e perturbazioni.